Un nuovo punto di vista sull’antichità romana e sui fasti della Capitale è stato aperto ieri nell’area del Palatino e, da quello che ho capito, rappresenta un luogo di grande interesse e suggestione da inserire assolutamente nel percorso di una visita a Roma. Si tratta della terrazza ricavata sulle antiche Vigne Barberini, nel luogo dove la nobile famiglia aveva allestito il proprio “orticello familiare”: la Vigna-terrazza è collocata allo spigolo del Palatino che sovrasta l’arco di Costantino e il Colosseo. Da qui inizia una sequenza da kolossal cinematografico, ma di vera storia, con i monumenti a distanza ravvicinata o in una inedita prospettiva, “infilati” uno nell’altro come gli archi di Tito e Settimio Severo nel Foro. Insomma si è in alto, ma non troppo in alto.
Dal 1909, quando la proprietà dei terreni passò dalla famiglia Barberini al demanio dello Stato, la terrazza non era mai stata aperta al pubblico. Ora alla Vigna si arriva dall’arco di Tito: faccia all’arco si sale a sinistra per il Clivo Palatino per circa 150 metri come detto, fino a una breve galleria ancora sulla sinistra, che una cancellata sbarrava al pubblico. Superata la galleria si è nella Vigna che ha ancora l’aspetto di campagna. La soprintendenza speciale per i beni archeologici diretta da Angelo Bottini, ha mantenuto il prato verde circondato, meglio protetto per due lati da un muro come un improvviso horto secreto.
Se vi è venuta voglia di dedicare un weekend alla scoperta di questo immenso spaccato della storia di Roma, ricordate che Foro Romano, Palatino, e Colosseo sono aperti tutti i giorni dalle 8,30 ad un’ora prima del tramonto. Un ticket unico permette l’ingresso ai tre siti: l’intero costa 9 euro, il ridotto 4,50. Info e prenotazioni al numero 06-39967700.
Foto | shadowgate
Continuano all’EUR a Roma i lavori per la costruzione del Mare Nostrum Aquarium. 14.000 metri quadrati fuori terra ed oltre 7.000 metri quadrati interrati che ospiteranno questo particolare acquario, dove tra le enormi vasche nuoteranno “pesci virtuali“, accompagnati da animali malati bisognosi di cure. Insomma una struttura all’insegna del virtuale, dove più che vedere, si potrà imparare sulla storia e sullo stato del nostro mar Mediterraneo.
La struttura è progettata interamente sotto la massa d’acqua del lago come una passeggiata sul fondo marino. Si avvarrà, per le scene riproducenti la vita viva del Mediterraneo, di tecnologie idrauliche (cascate d’acqua), meccaniche (moto ondoso), audio (rumori del mare), olfattive (odori del mare), d’illuminazione (alba-tramonto, notte-giorno), audiovisive, robot interattivi, tecnologie virtuali, schermi giganti in 3D. Saranno tutti effetti spettacolari reali della vita passata e presente del Mediterraneo, capaci di entusiasmare grandi e piccoli con la riproduzione scientifica reale dei fenomeni naturali. skyscrapercity.
Però siamo in Italia, per cui il progetto ha già creato due opposte fazioni, pro e contro l’acquario. I pro sostengono l’opera come necessaria per rinnovare l’immagine dell’EUR e di Roma, e per dare ossigeno all’economia ed occupazione della capitale, mentre i critici, oltre a dubitare della capacità attrattiva del progetto, lamentano la modifica della sistemazione urbanistica del laghetto, una delle poche opere realmente godute da tutti i romani.
Una sola speranza accomuna tutti; che alla fine non si riveli l’italica cattedrale nel deserto.