
Non è capitato a queste splendide ragazze, ma ad una coppia di turisti, anche loro provenienti dal paese del sol levante, di vedersi consegnare un conto di 695 euro, 579,5 per il pasto e 115, 50 per la mancia. I due malcapitati, a detta del ristoratore, non si sarebbero lamentati del conto, anzi avrebbero ringraziato, si sarebbero fatti scattare la fotografia di rito con il cameriere, e sarebbero usciti soddisfatti dal ristorante Passetto, di Roma a due passi da piazza Navona.
Sta di fatto che una volta usciti , dopo aver consumato linguine all’astice, aragoste, ostriche, spigola, dessert, il tutto sorseggiando del Sauvignon (per la versione del ristoratore avrebbero consumato anche tartufo e funghi porcini), i due si sono diretti alla stazione di polizia denunciando l’accaduto. Risultato: la polizia ha prima riscontrato che i prezzi praticati ai due turisti non corrispondevano a quelli descritti sul menu, poi ha chiamato gli ispettori della ASL, che hanno fatto chiudere il locale a cause di gravi carenze igienico sanitarie( ambienti sporchi e frigoriferi non funzionanti). Il Sindaco Alemanno e il Codacons, commentando l’accaduto, per una volta concordano; in casi come questi le norme dovrebbero prevedere la possibilità del ritiro della licenza.
Navigando sul web ho riscontrato che il sito ufficiale del ristorante non riporta il listino prezzi, ma che questo è altamente raccomandato ai turisti da Frommer’s (un sito molto frequentato dai turisti di lingua inglese) che ne decanta il rombo alla passetto; su Tripadvisor ho trovato solo due buone recensioni ed una terza che segnalava quest’ultimo fatto di cronaca. Che dire? Chiedete sempre prima il menu, anche quando il cameriere arriva con carta e penna per prendere le ordinazioni al “volo”.
Aggiornamento qui.
Via | L’Occidentale.
Foto | M.a.t.t.i.a.
Se tra i vostri bookmark avete quello del portale virtuale ufficiale del Turismo italiano, potete anche cancellarlo perchè vi rimanderebbe ad una malinconica pagina di errore. Il portale www.italia.it infatti non funziona più, da quando il Ministro dei Beni Culturali ha deciso che era inutile continuare a spendere soldi per un progetto che non funzionava.
E di soldi, questo progetto ideato dall’allora ministro per le Innovazione Lucio Stanca (precedente governo Berlusconi), ne ha richiesti tanti (7 milioni di euro spesi sui 45 stanziati), e di questa spesa ora la Codacons si prepara a chiederne ragione alla Corte dei conti.
In un momento in cui il paese con il più grande patrimonio culturale al mondo, con un’incredibile e varia offerta turistica, si trova a fronteggiare la concorrenza turistica di paesi emergenti e l’emergenza rifiuti, che oltre a pesare sui cittadini campani, incide negativamente sull’immagine turistica del bel paese, in un periodo dell’anno poi durante il quale all’estero si programmano le vacanze estive, beh, in tutto questo marasma anche il portale turistico italiano smette di funzionare. News via Il Velino, foto via the bbp.