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Tutti gli articoli con tag deserti

Immenso, echeggiante, divino, il Wadi Rum in Giordania

pubblicato da debora

Dal sito Visitjoardan:

Un posto stupefacente, con i suoi paesaggi favolosi, incontaminati e senza tempo. Questo luogo, in cui il tempo e il vento hanno scavato imponenti e maestosi grattacieli, fu elegantemente descritto da T.E. Lawrence come “immenso, echeggiante e divino”.

Per la cronaca il Wadi è il più grande deserto della Giordania.

Il Wadi Rum sul sito Visit Jordan.
Leandro si è fatto un bellissimo viaggio in Giordania; qui la giornata nel deserto di Wadi Rum.
Il Wadi Rum sul sito Stile.it.

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Le 7 meraviglie naturali dell'Argentina secondo il Diario del Viajero

pubblicato da debora



Il Diario del Viajero ha sondaggiato tra i suoi lettori quali fossero la 7 meraviglie naturali dell’Argentina, applicando in scala ridotta, il nuovo sondaggio che corre sul web che dovrebbe determinare le 7 meraviglie naturali del mondo.

Il risultato, un pò scontato, ma sicuramente condivisibile, è stato che al primo posto si è piazzato il ghiacciaio del Perito Moreno, che si trova all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares, nella parte sud-occidentale della provincia di Santa Cruz nela patagonia argentina. Petito Moreno, ma non solo, visto che nella classifica compaiono belle naturali ormai molto note.

1°- il ghiacciaio del Petito Moreno
2° - le cascate dell’ Iguazú
3° - la valle della Luna
4° - la valle Quebrada de Humahuaca
5° - il monte Aconcagua
6° - Il Parco Nazionale di Los Arrayanes
7° - La collina dei sette colori di Purmamarca

Il post originario sul sito Diario del Viajero.
Il sito ufficiale del Parco Nazionale Los Glaciares.
Le cascate di Iguazù su Travelblog.
La valle della Luna o Parque provincial de Ischigualasto.
La la valle Quebrada de Humahuaca, protetta dall’Unesco, su Wikipedia.
Il monte Aconcagua, il più alto del Sud America, sul sito Andes Argentinos.
Il sito ufficiale del Parco Nazionale di Los Arrayanes.
Purmamarca sul Diario del Viajero.
La gallery del Perito MorenoLa fotografia è di untipografico.
Nel seguito altre fotografie del ghiacciaio.

Continua a leggere: Le 7 meraviglie naturali dell'Argentina secondo il Diario del Viajero

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La biblioteca del deserto: Chinguetti in Mauritania

pubblicato da debora


Chinguetti, nel momento del suo maggior splendore, era attraversata da carovane che sfidavano il deserto del Sahara trasportando merci di ogni genere, libri compresi. E grazie a questi e alle 24 biblioteche che poteva vantare, quella che sarebbe poi diventata una città santa dell’Islam, divenne famosa come la biblioteca del deserto.

Gran parte di quel patrimonio di conoscenze è andato perduto, ma qualcosa si sta tentando di recuperare, anche grazie all’aiuto dell’UNESCO che ha inserito il Ksar di Chinguetti tra le cose che vale la pena conservare per le future generazioni. Oggi quel che resta di questa grande città è diventata meta per gli amanti dell’Africa, dei grandi spazi e delle condizioni estreme, ai quali Raimondo ha regalato qui su Traveblog l’esperienza del suo grande viaggio nel Sahara: Piena improvvisa: live blog dal Sahara occidentale.

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La terra dei cowboy e degli indiani

pubblicato da Michele


Probabilmente chi ha intenzione di fare un viaggio in New Mexico è qualcuno che ha già visitato molte parti del “globo terracqueo” ed è alla ricerca di posti molto particolari. Oppure ha appena letto qualche libro dello scrittore americano recente vincitore del Pulitzer, Cormac McCarthy. Questo grande scrittore ancora non conosciutissimo in Italia ha ambientato al confine tra Stati Uniti e Messico, dalle parti di El Paso lungo quella strada che corre in mezzo al deserto e alle cattedrali di roccia verso la mitica città messicana di Chihuahua, una indimenticabile trilogia che racconta la storia del West dall”800 su, su fino agli anni ‘50 del secolo scorso.

Il New Mexico e il Texas, come migiaia di km di pellicola cinemtografica ci hanno ormai insegnato, sono terre lunari dove la natura è immensa e l’uomo piccolo. Sono le terre dei cowboy e della storia di Billy the Kid, il leggendario pistolero con la faccia da bambino e degli indiani Comanches. Sono le terre delle antichissime e affascinanti pitture rupestri. Le terre di film bellissimi come The Milagro Beanfield War di Redford, Billy the Kid, Butch Cassidy and the Sundance Kid e di tantissimi vecchi western. Il nostro grande Sergio Leone poco o nulla girò da queste parti, ma le case di adobe e quese piane desolate erano l’ossessione che produsse i suoi capolavori.

