
Se le campane di una chiesa vengono sostituite perché ormai rovinate e consunte, la cosa sembra abbastanza normale. Ma un evento del genere diventa degno del New York Times quando l’edificio in questione è la Cattedrale di Notre Dame a Parigi, le campane vennero donate da Napoleone III° nel 1856 e tutto questo avverrà in coincidenza con l’850° compleanno della chiesa più famosa del mondo (o almeno una delle più celebri!).
La giornate di Parigi saranno dunque scandite da rintocchi nuovi, diversi. Ma per certi versi antichi, dato che, stando agli esperti, l’attuale suono delle quattro campane della Torre nord e di una, piccola, nella Torre sud, non è quello originale e dopo tanti anni di servizio la loro voce sarebbe ben più che roca. Rimarrà invece indisturbata la Bourdon Emmanuel, una campana rovinata, sequestrata durante la Rivoluzione ma rimessa al suo posto nel 1802, utilizzata raramente e di grande valore simbolico. Anzi a lei sarà affiancata la Bourdon Marie, una piccola campana del tutto nuova che sfrutterà gli ampliamenti effettuati nel 1845.
All’inizio del 2013 l’operazione Campane nuove per Notre Dame dovrebbe essere conclusa e la città potrà salutare la primavera con gli antichi rintocchi delle nouvelles cloches.
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Ed eccoci qui, puntuali come sempre per raccontarvi le tradizioni che accompagnano in molti Paesi del mondo le feste più importanti dell’anno. Da oggi e per una decina di giorni scarsi ‘toccherà’ alla Pasqua. Cominciamo con la Francia dove, essendo una Paese di cultura cattolica, le tradizioni legate alla Paques sono molto antiche e legate alla religione.
Dal venerdì Santo e fino alla domenica in cui si celebra la Resurrezione di Cristo, per rispetto al lutto per la morte di Gesù le campane delle chiese restano mute. Ai bimbi si racconta che queste sono volate via a Roma; così la domenica mattina i bambini francesi escono per strada con il naso all’insù per ammirare il ritorno delle campane.
Nel frattempo i loro genitori nascondono le uova di cioccolato in casa o in giardino e per trovarle si giocherà una bella caccia al tesoro per tutta la giornata! Nel ’700 l’uovo più grande e più bello di ogni famiglia veniva offerto al re che poi lo affidava ai maestri dell’oreficeria per farlo decorare e trasformarlo così in gioiello. Anticamente, infine, il simbolo della Pasqua in Francia era la pianta del sambuco.
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Tolosa è la città universitaria francese per antonomasia. Se si esclude Parigi, i giovani francesi che vanno a studiare fuori porta, convergono per l’appunto a Toulouse.
E non solo dalla Francia.
L’intera città, dagli antichi dedali romani, ai quartieri più moderni è letteralmente in mano agli studenti che provengono da ogni angolo d’Europa e sempre più da mezzo mondo.
Va da sé che, soprattutto la sera, in un luogo dove è difficile trovare un over 30, la scelta di locali dove spendere la propria serata sia davvero ricca. Ma tra posti presi d’assedio da centinaia di giovani, dove, se entri, la prima birra la bevi dopo tre ore, altri costosi e blasonati e altri ancora dove i frequentatori ritengono che il massimo per concludere la serata sia una bella rissa, trovare il posto giusto, non è cosa facile.
Personalmente mi sono speso in un bel tour de force, e dopo approfondite ricerche sul campo sono giunto alla conclusione che il locale migliore sia il Café Populaire.
Questo bel posticino si trova in Rue de la Colombette, 9 a due passi dal centro. Aperto sino alle 2 di notte il venerdì e sino alle 3 il sabato, è l’ideale se volete bere qualche bicchiere in pace, ascoltare buona musica e conoscere gente senza troppe menate.
Continua a leggere: Dove farsi un 'dopo cena' a Tolosa: il Café Popoulaire

Visto il successo che abbiamo riscosso con gli appuntamenti, a suo tempo, del Natale nel mondo, oggi iniziamo una nuova serie di appuntamenti sul Carnevale, che ci accompagneranno, in un turbinio di stelle filanti e coriandoli, fino al culmine del martedì grasso, alla scoperta di come la festa piú pazza dell’anno viene celebrata ai 4 angoli del globo, perché non ci sono solo Venezia e Rio!
Oggi cominciamo con la Francia: qui il Carnevale piú famoso è certamente quello di Nizza, nel cuore della Costa Azzurra, che attira migliaia di turisti. Ovviamente il divertimento si fa sfrenato soprattutto negli ultimi giorni, grazie a balli in maschera che si organizzano ovunque, la grande sfilata dei carri e soprattutto le battaglie dei fiori, che sono la vera caratteristica peculiare di questi festeggiamenti.
