Sabato scorso il pavimento di uno dei crateri del Kilauea sull’isola di Hawaii, la più grande dell’omonimo arcipelago, è collassato causando una grande esplosione di lava alta 25 metri, e l’apertura di nuove crepe e bocche di fuoco in tutta la zona; il video rende bene l’atmosfera infernale che si respira in uno dei più reclamizzati angoli di paradiso del mondo.
Il Kilauea, vomitare per alcune traduzioni dall’hawaiano, è in costante attività dal 3 gennaio del 1983 (quasi trent’anni quindi), forse perchè è il vulcano più giovane tra quelli che si trovano alle Hawaii, ed in questo momento sta rubando la scena al più famoso Mauna Loa, di cui per molto tempo è stato considerato un’appendice minore, invece che un vero e proprio autonomo vulcano.
Fino ad ora non si registrano feriti o danni alle case, e la zona non è stata ancora interdetta, anche se c’è allarme tra gli scienziati e i rangers, che consigliano ai curiosi di tenersi a debita distanza dal Kilauea.
Video MyEarbot.
Avviso ai viaggiatori. State lontani dal vulcano Pacaya. Le autorità hanno anche chiuso il parco nazionale di Pacaya, dopo che il 27 maggio scorso, un reporter è rimasto ucciso dalle esplosioni laviche di questo vulcano centro-americano, estremamente attivo. Risultato?
Solo nell’ultimo week-end, oltre 2.000 persone si sono recate sulle pendici del vulcano, per provare il brivido (o meglio il calore), delle colate laviche che scendo a pochi centimetri dalle proprie gambe. In fondo basta un euro per farsi accompagnare da un locale lungo i sentieri che portano al vulcano, evitando i cancelli e le recinzioni del parco. Ma il pericolo c’è, è reale, perché Amalia, che da sempre vive da queste parti, e di colate ne ha viste tante, una come questa non l’ha mai vista.
Via USAToday.
Nel dicembre 1989, il volo 867 della KLM, partito da Amsterdam alla volta di Anchorage, entrò in quella che sembrava una normale nuvola, ma che in realtà era il riusltato dell’eruzione del Redoubt, nella catena della Aleutine. Il pilota, accortosi della situazione provò immediatamente a prendere quota, ma tutti e 4 i motori del Boeing 747-400 si bloccarono e il sistema elettrico di stanby non funzionò. Nonostante tutto l’equipaggio riuscì a far ripartire i motori, due a due, e l’aereo atterrò ad Anchorage, nonostante avesse riportati molti danni ai finestrini, ai sistemi interni elettronici e di volo. In questi casi non c’è scelta; gli aerei devono rimanere a terra.
L’ENAC ha prolungato fino a domani mattina alle 8 il blocco totale dei voli in tutto il nord Italia, anche se non c’è alcuna sicurezza, ne previsione meteo, che assicuri che da quell’ora i voli potranno riprendere regolarmente; insomma ancora niente di definitivo. Ovviamente il blocco si ripercuote pesantemente anche su tutti gli aeroporti ancora aperti, con gravi disagi per i passeggeri diretti verso la “no-flight zone“, e sul sistema di trasporto, complessivamente considerato (boom di richieste per il Frecciarossa, ma anche per le società di autotrasporto viaggiatori) .
In questo momento tutta l’attenzione è concentrata sugli effetti dello stop dei voli, ma finita quest’emergenza si dovranno fare i conti dei danni causati dall’eruzione all’economia mondiale e, più importante, valutarne l’impatto di lungo periodo sul clima del nostro pianeta.

Era inevitabile che il blocco del traffico aereo arrivasse anche da noi, visto che Eolo soffia i venti , e con questi le ceneri dell’eruzione vulcanica, verso sud-est. E così, uno dopo l’altro, dalla Gran Bretagna fino all’Italia, i centri di controllo del traffico aereo hanno visto spegnersi le luci dei monitor, ad indicare che in cielo non volava più nessuno.
Blocco aereo in tutta l’Italia del nord deciso dall’Enac, da questa mattina alle 6 fino alle 2 del pomeriggio, e poi si vedrà se le condizioni atmosferiche permetteranno agli aerei di riprendere il volo senza correre il rischio che le ceneri finiscano nei motori danneggiandoli, con grave pericolo per la sicurezza dei passeggeri e del personale di bordo. Gli unici voli autorizzati saranno quelli di emergenza.
In questo frangente, con tanti passeggeri rimasti a terra l’Enac sul suo sito ricorda i diritti dei passeggeri in casi come questi.
Foto | NASA Goddard Photo and Video e video dell’eruizone del vulcano Eyjafjallajokull.
Io sinceramente non avrei mai pensato che l’eruzione di un vulcano in una zona sperduta dell’Islanda, lontana dai grossi centri e circondata solo da ghiacciai, potesse avere ripercussioni fino qui da noi in Italia; un evento spettacolare, che non aveva causato nessuna vittima (se non qualche turista imprudente scivolato tra i ghiacci), ma con nessuna conseguenza per noi italiani. E invece mi sbagliavo.
E invece caos negli aeroporti di tutta Europa, con centinaia di voli cancellati (particolarmente colpita la Gran Bretagna) a causa del pericolo rappresentato dalle ceneri del vulcano trasportate dai venti verso le coste europee (grosso modo nel tratto di cielo compreso tra la Gran Bretagna e la Danimarca), che più grandi e pesanti delle polveri normali, potrebbero danneggiare i reattori degli aerei. E allora, per la sicurezza di chi vola, gli aerei rimangono a terra.
