
Le notizie che arrivano dall’Africa ultimamente confermano la voglia che il continente nero ha di affermarsi sempre di più come una meta ambita del turismo internazionale. Il gruppo alberghiero sudafricano Singita Game Reserves, tanto per dirne una, è risultato primo nella classifica 2011 dei 100 migliori alberghi del mondo, stilata annualmente dalla rivista americana di viaggi ‘Travel + Leisure’.
Un riconoscimento prestigioso che premia l’eccellenza dimostrata dal gruppo nella gestione dei complessi alberghieri di Grumeti Reserves, nei pressi del Parco nazionale di Serengeti, nella Tanzania settentrionale, e di Sabi Sand, all’interno del Parco nazionale Kruger, nel Sud Africa nord-orientale.
Nel frattempo la piccola Repubblica del Togo ha stanziato 137 milioni di euro, da utilizzare nei lavori di ammodernamento e ampliamento dell’aeroporto internazionale della capitale, Lomé, che non risulta più adatto a sostenere il traffico che deve gestire. I lavori dureranno due anni e mezzo e coinvolgeranno il terminal e l’area parcheggio.
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È proprio il caso di dire che l’Africa prende il volo! Sentite questa iniziativa a metà strada tra l’aspetto economico e quello sociale che si è inventata l’Air Uganda, la compagnia di bandiera ugandese: per due mesi, cioè fino a metà settembre, biglietti gratis per chi non ha mai volato!
Resta da capire come poter fare a dimostrarlo, ma certo merita un plauso questa iniziativa volta a incentivare l’uso dell’aereo come mezzo di trasporto. Finalmente chi ha parenti all’estero, ad esempio nelle metropoli di Nairobi, Dar es-Salaam, Zanzibar o Kigali, potrà andare a trovarli senza sborsare un soldo.
L’idea è nata in collaborazione con l’operatore locale di telefonia mobile dell’Uganda, Warid, che fino a metà dicembre ha organizzato un concorso con in palio 100 biglietti aerei gratuiti per una destinazione a scelta. Questo è quel che si dice vivere senza confini: pensate se lo facessero da noi…
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Se non siete grandi esploratori dell’Africa, certo non lo sapete e vi farà strano: ci sono certi confini, nel continente nero, che ci vogliono giorni per riuscire ad attraversare! Senza addentrarci nelle ragioni storiche o politiche di queste realtà, finalmente Tanzania e Zambia hanno raggiunto un accordo che porterà dagli attuali 5 a 3 i giorni necessari per far transitare uomini merci da una parte all’altra in un unico punto di frontiera.
Ovviamente l’accordo è stato siglato per ragioni di natura commerciale, ma sarà certo utile anche allo sviluppo del turismo. Ma cosa si può fare in quei tre giorni ‘sprecati’ ad attendere il passaggio? Se siete dalla parte della Tanzania, vi trovate a Tunduma, in un’area abitata dalla popolazione dei Namwanga, che una volta erano nomadi.
Se, invece, vi trovate dalla parte dello Zambia, allora state alloggiando a Nakonde, una cittadina molto viva che si sveglia alle 4 del mattino, quando arrivano i pullman di turisti e operai. Qui potete fare buon shopping, se vi interessano vestiti, borse, scarpe, ma anche telefoni cellulari e orologi. Se siete per gli acquisti mangerecci, invece, non perdetevi patate e fagioli.
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Magari certe kermesse durassero così anche da noi! Pensate, in Benin sta per cominciare, il 30 luglio prossimo, un eccezionale Festival nazionale delle danze tradizionali che si chiuderà a ottobre: roba da Guinness dei primati!
L’evento si svolgerà nella città di Natitingou, nella parte nord-occidentale del Paese e mira a far conoscere a tutti, popolazione e turisti, le forme d’arte più originali del Benin, senza distinzione di etnia. L’edizione di quest’anno, inoltre, ha un respiro internazionale: il direttore del festival, Prosper Bohoun, infatti, ha promesso che ci saranno compagnie provenienti anche dal resto dell’Africa.
E se questi giovani talenti non dovessero essere di vostro gradimento, potete fare una gita nel vicino Parco nazionale Penjari, anche se non è la stagione ideale per vedere gli animali… meglio, forse, allora, una visita alle cascate di Tanougou o di Kota, oppure ai castelli di fango di Dita-Mari, che si trovano pochi km fuori città.
