
Le fratte, ovvero la boscaglia, i rovi, la sterpaglia, un luogo dove è difficile inoltrarsi, tant’è vero che a Roma, quando una coppia vuole stare tranquilla, sicura di stare appartata, s’infratta. E Sant’Andrea, quando fu costruita, si trovava ai margini della città, dove stavano le fratte. Stiamo parlando della Basilica di Sant’Andrea delle Fratte, in Via di Sant’Andrea delle Fratte 1, a due passi da Piazza di Spagna.
La chiesa, costruita su progetto di Francesco Borromini, offre diversi spunti agli appassionati di architettura, ad iniziare dal campanile e dal disegno della cupola, che rimanda alla croce di Sant’Andrea, anche se i più la conoscono per i due Angeli, opera di Gian Lorenzo Bernini.
Se poi siete stanchi, e volete riposare un secondo, visitate il chiostro annesso alla chiesa. Nessuna opera da ammirare, anzi forse l’aria è quella dei luoghi un po’ abbandonati, ma davanti alla fontana coperta di muschio, tra cipressi e limoni, potete ritrovare un attimo di tranquillità. La chiesa è visitabile dalle 8 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, il chiostro solo la mattina.
Tra le tante altre cose da vedere a Roma, Caravaggio a Sant’Agostino, Raffaello e Bernini (e Caravaggio) a Santa Maria del Popolo, Michelangelo a San Pietro in Vincoli, oltre a San Pietro, magari dall’Aventino.
Foto | Lalupa. | Jensens | SteO153 | Torvindus | MarkusMark.

Una chiesa davvero particolare quella di Borgund, una delle poche interamente in legno (chiamate Stavkirke) arrivate ai giorni nostri.
La chiesa risale al 1180, ed è forse la meglio preservata del suo genere: questo tipo di costruzioni, con la struttura portante interamente in legno, era infatti tanto comune nel medioevo quanto “fragile”, tant’è che ne sono rimasti in piedi pochi esempi, la maggior parte dei quali in Norvegia.
Entrando sembra davvero di tornare indietro di mille anni: solo legno, niente marmo, nessuno sfarzo, un’architettura all’apparenza semplice ma in realtà molto complessa per l’epoca. Anche l’esterno è degno di nota ed è sicuramente inusuale, tanto che se non fosse per la croce ed il campanile probabilmente molti non penserebbero neanche si tratti di una chiesa.
Foto | zoetnet, Micha L. Rieser

Nonostante una certa naturale attrazione dei turisti per il mare, la parte interna e collinosa di Barcellona presenta diverse attrazioni interessanti. Se vi siete arrampicati fino al Parc Guell, del quale si è già parlato, con un piccolo sforzo potete raggiungere la Collina del Tibidabo.
Qui siamo davvero ai confini dela città, a più di 500 metri di altezza. Oltre al panorama notevole, è possibile visitare il Templo Expiatorio del Sagrado Corazón, che può senz’altro vantare il sito web con la canzoncina più kitsch di sempre, e il Parque de Atracciones, che invece ha quella più magnetica di tutti i tempi.
Quest’ultimo è un luna park non grandissimo ma molto antico, secondo per anzianità in Europa solo al Prater di Vienna. Si può raggiungere il Tibidabo direttamente in bus o in bus + funicolare, come spiegato in questa pagina.
Foto | Wikimedia Commons
La tradizione racconta che un nobile patrizio romano Giovanni e la moglie, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per costruire una chiesa da dedicarle. La Madonna apparve a tutti e due gli sposi la notte fra il 4 e il 5 agosto, designando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa. I coniugi riferirono a papa Liberio il sogno fatto da entrambi, scoprendo che anche il papa aveva fatto lo stesso sogno, Liberio si recò sul luogo indicato: il colle Esquilino; lo trovò, nonostante si fosse in piena e torrida estate, coperto di neve. Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio a spese dei nobili coniugi che ne avevano fatto promessa alla Madonna. SuperEva.
Per ricordare quell’evento, anche quest’anno, una pioggia di petali bianchi cadrà sui fedeli che si riuniranno davanti a Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche patriarcali di Roma, a ricordo di quella miracolosa nevicata.