Le battaglie piú agguerrite si svolgono nei giardini di Alberto I: potete andarci ogni giorno e star sicuri di essere sfidati, tranne il sabato grasso. Nel frattempo al Palais des Expositions si tiene la tradizionale festa della birra, che è piacevole, anche se fa uscire un po’ d’atmosfera. Il martedì grasso a Nizza, infine, la sfilata dura fino a tarda notte e cioè finché il carro di Re Carnevale viene dato alle fiamme in un tripudio di risate e si conclude il ‘rito’ con un fantasmagorico spettacolo di fuochi pirotecnici dall’Hotel Plaza.
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Mancano poco più di dieci giorni a Natale, insomma, è davvero iniziato il conto alla rovescia verso la Festa per eccellenza, quella che ai 4 angoli del mondo, comunque la si veda, si festeggia. C’è chi pensa all’aspetto spirituale, chi a quello ‘mangereccio’, chi al versante meramente consumistico, ma, parafrasando un famoso slogan pubblicitario, si sa: il Natale quando arriva, arriva.
Noi che siamo un blog interamente dedicato ai viaggi, tra tante notizie e offerte dell’ultimora, non potevamo esimerci dal fare un lungo e virtuale (purtroppo) viaggio intorno al mondo alla scoperta di tradizioni folkloristiche e non, di Paesi vicini e lontani. Cominciamo oggi con la Francia.
Nelle case dei nostri ‘cugini’ d’oltralpe, i primi di dicembre si preparano sia l’albero di Natale che il presepe. Al primo, oltre alle solite lucine colorate, si appendono molti dolcetti preparati per l’occasione, biscotti fatti a mano e frutta candita, brinata o glassata.
Continua a leggere: Paese che vai, Natale che trovi: in Francia è Joyeux Noël
Il sito dell’ufficio del turismo della città francese lo annuncia con comprensibile soddisfazione: il centro storico di Albi, in cui si trovano la cattedrale di Santa Cecilia , il Palazzo della Berbie, la chiesa di S. Salvi, il ponte vecchio e le rive del fiume Tarn, è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’umanità.
Già, ma dove si trova questa Albi? Abbiamo già detto che sta in Francia, più precisamente a 60 chilometri da Tolosa, nel profondo sud dell’Esagono. Il suo nome è passato alla storia perché questa zona ebbe la fortuna di ricevere, all’inizio del 1200, le attenzioni di Papa Innocenzo III, che lancio una crociata contro gli eretici e, appunto, gli albigesi.
Le decine di migliaia di morti di quella crociata appartengono ormai alla storia, la stessa storia che ha lasciato ad Albi stupende testimonianze architettoniche, come le antiche case a graticcio, gli stretti vicoli, il castello che ospita il museo Toulouse-Lautrec, il chiostro della collegiata di S. Salvi, ricco di capitelli romanici e gotici.
Foto | mamjodh
Da giovedì 14 a domenica 17 gennaio 2010 sul plateau des Verneys (a 2 chilometri da Valloire) si volgerà un concorso di sculture con il ghiaccio che potrebbe interessare gli appassionati di neve che si trovano da queste parti per dare sfogo alla loro voglia di sci e montagna.
Siamo in Francia, più esattamente nella più mediterranea stazione sciistica delle Alpi del Nord, a circa 140 chilometri da Torino. Qui a Valloire la scultura del ghiaccio rappresenta una vera passione, tanto che dal 19 al 22 gennaio ci sarà un altro concorso, che vanta ben 27 edizioni (e di cui vedete le immagini dopo il salto). Gli artisti che si confronteranno nelle due competizioni lavoreranno giorno e notte per realizzare delle opere stupende quanto temporanee, solide quanto fragili.
Se volte sfruttare l’occasione per farvi qualche giorno sulla neve, qui trovate le offerte invernali per il soggiorno nel comprensorio.
Foto | Le Marmotton
Continua a leggere: A Valloire per la gara di sculture di ghiaccio e neve

Dopo aver parlato delle usanze italiche legate all’epifania, diamo un’occhiata alle tradizioni del resto di Europa. In Francia, i cugini d’oltralpe la buttano sul culinario. A partire dal 6 gennaio, per ogni domenica del mese si prepara la ‘galette des rois’, una torta a base di mandorle nella quale viene nascosta una ‘fève’ che in antichità era una vera e propria fava, diventata poi una figura in ceramica decorata. Chi la troverà nella sua fetta, sarà il ‘re della giornata’. Pare che sia talmente radicata questa tradizione al punto che i bimbi francesi conservano le fève trovate di anno in anno come porta fortuna.
In Spagna e nei paesi di lingua spagnola invece, sono i re magi a farla da padrone. I bambini spagnoli sono usi spedire letterine ai ‘los tres reyes magos’. I doni arrivano proprio dai magi e usanza vuole che Gaspare porti i giocattoli, Melchiorre dei gingilli mentre a Baldassarre spetta il compito di distribuire il carbone ai bambini ‘cattivi’. In tutta la Spagna poi, potrete trovare parate notturne a cavallo dove i re magi, accompagnati da un lungo corteo, gettano dolciumi ai bambini presenti.
