
Vi ricordate il conto da 695 euro al ristorante il Passetto recapitato ad una coppia di turisti giapponesi in visita a Roma? Non erano stati gli unici ad essere caduti nelle maglie del ristoratore, visto che, dopo il clamore della vicenda, un’altra coppia di turisti, sempre giapponese, si è decisa a denunciare il conto che gli era stato presentato; 352 euro. Queste storie fanno il paio con quelle sui tassisti di Fiumicino, o sui bar di Roma che fanno pagare 5 euro per un bicchiere d’acqua.
Se ne sentono tante che ormai quasi non ci facciamo più caso, tanta è l’abitudine, oppure ci sorridiamo su, perchè si sa, noi italiani siamo furbi, e i turisti sono solo dei polli da spennare. Sicuri?
I turisti giapponesi in arrivo in Italia sono «in rapido declino» a causa del supereuro e della nuova influenza, ma anche per i «servizi di bassa qualità» e i «prezzi illegali» di ristoranti e taxi, soprattutto a Roma. In una corrispondenza dalla capitale di Shinya Minamijima, l’Asahi Shimbun, secondo quotidiano più diffuso del Sol Levante con 5 milioni di copie diffuse al giorno, traccia un quadro sul Belpaese preoccupante, a poche settimane dal conto-truffa da 700 euro che una coppia di turisti nipponici si è vista addebitata in un ristorante romano. Il Messagero
E’ la solita vecchia storia; per il comportamento disonesto di quella che sicuramente è una minoranza di disonesti e truffatori, a rimetterci è la collettività intera, fatta da una maggioranza da persone oneste e lavoratrici che con il turismo ci campa. Per non parlare poi dei soldi buttati al vento (i nostri soldi… e io pago!) per le passate campagne promozionali e quelli che saranno spesi per quelle future, che sicuramente saranno messe in campo, per mettere una pezza all’ennesima brutta pubblicità che ci siamo fatti fare.
Foto | Wikipedia.

Non è capitato a queste splendide ragazze, ma ad una coppia di turisti, anche loro provenienti dal paese del sol levante, di vedersi consegnare un conto di 695 euro, 579,5 per il pasto e 115, 50 per la mancia. I due malcapitati, a detta del ristoratore, non si sarebbero lamentati del conto, anzi avrebbero ringraziato, si sarebbero fatti scattare la fotografia di rito con il cameriere, e sarebbero usciti soddisfatti dal ristorante Passetto, di Roma a due passi da piazza Navona.
Sta di fatto che una volta usciti , dopo aver consumato linguine all’astice, aragoste, ostriche, spigola, dessert, il tutto sorseggiando del Sauvignon (per la versione del ristoratore avrebbero consumato anche tartufo e funghi porcini), i due si sono diretti alla stazione di polizia denunciando l’accaduto. Risultato: la polizia ha prima riscontrato che i prezzi praticati ai due turisti non corrispondevano a quelli descritti sul menu, poi ha chiamato gli ispettori della ASL, che hanno fatto chiudere il locale a cause di gravi carenze igienico sanitarie( ambienti sporchi e frigoriferi non funzionanti). Il Sindaco Alemanno e il Codacons, commentando l’accaduto, per una volta concordano; in casi come questi le norme dovrebbero prevedere la possibilità del ritiro della licenza.
Navigando sul web ho riscontrato che il sito ufficiale del ristorante non riporta il listino prezzi, ma che questo è altamente raccomandato ai turisti da Frommer’s (un sito molto frequentato dai turisti di lingua inglese) che ne decanta il rombo alla passetto; su Tripadvisor ho trovato solo due buone recensioni ed una terza che segnalava quest’ultimo fatto di cronaca. Che dire? Chiedete sempre prima il menu, anche quando il cameriere arriva con carta e penna per prendere le ordinazioni al “volo”.
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Via | L’Occidentale.
Foto | M.a.t.t.i.a.