E così capita che a Fiumicino siano stati cancellati oltre 50 voli (e con questi le vacanze di tanti passeggeri), oltre 100 tra Linate, Malpensa e Orio Al Serio, 13 da Bologna, per una contabilità delle vacanze rovinate (speriamo solo rimandate) che rischia di allungarsi.
Video zizzomagic su Youtube.
p.s. Se poi l’aeroporto di Reykjavik rimane aperto perché sopravento rispetto l’eruzione, più che con Vulcano dobbiamo prendercela con Eolo.
Il sito del Ministero degli Affari Esteri Viaggiare Sicuri mantiene ancora attiva la segnalazione che riguarda Montserrat, l’isola caraibica colonia britannica dove una nuova eruzione del vulcano Soufrière Hills ha costretto le autorità locali a dichiarare due terzi dell’isola zona di pericolo ed a proibire alle imbarcazioni l’accesso in alcune aree marine a sud dell’Isola.
L’attività eruttiva è iniziata dal 5 febbraio di quest’anno, quando una violenta eruzione ha prodotto un pennacchio di cenere che ha raggiunto i dieci chilometri di altezza ed ha prodotto devastanti fenomeni di nubi ardenti. Ma in effetti l’attività vulcanica del Soufrière Hills è ripresa sin dal 1995, quando causò la morte di quasi venti persone.
Ieri si è registrata una spettacolare eruzione in Islanda, dalle parti del ghiacciaio di Eyjafallajoekull, nel sud dell’isola. Per precauzione circa 600 persone sono state allontanate dall’area e 3 voli provenienti dagli Stati Uniti sono stati costretti a tornare indietro.
Erano circa 200 anni che il vulcano, che si trova a circa 120 chilometri ad est della capitale Reykjavik, non dava segni di se. In questo momento il pericolo più immediato è rappresentato dalle possibili inondazioni causate dallo scioglimento dei ghiacci.
I fortunati che si trovano in vacanza in questo momento dalle parti delle Isole Tonga - 4 arcipelaghi situati a 3000 chilometri dalle coste australiane, nel Pacifico sud-occidentale - hanno potuto assistere ad un evento naturale davvero eccezionale.
L’eruzione del vulcano sottomarino Hunga Ha’Apai, localizzato nei pressi di Nuku’Alofa, capitale dell’isola di Tonga. L’ultima eruzione nota risale ad oltre 20 anni fa, al 1988.

Durò circa 20 ore, 20 ore di attività vulcanica che distrussero Ercolano, prima colpita da valanghe di pomici bianche e grigie, poi investita da nubi ardenti e infine sommersa da colate di lava; era il 79 dopo Cristo e a Roma regnava Tito. Di quella città, di quelle genti conosciamo molto, anche grazie alle statue ed ai mosaici che sono emersi dagli scavi archeologici.
Dal 15 ottobre fino al 13 aprile 2009 sarà in mostra al Mann di Napoli (Museo archeologico nazionale di Napoli), una delle più importanti sedi museali italiane (e quindi mondiali), la mostra “Ercolano. Tre secoli di scoperte”, dove si potranno ammirare oltre 150 opere, 150 grandi sculture ritornate alla luce grazie al lavoro di quanti, in questi tre secoli, hanno lavorato agli scavi archeologici di Ercolano.
Il Mann si trova in Piazza Museo Nazionale 19 ed è aperto dalle 9.00 alle 19.30, con esclusione del martedì quando rimane chiuso. Il biglietto d’ingresso costa 10,00 euro ma è gratuito per i minorenni e gli over 65 anni. Se poi avete acquistato una ArteCard, un biglietto che integra l’entrata in musei, siti archeologici e trasporti, potete tranquillamente usufruirne anche per vedere questa mostra.
La mostra su Exibart.
Il sito ufficiale della ArteCard.
La foto di una amazzone è di Nick in exsilio.
Giovedì scorso, 6 marzo, il Kilauea un vulcano sull’isola di Hawaii, la più grande isola dell’arcipelago statunitense a cui da il nome, è tornato in azione errutando lava e fumi; si tratta di un vulcano molto attivo, tant’è che dal 1954 si sono registrati 34 eventi eruttivi, anche se l’ultima volta che la lava è scesa dal vulcano risale al 1983, cioè 25 anni fa.
Come si vede in questo video, e in altri che si possono trovare facilmente in rete, si tratta di fenomeni molto spettacolari che come prevedibile, stanno attraendo molti visitatori, che dopo i primi giorni quando le emissioni solforose non permettevano di avvicinarsi troppo alle colate laviche, ora si stanno sbizzarrendo in riprese davvero ravvicinate.
Il sito geologico statunitense che registra le attività del vulcano.
Il vulcano su Google Maps.
Il giorno di Capodanno, verso le 6 del pomeriggio sera, il vulcano LLaima, uno dei più attivi del Sud America ha iniziato ad eruttare lava dal cratere innevato, che si trova oltre i 3.000 metri di altitudine, offrendo uno splendido spettacolo ai numerosi turisti che visitano la zona.
Meno spettacolare deve essere stata l’esperienza per i circa 100 turisti che si trovavano nelle sue immediate vicinanze, visitando il parco nazionale del Conguillio, prontamente evacuati e messi in salvo (via RaiNews24). Del parco nazionale del Conguillo ne aveva parlato Francesco in un suo post qualche tempo fa: che abbia qualche fonte di notizie preferenziale?