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Un bell’esempio di civiltà, quello che hanno dato in questi giorni Camerun e Nigeria che hanno messo da parte, almeno temporaneamente, le loro divergenze, per salvare gli scimpanzé, per la protezione dei quali hanno sborsato 15 milioni di dollari a testa.
Il protetto in questione è una rara specie di scimpanzé che vive in una remota area del Camerun settentrionale, di cui restano appena 4-10mila esemplari, minacciati dalla distruzione del loro habitat, sostituito da piantagioni di banani o dallo sfruttamento intensivo delle foreste.
Il Camerun, in particolare, ha avviato un programma di tutela ambientale che porterà a 10 milioni gli ettari di superficie destinata a parchi e aree protette, circa il 21% del territorio nazionale. Finora i parchi del Camerun sono 8.
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Riuscite a immaginare leopardi, antilopi e zebre che corrono accanto a camion incolonnati all’ora di punta? Oppure gare di corsa tra ghepardi e automobili sportive? No, infatti, e meno male che ci ha ripensato anche chi di dovere e ha bloccato l’insano progetto della costruzione di un’autostrada nel bel mezzo del Serengeti in Tanzania.
Un’arteria stradale con due corsie per senso di marcia, che avrebbe ‘sporcato’ il parco, tra i più belli del Paese, del continente e del mondo, meta tra le preferite per i safari per merito delle sue popolazioni di giraffe e di elefanti, per oltre 50 km.
E se vi è venuta voglia di volare in Tanzania per vivere da vicino questa esperienza, vi farà comodo sapere che entro la fine dell’anno verrà aperto un nuovo aeroporto internazionale a Songwe, nel sud, sulle sponde del Lago Malawi: un’opera ritardata a causa della mancanza di fondi, ma che ora è stata avviata..
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Se ancora non avete organizzato nulla per quest’estate e avete voglia di una meta ‘fuori dal giro’, io vi butto lì una cosa che ho letto, se poi volete coglierla come suggerimento… il Lago Malawi, nell’omonimo Stato africano, è stato incoronato da Yahoo Travel il più bello del mondo.
Si tratta del risultato di un sondaggio in cui gli intervistati dovevano tenere conto di diverse caratteristiche come criteri di giudizio: profondità, salubrità dell’ambiente e natura circostante e così lo specchio d’acqua ha superato di diverse misure suoi illustri ‘cugini’ in Usa, Canada, Filippine, Guatemala, Scozia, Francia, Nuova Zelanda, Kenya, Slovenia e Croazia.
Il neolago più bello del mondo è lungo oltre 500 km, largo 75 e si classifica al terzo posto tra i laghi africani, quanto a dimensioni. In esso convivono pacificamente circa mille specie di pesci diversi.
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Non lo sfrigolare degli hamburger sulla griglia, l’unto della salsa in cui affogano le alette di pollo, né il sapore secco impossibile da mandar giù dei nugget, ma un profumo inebriante di spezie e il gusto intenso e inimitabile dei prodotti locali: è questa l’atmosfera che si respira a Tchopetyamo, il primo fast food appena aperto in Camerun.
Ci troviamo nella capitale Yaoundè e di fatto non si tratta dell’ennesima filiale di una catena estera, ma, come dice il nome stesso (che nella lingua locale significa ‘Cibo, ti amo’) un esercizio autoctono di ristorazione rapida che propone cibo a prezzi accessibili a tutti.
Un esempio? Qui un piatto preparato secondo tutti i crismi dell’arte culinaria, e soprattutto nel rispetto delle dovute norme igieniche, costa tra i 60 e i 90 centesimi di euro, mentre altrove, in Camerun, per un hamburger si devono sborsare 5 euro e aspettare anche fino a mezz’ora.
Mathieu Nvogo, l’intraprendente titolare dell’azienda, è certo che la sua ditta contribuirà a esportare la gastronomia camerunense nel mondo e che avrà molti clienti, tra la popolazione locale, ma anche tra i turisti desiderosi di mangiare qualcosa di tipico velocemente e senza spendere molto, in un ambiente fresco e pulito, lontano dalla strada. E se la vostra fretta è proprio tanta, con un sovrapprezzo di 15 cent il pasto è pronto da asporto.
