
Riprendo qui la rassegna dei parchi africani con il lago Nakuru, in Kenya.
Volete vedere centinaia di migliaia di fenicotteri raggruppati tutti insieme a formare un’immensa macchia rosa sulle acque di un lago? Sì? Allora il Nakuru è il luogo ideale. Mi era già capitato di ammirare grandi distese di questi animali, ad esempio in Namibia, nella splendida baia dei fenicotteri di Walvis Bay, o anche nel cratere di Ngorongoro, in Tanzania. Ma per quanto riguarda il numero di animali, niente è paragonabile a quanto visto nel Nakuru National Park.
Il parco è un santuario per la conservazione di diverse specie animali e vanta numerosi esemplari di rinoceronte bianco e nero (che potrete avvistare molto facilmente). A parte le gazzelle, gli impala, i waterbuck, sarà probabile scorgere nella vegetazione della savana giraffe di Rothschild, bufali, uccelli di ogni tipo, babbuini (che tenteranno ripetutamente di rubarvi il pranzo) e, se sarete fortunati, alcuni dei grandi felini.
Raggiungibile in svariate ore da Nairobi (la strada è molto “bumping”, ma è in fase di realizzazione una nuova via di collegamento con la capitale del Kenya. Si spera che per l’anno prossimo i lavori siano terminati, ma per ora, se non volete mangiare una quantità industriale di polvere o farvi inzuppare dalla pioggia battente, cercate perlomeno di viaggiare al coperto), il lago Nakuru si trova in prossimità dell’omonima città, i cui edifici purtroppo ne deturpano in parte il paesaggio. Comunque il parco è il più visitato dai turisti che si recano in Kenya dopo il Masai Mara, e, a giudicare dalla quantità e dalla varietà di animali che vivono al suo interno, è facile capirne il motivo.
La foto fa parte del mio album personale ed è stata scattata lo scorso agosto.

Business class della Singapore Airlines o Volvo Polar dell’88? Come vedete dalla gallery non è facile decidere. Da un lato bisogna ammettere che il parabrezza come pouf e la roccia come cuscino sono comodità a cui si fatica rinunciare, però è anche vero che l’austerità di una suite su un aereo ha il suo fascino un po’ maschio. Voi cosa votate?
Continua a leggere: Stili di viaggio a confronto, una questione di classe
Nonostante non sia più una novità, una vacanza alle Maldive ha ancora un richiamo suggestivo nell’immaginario dei viaggiatori: isole sperdute, mari incontaminati e tanto relax sono gli ingredienti che animano i sogni dei vacanzieri, spesso frenati dall’idea che viaggi di questo tipo siano fuori dalla portata del proprio portafoglio.
Ma, complice il dopo-tsunami, almeno da un paio di anni a questa parte la maggior parte degli operatori ha inserito in catalogo offerte a prezzo competitivo. Una delle più basse vede come meta l’Atollo di Felidhoo, 35 miglia a sud di Malè, dove sorge il resort Alimathà di Bravo Club: non è difficile, spulciando i volantini, trovare soggiorni di 9 giorni/7 notti in questo resort a prezzi di poco superiori ai 1000 Euro.
Vediamo allora di scoprire in dettaglio le caratteristiche di questo villaggio.
Continua a leggere: Maldive: una vacanza da sogno quasi low cost

Siete amanti della fotografia di viaggio? E’ possibile spedire la propria fotografia di viaggio (o il proprio album) all’edizione 2007 del concorso internazionale Travel Photographer of the Year fino al prossimo 3 di ottobre.
In palio, tra gli altri premi (come viaggi in Cina, Tanzania o sulle Alpi Svizzere o ancora svariato equipaggiamento fotografico), la possibilità di conoscere e fotografare il Dalai Lama a Dharamsala in India. Le fotografie possono partecipare al concorso in varie categorie: da “One planet, many lives” focalizzata sulla diversità culturale, a “Sense of place”, ovvero come catturare l’atmosfera di un luogo, fino alla categoria “Thrill”, in cui ciò che si deve rendere è il brivido di un istante. Per la categoria fotografia singola “One shot”, il tema è “Special Places, Amazing Faces”. Insomma ci si può davvero sbizzarrire.
Su The Guardian una selezione dei vincitori degli anni passati. L’immagine è di Remi Benali, vincitore del titolo “fotografo dell’anno” nel 2004 e rappresenta un ragazzo a Kolenze in Mali.

Dedicato a chi non è ancora partito per le vacanze e a chi quest’estate ha deciso di rimanere in città: un tramonto dall’isola di Nusa Lembongan, vicino a Bali.
Nusa Lembongan è grande circa 4 chilometri per 3 e vanta spiagge bianche e distese di mangrovie, oltre a una bellissima barriera corallina che ne fa un posto ideale per lo snorkeling. La piccola isola è famosa soprattutto per le sue onde apprezzate dai surfisti, ma in questa foto il tramonto sul mare dà un’impressione molto più calma e rilassata.
Foto di yeowatzup.

