Il primo Crocodile Dundee, girato quasi 30 anni fa, fu girato a Manhattan e nell’Outback australiano, e più precisamente del parco nazionale di Kakadu, nei Territori del Nord, in Australia. Pensavo che il personaggio fosse una “macchietta”, ma forse mi sbagliavo, visto che di Coccodrilli, quelli antipatici che escono anche in mare, c’è ne sono veramente tanti, che è vietato navigare nei fiumi del parco se non si dispone di una barca a motore.
Più seriamente il parco, dal 1991, fa parte del Patrimonio dell’Umanità protetto dall’Unesco, sia per il suo valore storico ed archeologico, con reperti che dimostrano la presenza dei nativi a far data da 40.000 anni fa, e sia per il suo valore naturalistico, che risiede in un vasto e complesso ecosistema.
Il Kakadu è il parco più visitato tra quelli del Northern Territory in Australia, e si raggiunge altrettanto facilmente in auto da Darwin, quanto il Litchfiled Park, lungo la Arnhem Highway, con due ore e mezza, tre ore di viaggio in auto.
Foto TourismNT, Thomas Schoch.
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Continuiamo a sognare mari e spiagge lontane grazie ad alcuni stupendi video pubblicati da Vimeo. Dopo quelle su Londra (dove in effetti non ci sono spiagge…) vediamo oggi alcune piacevoli immagini in hd riprese da un deltaplano a motore in volo sopra le coste dell’Australia occidentale.
La zona esatta è quella dei Ningaloo Reef, dove il sole splende per 330 giorni all’anno e le nubi arrivano molto raramente ad oscurare l’azzurro del cielo. I due spericolati - io non monterei mai su un trabiccolo volante del genere - sfrecciano a 10mila piedi sopra il territorio australiano, lanciandosi in mezzo alle nuvole per poi scoprire panorami emozionanti.
Se volete saperne di più sul Ningaloo Reef, magari per scoprirlo da altezze meno impegnative, apprezzando una vita marina strepitosa, interminabili spiagge bianche e le acque calde e turchesi dell’oceano Indiano, qui trovate tutte le info necessarie.
Si chiamano Australian Treetop Adventures e come è facilmente intuibile si tratta di itinerari aerei sulle cime degli alberi nella foresta pluviale australiana. Due sono i luoghi e i percorsi praticabili: Otway Fly Treetop Adventures e Illawarra Fly Treetop Adventures.
In entrambi i casi si sale su una lunghissima scala a chiocciola di ferro per arrivare alla cima degli alberi e poter poi percorrere dei camminamenti metallici piazzati ad una notevole altezza dal suolo.
A coloro che avvertono una necessità estrema di adrenalina, segnalo che l’Otway Fly prevede anche la possibilità di lanciarsi con la Zip Line: il gioco consiste nel gettarsi nel vuoto appesi ad una terrificante carrucola retta ad un cavo di acciaio.
Tenendo sempre a mente che in Australia tutto può uccidervi, vi segnalo una straordinaria attrazione naturale frutto dell’erosione operata dall’oceano. Siamo a poca distanza dai celebri Dodici apostoli e quello che vedete nella foto si chiama Loch Ard Gorge.
L’area fa parte del Port Campbell National Park ed è stata chiamata così in memoria della Loch Ard, una nave che nel 1878 fece naufragio da queste parti. L’arco ritratto nell’immagine non esiste più, dato che la parte superiore è crollata nel 2009: oggi rimangono i due pilastri, chiamati Tom ed Eva in onore di due giovani superstiti del naufragio del 1878.
Una lunga scalinata consente di accedere alla spiaggia dalla Great Ocean Road mentre un cimitero accoglie le numerose vittime che l’oceano ha mietuto.
Foto | Paleontour

Di questi tempi, tra inondazioni ed eventi climatici avversi, l’Australia non è forse una delle mete più ambite. Ma in generale si tratta di una destinazione che merita decisamente un volo intercontinentale: se non altro per vedere dal vivo i mitici canguri. E a proposito di viste, visioni e panorami, Backpacking Matt ci consiglia 7 scorci davvero imperdibili da inserire nel percorso del nostro prossimo viaggio alla scoperta della grande isola dei koala.
Si parte dai 12 Apostoli, le formazioni rocciose simili ai faraglioni che incontrerete percorrendo la Great Ocean Road. Eccoci poi alla Opera House di Sydney, con la sua forma unica e singolare. Usciamo dalla città con le Blue Mountains, paradiso di eucalipti e campeggiatori. Meta ideale per i surfisti è invece la Byron Bay a cui far seguire la Fraser Island, l’isola di sabbia più grande del mondo.
Acqua azzurra e sabbia bianchissima sono le evidenti caratteristiche delle Whitsunday Islands mentre se volete un blu decisamente più intenso, la Grande barriera corallina è la vostra destinazione (occhio agli squali però!).
Foto | Flickr

Con il freddo che inizia a fare l’idea di una bella trasferta in una terra calda e assolata sarà balenata in più di una mente. Ecco dunque ben 10 motivi per dare seguito a questi pensieri vagabondi e prenotare un volo per la lontana terra di canguri e koala, l’Australia (dove in questi giorni le temperature superano di molto i 20 gradi).
Intorno alla grande isola troverete una splendida barriera corallina che, squali a parte, ospita una notevole varietà di pesci da ammirare. Sidney, col suo grande ponte, i parchi e il cibo delizioso, è il secondo motivo per fare un salto in Oceania, insieme alla grande roccia rossa nota come Uluru e alla passione dei locali per il BBQ (barbecue).
A seguire troviamo le rinomate zone vinicole del Margaret River, della Barossa Valley e della Hunter Valley. E le grandi spiagge della costa ovest. Merita un cenno anche la città di Perth, che vanta un parco enorme e la birra migliore d’Australia e le strepitose onde che permettono di godersi il surf partendo da spiagge bianchissime e superbe. Concludiamo con la giungla tropicale, dove osservare uccelli e animali e farsi un bel bagno nel fiume.
Via | Nomadic Matt
Foto | Flickr

Bondi Beach, Sidney, Australia, è stata premiata durante il World Travel Awards dello scorso novembre, come la migliore spiaggia del mondo per il 2009. Il nome di questa spiaggia, dove tra le altre cose si tiene uno dei beach party più famosi a livello planetario, deriva da un termine aborigeno, traducibile come “”rumore d’acqua che si infrange sulle rocce”.
Se i trasporti pubblici di Sidney non sono un granché, i parcheggi a Bondi (un sobborgo di Sidney) possono rappresentare un problema maggiore, quindi, se potete, lasciate l’auto a casa. Meglio arrivare con la metro fino alla fermata di Bondi Junction, e da lì prendere un bus per la spiaggia. Gli autobus partono ogni 10 minuti, ogni 15 dopo le 19:30 fino a mezzanotte; dopo la mezzanotte di corse se ne effettuano una ogni ora, tranne il venerdì e il sabato, quando partono ogni mezz’ora per tutta la notte.
Ogni domenica, nell’adiacente Bondi Beach Public School, si tiene il mercato di Bondi Beach, ma in effetti, tutto intorno la spiaggia, non mancano occasioni per fare lo shopping. Per gli eventi (mostre, feste e concerti) c’è il Pavilion Community Center e per tutto il resto, beach party compresi, c’è la spiaggia.
Foto | adh_.