Per me saranno sempre le terre dove il buon Mccarthy ha fatto meravigliosamente vivere e morire “il cowboy tutto americano” John Grady Cole.

Qui trovate il sito del Dipartimento del turismo del NM e qui il sito della NM Film Commission con l’infinita filmografia girata da queste parti… hasta la vista gringos!

Foto Bart Aldrich’s photostream

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Sulle tracce di Tex Willer: Four Corners negli States

pubblicato da debora

Nei pressi di Four Corners in Arizona
Chissà se Four Corners può essere tradotto come Quattro Cantoni. Comunque se siete in viaggio negli states e sentite qualcuno parlare di Four Corners, probabilmente stanno parlando del punto in cui quattro stati degli USA si toccano con i loro confini. Gli stati sono Utah, Colorado, New Mexico e Arizona, e probabilmente sono più noti dalle nostre parti, dove almeno tre generazioni di lettori li hanno visitati grazie alle tavole di Tex Willer che negli States.

Nel punto esatto, che si trova dentro la riserva degli indiani Navajo (si parla ancora di Aquila della Notte), è oggi occupato da una tribuna, con i vessilli dei quattro stati confinanti; ovviamente il gioco preferito di chi arriva da queste parti è quello di saltare la cavallina, per poter dire “ho visitato anche gli Utah!”.

Sul posto, il Four Corners Monument, si trova anche un centro di cultura indiana, e si può acquistare bigiotteria e piccoli prodotti di artigianato indiano, oltre che arrangiare un pic-nic, avendo però l’accortezza di portare l’acqua, visto che ci si trova pur sempre in mezzo ad un deserto. Foto| jakesmome.

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Viaggi in Iran con Il Tucano, tour fra montagne, oasi e deserti

pubblicato da Return

offerte Iran viaggi di Natale

Due offerte di Natale per un viaggio in Iran con Il Tucano: una da 1.600 euro per 8 giorni, l’altra da 2.100 per 2 settimane. Entrambe con partenze il 27 dicembre.

La prima offerta, Splendori dell’antica Persia si snoda fra l’altipiano centrale, Shiraz e Persepoli per l’aspetto archeologico e Theran per la visita al bazar. Partenza da Roma.

La seconda offerta, la strada persiana dei Re, vi porta in tutte le località sopramenzionate e inoltre, data la durata maggiore del viaggio, nelle oasi e nei deserti iraniani, come l’oasi di Kerman, e poi ancora nell’antica città di Susa. Anche in questo caso sistemazione in hotel fra le 4 e 5 stelle e partenze da Roma.

Per saperne un po’ di più provate a vedere la categoria di Travelblog dedicata all’Iran.

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Sossusvlei nel parco nazionale di Namib-Naukluft in Namibia

pubblicato da simona

Sossusvlei in NamibiaSqueakyMarmo ha scattato questa suggestiva fotografia nell’area di Sossusvlei, una delle mete turistiche più battute, tra quanti visitano il parco nazionale di Namib-Naukluft, la più grande riserva naturale d’Africa, la quarta nel mondo, secondo quanto riportato sul sito World66.

Leggo dal sito Viaggi nel Mondo:

Le dune di Sossusvlei raggiungono un’altezza di trecento metri…. Si può salire a piedi, fatica permettendo, fino in cima alle dune, da dove il panorama è mozzafiato: deserto tutto intorno e dune all’infinito, in un susseguirsi di linee di sabbia dai colori contrastanti.

Per chi fosse interessato ai viaggi in Namibia, consiglio poi vivamente di leggersi i post di Elena, che nel tempo ha maturato un’”insana” passione per questo paese (vedi per esempio i post su Etosha e quello sulla città fantasma di Kolmanskop).

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Gli elefanti del deserto di Purros

pubblicato da Elena

Elefanti del deserto in Namibia Nella parte nord ovest della Namibia, tra la Skeleton Coast, Il Damaraland e il Kaokaveld, non lontano dal confine con l’Angola c’è una zona piuttosto remota in cui vive nel deserto una particolare razza di elefanti, caratterizzata da zampe più lunghe dei normali pachidermi e da una maggiore resistenza al caldo e alla sete.

