
Oggi sciopero generale in Portogallo; il paese si blocca per protestare contro le pesanti azioni correttive adottate dal governo per fronteggiare la crisi economica. Inutile dire che oggi sarà estremamente viaggiare. Via Reuters.
Colera a Santo Domingo, almeno per ora, solo ad Haiti, stato con il quale la repubblica Dominicana ha chiuso le frontiere ma non i voli. L’associazione degli albergatori è molto preoccupata che, causa del mancato blocco dei voli, la malattia si diffonda anche da questa parte dell’isola. Via Domencan Today.
St. Kitts di nuovo sicura dopo che la scorsa settimana, a causa di episodi di violenza a danno di alcuni turisti, due compagnie croceristiche avevano sospeso gli scali sull’isola caraibica. Le stesse hanno ripreso a “frequentare” St Kitts, avendo valutato positivamente le azioni delle autorità locali per garantire la sicurezza dei turisti. Via Msnbc.
Scoppi di guerra tra le due Coree, ma il Ministero degli Affari Esteri per il momento non sconsiglia i viaggi in Corea del Sud; basta evitare le aree di confine. Insomma, come quando c’è un uragano nei Caraibi e basta evitare le isole sul suo percorso per stare tranquilli. Via ViaggiareSicuri.
Foto | h.koppdelaney Hartwig.
La città imperiale di Huè in Vietnam assunse importanza quando nel 17° secolo diventò la capitale del regno dei signori Nguyễn, una dinastia feudale vietnamita, che riuscì a controllare il sud del paese, e ancor più quando divenne capitale dell’intero paese, nel 18° secolo, riunificato sotto il regno di Gia Long. Le sue fortune terminarono nel 1945, quando fu instaurato il primo regime comunista, che spostò la capitale ad Hanoi. A causa della sua posizione, al confine tra Vietnam del sud e Vietnam del Nord, la città soffrì pesantemente le conseguenze della guerra, inflittale sia da parte americana che vietnamita. Dopo alcuni decenni di abbandono, negli ultimi tempi, come conseguenza della maggior attenzione da parte dei governi all’industria del turismo, alcune parti della città storica sono state restaurate; dal 1993 la città imperiale è entrata nell’elenco dei siti protetti dall’UNESCO.
Leggo su Orientamenti:
Passeggiare per Huè riporta ai fasti del periodo della dinastia Imperiale Nguyen, testimoniati dalla Città Purpurea Proibita e da un intero quartiere di abitazioni tradizionali ancora intatti. Una cinta di mura racchiude vari palazzi e templi, e i quartieri residenziali dei dignitari. Al centro si trova la Città Purpurea Proibita, anch’essa murata, residenza privata dell’imperatore.
Da Huè, dove ogni mattina si tiene un vivace mercato animato dai contadini che qui arrivano dalle campagne circostanti, si può partire per una crociera in barca fino alla Tombe degli Imperatori, e godere di un paesaggio ricco di natura, templi, mausolei e pagode. Per un viaggio in Vietnam, tra gli altri tour opertor, ci si può rivolgere ad Orientamenti, CTS, Francorosso e NAAR. Foto del tempio Khai Dinh di wwhyte1968.

Migliaia di persone, durante gli anni della guerra, hanno vissuto in questo modo, sotto terra, senza vedere la luce del giorno per intere settimane. Negli oltre 250 chilometri di tunnel scavati a Cu Chi, circa 70 chilometri di distanza da Ho Chi Minh City (la vecchia Saigon) in Vietnam, si possono trovare “stanze” per la vita in comune, ospedali improvvisati, depositi di armi, ed anche cucine e stanze per il contenimento dei fumi che venivano areate solo di notte, per non segnalare la presenza dei tunnel al nemico (vedi la foto qua sopra, di missnoma, di una di queste stanze ancora funzionante ad uso didattico).
Il Vietnam è oggi uno dei paesi del sud est asiatico che più rapidamente degli altri si sta sviluppando, anche grazie alle attività turistiche. Le nuove generazioni non hanno vissuto la guerra dei padri, i viet cong, le cui ferite piano piano si stanno rimarginando, permettendo loro di ricordare e raccontare come si viveva e combatteva in tempo di guerra.
Guardano la foto qui accanto di dave[ie], si capisce che non deve essere facile entrare in alcuni di questi tunnel, anche se poi ve ne sono altri più accessibili e meno claustrofobici.

Rappresentanti di Cina e Taiwan, dopo decenni di ostilità (la Cina non riconosce Taiwan come stato indipendente ma come una propria regione “ribelle”), hanno firmato un’accordo che ha l’ambizione di espandere le relazioni turistiche tra i due paesi, aumentando i permessi per i voli charter che fanno la spola sopra il mar della Cina.
Turismo, non solo come business, ma come chiave di volta per abbattere le reciproche diffidenze, è forse questa la più grande scommessa dell’accordo. Permettendo ad una quarantina di operatori di organizzare voli charters tra Cina e Taiwan, si vuole incrementare il flusso turistico tra i due paesi incrementando la reciproca conoscenza, così da contrastare i pregiudizi e favorire gli interscambi culturali.
Attualmente i voli tra i due paesi sono contingentati a determinati periodi dell’anno, coincidenti con le maggiori festività cinesi, e permessi solo ai Taiwanesi che hanno familiari in Cina. Insomma non si è trattato di abbattere un muro, ma forse si tratta di un primo passo per stabilire relazioni più normali tra due stati da sempre “nemici”.
News cia CNN.
La foto della Chiang Kai-shek Memorial Square a Taipei è di anyberry.
Da ieri è in programma al Vittoriano di Roma, e resterà in cartellone fino al prossimo 2 marzo, la mostra “Adotta un disegno. Per i bambini di Emergency“, che ha come protagonisti i bambini di tutto il mondo ( dell’Afghanistan, Iran, Sudan, Sierra Leone e Cambogia) che raccontano, con disegni e storie, la guerra vista con i loro occhi.
I lavori di questi piccoli uomini sono esposti insieme a quelli di artisti e musicisti internazionali, che ne hanno re-interpretato le loro storie, con gli occhi e le sensibilità di noi uomini adulti. Emergency opera in questo contesti di guerra, non solo per curare il fisico di chi ha bisogno, ma anche lo spirito di chi, bambini compresi, con la guerra ha perso anche il senso di ogni vivere civile.
L’ingresso alla mostra è gratuito, ma si può contribuire al lavoro di Emergency acquistando il cd contenente le opere e musiche realizzate per la mostra. Disegno di nada abdalla e chiusura di Vauro.
“Chi denuncia le barbarie della guerra tentando di raccontarne gli effetti su chi e’ costretto a subirla, a volte si sente rispondere che usare l’argomento dei bambini che molto spesso ne sono vittima, e’ facile, retorico e demagogico. E’ vero e’ facile, come e’ facile che siano i bambini ad essere colpiti, uccisi e mutilati.”