Alle cinque cose da vedere a Hong Kong, io aggiungerei l’Ocean Park, soprattutto ora che si è notevolmente arricchito con l’inaugurazione di Aqua City; un Grand aquarium che ospita cinquemila pesci di oltre 400 specie.
Oltre ad ammirare squali, tonni, mante, coralli e molto altro nella nuova struttura che si estende per ben 20.000 metri quadrati si può assistere a uno spettacolo notturno con giochi di acqua, luci ed effetti speciali: il Symbio show; cenare continuando ad osservare gli animali marini del grande acquario al ristorante Neptune e dedicarsi a un po’ di shopping nel “covo segreto dei pirati”.
Aqua City è stata progettata dal celebre architetto Frank Gehry, già vincitore del Premio Pritzker per l’architettura.
Via | Ansa

Frank Gehry non vuole passare inosservato, e forse per questo “contamina” le più importanti città del mondo realizzando le sue opere. In questo caso siamo a Los Angeles, città dove è nato, artisticamente parlando, dove ha vinto il concorso indetto da Lilian Disney, la vedova di Walt, per la realizzazione di una sala da concerto dove l’Orchestra Filarmonica e la Corale di Los Angeles potessero esibirsi.
Come nelle migliori tradizioni ci sono voluti parecchi anni per la sua realizzazione (nel 1987 il concorso, al 2003 l’apertura al pubblico), e anche parecchi soldi (i costi sono lievitati cammin facendo), tutti però provenienti dai privati, con in testa la signora Lilian e la The Walt Disney Company.
La Walt Disney Concert Hall si trova al 111 di South Grand Avenue, Downtown di Los Angeles, all’interno del complesso del Los Angeles Music Center, assolutamente da visitare se siete da quelle parti. Raggiungerlo é facile, parcheggiare non è un problema (e per 20 dollari vi potete togliere lo sfizio di farlo fare al personale all’entrata) e tutto intorno a Grand Avenue (la brochure è un pdf) ci sono parecchi luoghi interessanti, compressi bar e ristoranti alla moda.
Foto | Stuck in Customs.
Tra gli eventi in programma nella Settima della Cultura organizzata a Foggia, giovedì 17 maggio sarà proiettato nella Sala Falso Movimento, con inizio alle ore 20, un documentario di Sidney Pollack intitolato “Frank Gehry, creatore di sogni”, dedicato al famoso architetto canadese, noto ai più per aver progettato il Guggenheim a Bilbao , ma che ha nel suo porfolio moltissime opere, anche “minimaliste”, come una casa o una agenzia pubblicitaria realizzate a Venice a Los Angeles.
Il museo di Bilbao (qui reso con un’immmagine in HDR da Don Gato), non è diventato un albergo come temeva Francesco, anzi si appresta a tagliare il traguardo dei 10 anni di vita il prossimo ottobre in piena salute, tant’ è vero che spesso, come nel caso dello studio di Laura Pierantoni e di Margaret Tali vincitore del premio dedicato dalla Fondazione Agnelli all’Economia dell’Arte Contemporanea, viene preso come modello in cui l’arte è stata coniugata con successo all’economia.
Del mio viaggio negli States non ho un bel ricordo di Los Angeles, soprattutto a causa del traffico. Vedere quelle enormi freeway, a cinque o sei corsie per senso di marcia, bloccate a causa del traffico automobilistico, mi ha convinto che la soluzione per il traffico romano non sia solo nell’aggiungere altre corsie alle strade di grande scorrimento.
Ho un bel ricordo però della Baia di Santa Monica e dei quartieri di Santa Monica, Marina del Rey e Venice. Soprattutto a Venice mi sono divertito molto, semplicemente passeggiando e osservando i tipi strani (magari in quel contesto ero io quello strano) che vi si aggirano; pattinatori, artisti di strada, turisti di ogni dove, culturisti (qui si allenava anche l’attuale governatore della California Arnold Schwarzenegger) e belle ragazze in topless. Penso che sia la mescolanza di genti, attività, colori che renda così piacevole e strana Venice.
Già l’idea in se stessa, costruire una nuova Venezia in California, era strana. Ad averla fu tal Abbot Kinney, un industriale del tabacco, che progettò Venice; non solo vi costruì case e canali, ma importò da Venezia gondole e gondolieri per cercare di ricreare la magica atmosfera della città lagunare. L’idea però fallì a causa delle maree e correnti che resero malsani i canali, tanto che gran parte di questi successivamente fu interrata.
Il quartiere ha però mantenuto un’aria e uno stile di vita alternativo; a proposito di stranezza la foto di Ilpo’s Sojourn riprende un’abitazione progettata dall’architetto Frank Gehry a Venice e su questo post di Francesco potete vedere il Chiat/Day Mojo Advertising Agency finito di costruire nel 1991, sempre su progetto di Gehry. Guardatelo bene; non si tratta della sede di un museo o della casa di un eccentrico milionario, ma della seda di un’agenzia pubblicitaria. Vista la notorietà dell’edificio (il binocolo…), il committente ha raggiunto sicuramente il suo scopo.