Questa galleria fotografica di rappensuncle è un vero e proprio concentrato di belle foto, che ne pensate? Certo qualche fotoritocco pare evidente in alcune, ma, visto il risultato, glielo perdonerei. La maggior parte degli scatti rappresenta il cielo degli Stati Uniti con bellissime albe e tramonti sopra Los Angeles, Santa Monica e Las Vegas.

Bella questa foto di jonrawlinson scattata da una mongolfiera. Si vedono i singolari pinnacoli di Göreme, in Cappadocia, chiamati anche fairy chimney, alcuni dei quali abitati fin dal quarto secolo avanti Cristo.
Marco aveva postato tempo fa la recensione di un affascinante albergo in grotta, aggiungo anche questo Fairy Chimney Inn, una guesthouse in cui si può soggiornare per un prezzo che varia tra i 55 e gli 88 Euro a camera. Qui potete vedere altre belle immagini delle formazioni rocciose e della guesthouse. Decisamente da provare!

Lo Yemen è uno di quei paesi capaci di esercitare un fascino irresistibile su chi ama viaggiare, tanto che, quando vi misi piede per la prima volta, mi innamorai letteralmente di quei luoghi. Ma è anche un paese ricco di contraddizioni e di contrasti, che arrivano alle nostre orecchie solo quando sfociano in atti violenti come i famigerati rapimenti di viaggiatori stranieri, portati avanti per lo più da tribù locali in cerca di attenzione e di fondi da parte del governo centrale. Ci sono delle zone in cui le autorità concedono parte dei guadagni alle tribù (un caso tipico è quello di Shihara, in cui soltanto gli abitanti del posto in genere conducono i viaggiatori nell’ultimo tratto, fino alla città famosa per il suo ponte, e quindi godono, almeno in parte, dei vantaggi economici del turismo), mentre spesso in zone come Sa’da o Ma’reb è necessario viaggiare scortati da parecchi anni ormai.

Queste mie foto risalgono a più di dodici anni fa, quando ancora era possibile visitare quasi tutte le zone del paese senza scorte armate, e rappresentano la cittadella vecchia di Ma’rib, il Tempio della Luna, e il Tempio del Sole di Mahram Bilquis, non lontano dalla grande diga della regina di Saba. L’attentato di oggi contro il convoglio di turisti spagnoli sembra sia avvenuto proprio all’ingresso di Mahram Bilquis,
Continua a leggere: Mahram Bilquis nello Yemen e i templi della regina di Saba

Trovo molto affascinante questa silhouette di un’acacia africana ritratta dallo scatto di Justin in Botswana, come del resto il sole che sorge nella nebbia di quest’altra sua foto. Ma dell’Africa io sono innamorata, si sa, e in Botswana c’è rimasto un pezzo del mio cuore, nei suoi paesaggi, nei suoi colori, nel suo cielo e nei suoi alberi.

Sul sito TravelAslaska ho trovato una serie di indicazioni per chi vuole viaggiare in Alaska (qui immortalata in tutta la sua bellezza in una foto di Unhindered by Talent) con il minor impatto possibile sull’ambiente. Si tratta di regole e suggerimenti applicabili peraltro a ogni altro paese del mondo per salvaguardare le ricchezze naturali, come non affollarsi tutti assieme in piccoli accampamenti, non deturpare il terreno con i fuochi da campo, non allargare le piste, non abbandonare i rifiuti e non danneggiare la vegetazione.
In particolare ci si può rivolgere ad alcune agenzie, tour operator e associazioni locali dalla vocazione prettamente ecologica, come la AWRTA, ovvero la Alaska Wilderness Recreation and Tourist Association, che aderisce alle linee guida del rispetto per l’ambiente.
Così si può scegliere di visitare la zona artica con Alaska Wildland Adventures ad esempio, oppure fare kayak nelle fredde acque del golfo con Anadyr Adventures, soltanto per citare alcune possibilità tra le tante. Qui invece una selezione di offerte e pacchetti per soggiornare e visitare il paese.

Troppo bello per non rubarlo, arriva dall’Università di Ginevra questo scatto del famoso Albero di pietra della Bolivia, che non conoscevo e ho incontrato per caso qui sul blog di viaggio di Andrew Gibson (dove vedete altre belle foto di quella regione di lagune, deserti e distese di sale). Sembra, stando a Wikipedia, che l’albero sia l’unica attrazione veramente turistica della zona, l’unica veramente nata per le foto ricordo e la visita d’ufficio.

Questo tramonto da Bali fa parte dell’album fotografico di marset 27 ed è stato scattato a Lovina Beach, la lunga striscia di spiaggia nella costa nord di Bali che si estende per circa 12 chilometri toccando numerosi villaggi di pescatori.
Nella zona è possibile soggiornare in numerosi alberghi e resort e non è raro assistere al passaggio dei delfini nelle acque del mare che sono generalmente piuttosto calme e quindi non particolarmente adatte alla pratica del surf.