Padroni assoluti del palcoscenico del Carnevale di Viareggio restano i giganti di cartapesta, veri e propri teatri viaggianti alti sino a 20 metri, lunghi 14, con un peso che va dalle 30 alle 40 tonnellate animati a bordo da migliaia di gioiose maschere. I carri, frutto dell’inimitabile creatività, della straordinaria abilità scultorea e pittorica dei maghi viareggini sono il più alto esempio di questa arte popolare il cui linguaggio si è diffuso nei quattro angoli del pianeta.
La prima sfilata dei carri a Viareggio c’è stata proprio ieri ed ha beneficiato di una gradita quanto inattesa pausa nelle precipitazioni che da giorni bagnano la città toscana: sono stati i tradizionali tre colpi di cannone a dare il via al primo corso della 136 esima edizione del Carnevale di Viareggio, animato da sette carri di prima categoria e quattro di seconda, da nove mascherate di gruppo, tredici maschere isolate e quattro carri fuori concorso.
I temi scelti per i carri, che sfileranno anche il 15, 22 e 24 febbraio e l’1 marzo, spaziano dai problemi di attualità ai temi di fantasia, con la satira sempre dominante, il ritorno di Giulio Andreotti e l’esordio di Bruno Vespa nel suo salotto di cartapesta, mentre sfileranno per la prima volta i ministri Brunetta, Gelmini, Carfagna e il presidente degli Stati Uniti Barak Obama.