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Se l’anno scorso per i Mondiali non avete fatto in tempo ad andarci, niente paura, perché il Sudafrica è sempre lì, più bello che mai. E fa anche offerte vantaggiose: grazie a un accordo con il governo, infatti, la compagnia aerea low-cost locale, Kulula.com, promette pacchetti ultraconvenienti.
Queste proposte includono volo interno, noleggio auto e voucher per l’acquisto di due biglietti d’ingresso nei parchi nazionali, specie quelli dell’area protetta del Kwazulu-Natal, nella parte sudorientale del Paese.
E magari, proprio con l’auto in affitto, potrete sfrecciare, per ora solo con la fantasia, sul nuovo ponte, l’ennesimo dedicato al padre della patria, Nelson Mandela, che si inizierà costruire tra una ventina di giorni e che collegherà le province di Or Tambo e Amathole.
Ci troviamo nella provincia del Capo orientale e l’importante opera pubblica, una volta ultimata, consentirà un risparmio di ben 50 minuti per il viaggio in auto tra il villaggio natale di Mandela, Mvezo, e la città più vicina: Dutwa. Il ponte costerà10 milioni di euro, ma donerà un centinaio di posti di lavoro per almeno due anni.
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Adorate questi primati molto simili all’uomo, ma in molti casi assai più piacevoli? Allora mi sa proprio che l’Uganda è il Paese che fa per voi: il governo locale, infatti, ha deciso di favorire gli amanti del turismo ‘biologico’ e ha varato una politica di forti sconti, che arrivano anche al 50%, sui biglietti d’ingresso nelle zone frequentate da queste enormi scimmie.
Gli incentivi dureranno fino al 2013 e sono stati decisi visto l’incremento anche del 90% che ha avuto la domanda turistica di chi viaggia per osservare i gorilla di montagna nel loro habitat: un habitat, tra l’altro, che c’è solo qui, in Rwanda e nella Repubblica democratica del Congo.
Se siete interessati, sappiate che il parco più bello dell’Uganda e dove gli avvistamenti sono più probabili, è Mgahinga: grande solo 33 km quadrati, ma con una biosfera tra le più ricche e interessanti del Paese. Qui è stato appena inaugurato un percorso naturalistico-culturale che arriva a toccare i 2700 metri di quota e che vi consente di visitare un villaggio della tribù dei Batwa e di fare insieme con loro una singolare esperienza di vita quotidiana.
Proprio a questa tribù, appartenente al gruppo etnico dei Bantu e trasferita di forza in queste zone nel 1991, andrà il 50% del prezzo del biglietto che pagherete; inoltre potranno vendere ai turisti gli oggetti della loro produzione artigianale e accompagnarli nel parco come guide esperte.
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Cinque le stelle, centocinquanta le camere, tre le sale conferenze e uno il centro benessere: sono questi i numeri dell’hotel di lusso della catena più famosa del mondo, l’Hilton, che ha appena aperto nella capitale della Namibia, Windhoek.
La cerimonia d’apertura, avvenuta appena qualche giorno fa, si è svolta alla presenza del Presidente Hifikepunye Pohamba, che ha lodato l’iniziativa che certamente porterà lustro, oltre che un notevole incremento di turismo, nel Paese.
Oltre al presidente, presenti anche i grandi nomi del mondo della politica e dell’imprenditoria locale, allietati tutti quanti dalle note rap e dai ritmi sfrenati della rapper di New York Lady May, che ha tenuto banco per tutta la serata.
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Quando diciamo caffè diciamo Napoli, eppure oggi vi parliamo di un posto un po’ più lontano in cui sorgerà un museo dedicato a questa bevanda apprezzata in tutto il mondo che, secondo i promotori del progetto, attirerà turisti da ogni dove.
Si tratta del nuovo Museo del Caffè di Migaa, città del Kenya lontana appena una ventina di km dalla capitale Nairobi. Il centro abitato è di costruzione abbastanza recente, appena i primi del secolo scorso, e si è costituito proprio grazie alle numerose piantagioni di caffè nell’area.
Qui, infatti, servizi commerciali e finanziari connessi con questa attività, ma il centro di tutto, qui, è proprio il caffè: nelle piantagioni, oltre al futuro polo museale, sorgono già un agriturismo con piscina e campo da golf.
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