L’area in cui si muovono gli elefanti del deserto raggiunge Sesfontein (nota per il famoso forte di Sesfontein e per poco altro) e Ongongo (delizioso il campsite sulle sorgenti naturali, veramente uno dei posti più belli in cui vi possa capitare di campeggiare anche se, almeno fino a pochi anni fa, difficile da raggiungere, vuoi per la mancanza di indicazioni, vuoi perché senza fuoristrada proprio la vedo dura arrivarci; per inciso il modo più sicuro per non perdersi è seguire i tubi scalcagnati dell’acqua che si arrampicano lungo i declivi senza una meta apparente).

Ma il posto in cui è meno raro osservare i pachidermi del desero namibiano è Purros, ad ancora un giorno di viaggio da Sesfontein. Non vi ho soggiornato, ma a giudicare dalle immagini sul sito, se non vi accontentate della classica tenda da piantare per terra (o sopra il tetto del fuoristrada) nel campsite, potete sempre decidere di dormire in questo affascinante e lussuoso Okahirongo Elephant Lodge.

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Mahram Bilquis nello Yemen e i templi della regina di Saba

pubblicato da Elena

cittadella vecchia di Ma'reb nello Yemen

Lo Yemen è uno di quei paesi capaci di esercitare un fascino irresistibile su chi ama viaggiare, tanto che, quando vi misi piede per la prima volta, mi innamorai letteralmente di quei luoghi. Ma è anche un paese ricco di contraddizioni e di contrasti, che arrivano alle nostre orecchie solo quando sfociano in atti violenti come i famigerati rapimenti di viaggiatori stranieri, portati avanti per lo più da tribù locali in cerca di attenzione e di fondi da parte del governo centrale. Ci sono delle zone in cui le autorità concedono parte dei guadagni alle tribù (un caso tipico è quello di Shihara, in cui soltanto gli abitanti del posto in genere conducono i viaggiatori nell’ultimo tratto, fino alla città famosa per il suo ponte, e quindi godono, almeno in parte, dei vantaggi economici del turismo), mentre spesso in zone come Sa’da o Ma’reb è necessario viaggiare scortati da parecchi anni ormai.

Tempio della Luna a Ma'rib

Queste mie foto risalgono a più di dodici anni fa, quando ancora era possibile visitare quasi tutte le zone del paese senza scorte armate, e rappresentano la cittadella vecchia di Ma’rib, il Tempio della Luna, e il Tempio del Sole di Mahram Bilquis, non lontano dalla grande diga della regina di Saba. L’attentato di oggi contro il convoglio di turisti spagnoli sembra sia avvenuto proprio all’ingresso di Mahram Bilquis,

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I magnifici paesaggi della Death Valley in California

pubblicato da Elena

Death Valley

Ho sempre amato i luogi desertici, in cui la natura incontaminata è l’elemento dominante del paesaggio. Quindi, quando ho trovato questa bella immagine della Death Valley nel photostream di ah zut, non ho potuto che esserne colpita. Date un’occhiata alle altre foto, da Zabrinskie Point a questa magica vista in bianco e nero.

Se siete anche voi affascinati da luoghi come questo e magari volete organizzarvi un viaggio, potete trovare qualche spunto interessante nel sito del Death Valley National Park, oppure nel post di qualche tempo fa del nostro Marco.

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Sandboarding ad Huacachina, nel deserto meridionale del Perù

pubblicato da Marco

Tavole da sabbia in BrasileHuacachina è un’oasi, circondata da enormi dune di sabbia nel deserto meridionale del Perù, che da qualche tempo è diventata una delle mete preferite per i Sandboarder, e magari anche ground.zero, che ha scattato questa foto a Praia da Joaquina in Brasile, ha provato a scendere da queste dune.

L’oasi, che si trova nella provincia peruviana di Ica, non è comunque una novità assoluta per gli itinerari turistici; è già molto nota ai peruviani, che quando se lo possono permettere, la scelgonono per passare le loro vacanze, ed anche ai turisti nord-americani, che hanno trovato qui una location perfetta per praticare tutte le attività praticabili nei deserti, prime tra tutte le corse sulle dune-buggy.

Il Sandboarding è quindi solo l’ultimo arrivato tra queste attività, anche se a detta di Steffen, un tedesco che lo ha provato proprio sulle due di Huacachina, non è neppure molto semplice da praticare, anche se poi si è parecchio divertito.

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Oman: giù dalla duna in auto

pubblicato da Marco

Guidare nel deserto. A dirlo sembra facile; niente traffico, nessun incrocio ne semafori, nessun albero o palo da scansare. Ma ora immaginate di dover venire giù da una duna di sabbia; facile? Il video amatoriale, 30 secondi, girato lo scorso dicembre, vi da la risposta.

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