In Germania, specie in Baviera, si potranno notare nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, scritte fatte col gesso sulle porte delle abitazioni. I ragazzi girano segnando le case con la scritta ‘kmb’, acronimo dei nomi dei tre magi e il numero dell’anno in corso, per dare il benvenuto ai magi e ricevere prosperità per tutto l’anno.
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Situata a metà strada tra l’aristocratica Biarritz e l’allegra San Sebastian, Hendaye è una piccola località dei Paesi Baschi francesi che conta meno di 15 mila abitanti. Stretta tra i Pirenei e l’Oceano Atlantico Hendaye vanta una costa davvero scenografica, con altissime scogliere e faraglioni. La parte antica del borgo è situata in alto sulla collina, da cui domina la Baia di Chingoudy e l’estuario del fiume Bidassoa.
La spiaggia di Hendaye è formata da una penisola stretta tra l’oceano e il fiume, situata di fronte alla parte moderna della cittadina e alla sua marina, dove attraccano numerosi barche e da dove si parte per immersioni, regate, surfate e sport acquatici vari.
Poco distante da Hendaye pare che meriti una visita il Castello di Abbadia, una struttura neogotica costruita nella seconda metà dell’800 circondata da un parco naturale che arriva fino all’oceano.
Foto | Gael Chardon
Il sud della Francia (come credo di aver scritto già diverse volte…) è uno scrigno strapieno di tesori tutti da scoprire. Uno di questi si chiama Béziers ed è una città segreta, dove si mescolano luci ed ombre, discrezione ed esuberanza, da scoprire passo dopo passo, attraverso gli ampi viali e le stradine sinuose dei vecchi quartieri…
Affacciata dall’alto di una collina sul fiume Orb, Béziers è stata capitale dell’eresia catara e teatro dell’immenso massacro che nel 1209 ne decretò la scomparsa per via militare. Ma per fortuna Béziers vanta anche una zona vitinicola di grande pregio e una particolarità architettonica quasi unica: un ponte canale simile al Magdeburg water bridge.
Il ponte - canale francese fu costruito nel 1858 per agevolare l’attraversamento del fiume Orb da parte dei natanti che transitavano sul Canal du Midi: un’opera lunga 240 metri, alta 12 e larga 28. Per accedere al ponte le imbarcazioni sfruttavano le 9 chiuse di Fonseranes, un sistema di dighe che permettevano di superare un dislivello di oltre 21 metri e che oggi viene utilizzato anche per affascinanti rappresentazioni notturne.
Qui trovate la cartina della città con info e riferimenti utili.
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Se le immagini di Carcassonne vi hanno fatto venire voglia di partire alla scoperta di una zona della Francia ricca di spunti davvero interessanti (come Narbonne, Montpellier, Béziers, Tolosa, Perpignan) potrebbe tornarvi utile un albergo dove trascorrere un paio di notti godendo di un panorama molto suggestivo.
L’Hotel du Chateau non poteva che trovarsi di fronte ad un castello, quello di Carcassonne appunto. L’hotel dispone di tre stelle e 16 camere (tra cui una suite e 3 stanze con terrazza) tutte arredate e allestite con grande cura e dotate di stereo, tv a schermo piatto e climatizzatore.
Ma le caratteristiche più invitanti del Du Chateau sono la piscina ed il ristorante collocati praticamente sotto le mura di Carcassonne, che consentono di cenare o fare il bagno ammirando l’impressionante struttura difensiva della città. Nel periodo invernale, dal 5 novembre al 31 marzo, l’hotel propone un’offerta che prevede tre notti al prezzo di due: la camera doppia standard parte da 110 euro a notte.

Uno degli scali “periferici” serviti da Ryanair in Francia si trova nei pressi di una città medievale che non dovete assolutamente perdervi: Carcassonne. Come potete vedere dalle immagini, l’imponente struttura fortificata (pur restaurata e ripristinata nell’800) si staglia dalla cima di un colle con possente magnificenza.
52 Torri, porte, chilometri di mura merlate, vicoli, stradine e palazzi storici rappresentano un’attrazione notevole per i turisti, che nella parte bassa della città, quella moderna, possono trovare ristoranti, bistrot e hotel per godersi il panorama del centro storico di Carcassonne dal basso.
Per chi vuole organizzare una visita davvero particolare, ci sono i battelli che transitano dalle chiuse sul fiume Aude per portare i turisti a scoprire le vigne e le cantine della zone mettendo in programma anche un bel pic nic.
Qui potete scaricare le brochure con tutte le info su Carcassonne.
Foto | hsivonen