Sono rimasta molto incuriosita da questa fotografia, che immaginavo riprendesse un antico edificio pre-colombiano, e grande è stata la sorpresa, quando invece ho letto che si tratta di una chiesa, dedicata al nostro San Francesco d’Assisi, qui ripresa dal retro.
Siamo a Ranchos de Taos nel New Mexico, negli Stati Uniti, stato soprannominato “lo stato spagnolo”, perchè qui lo spagnolo è lingua ufficiale accanto all’inglese, in una valle scavata da un piccolo tributario del Rio Grande. Qui nel 1772 i padri francescani, al seguito degli spagnoli, iniziarono a costruire una missione, che fu completata nel 1815. Per molti l’edificio è il più bel esempio di costruzione in cotto degli Stati Uniti.
Sicuramente ha colpito l’immaginazione di molti, segnando lo stile di altre missioni costruite durante l’epoca del dominio spagnolo in questa parte del continente, quella di diversi artisti come di Georgia O’Keeffe che l’ha rappresentato in un bella tela ad olio, dei governanti che l’hanno inserita nella lista degli edifici storici made in U.S.A.
Foto di longhorndave | miheco | Lori_NY.




Skopje, torre di avvistamento ai confini dell’antico regno macedone, crocevia di genti, sospesa tra la Mezzaluna e la Croce, sta vivendo un forte risveglio economico e turistico, tanto che la CNN gli dedica un bel pezzo, dal titolo “Skopje, la gemma nascosta dei Balcani”.
Diverse le “cose da vedere”, ripercorrendo il nastro di una storia che passa sotto le dominazioni dei Romani, Bizantini ed Ottomani; il Forte di Kale, il Monastero di san Pantaleone, la Moschea di Mustafà Pasha e quella di Aladija, l’acquedotto romano ed il ponte di pietra, per finire con una passeggiata nella città vecchia di Skopje, compresa tra il la fortezza ed il fiume Vardar.
E nella città vecchia, tappa d’obbligo nel bazaar turco, “Carsija, dove oltre a respirare l’aria della passata dominazione ottomana, si rischia di fare qualche buon affare, magari tra le tante gioiellerie che si trovano in questa parte della città. Si sbarca all’aeroporto internazionale Alessandro il Grande di Skopje, e si può girare senza spendere troppo in taxi, visto che una corsa in media sta sui 200 dinari (scendere sempre in posti conosciuti però).
Foto di David Edgar | Dominik.Tefert | Svilen Enev | Yemc | anjči | Panoramas.



La Helligaandskirken, o Chiesa dello Spirito Santo, e il monastero Helligaandshuset (Casa dello Spirito Santo) che lo circonda sono tra i luoghi di culto più belli della capitale danese, situati in pieno centro della città (mappa).
Il monastero in particolare risale al tredicesimo secolo, ed è l’unica struttura medievale di rilievo storico ed architettonico (benchè restaurata nel corso dei secoli) che è scampata ai grandi incendi che hanno devastato la città nel 1728 e, insieme alla collegata chiesa, ha adempiuto a vari compiti nell’arco della sua lunga storia, compreso quello di convento ed ospedale.
Oggi, oltre a visitare la bella chiesa, è possibile entrare nelle sale dell’antico monastero dove si trovano spesso mercati di libri e dischi usati. Inoltre ogni giorno alle 12 è possibile assistere gratuitamente ad un concerto per organi. Sul sito della chiesa, purtroppo solo in danese, è disponibile il programma completo degli eventi, che sono numerosi e sicuramente affascinanti, data anche la location che ci porta indietro nel tempo di svariati secoli.
Foto | Ib Rasmussen
Pensi alla Repubblica Ceca e ti viene in mente Praga, ma sono in realtà molti i posti da visitare nei dintorni della capitale ceca. Per evitare però di andare alla… cieca, un consiglio è quello di virare verso la Boemia centrale per visitare Kutná Ora, splendida cittadina patrimonio Unesco di 20.000 abitanti, famosa in particolare per la maestosa chiesa gotica di Santa Barbara.
Senza la frenesia del turismo esasperato e un po’ caciarone della capitale, qui si può ancora respirare una certa tranquillità, passeggiando per le vie medievali del centro, con alcune vetrine, ma sempre meno, ancora allestite in stile sovietico. Magari, se siete fortunati, riuscirete anche a vedere qualche Trabant, l’auto simbolo di quel periodo.
Kutná Ora si raggiunge comodamente in treno in un’ora da Praga, in due ore e mezzo da Brno.
Praga è la città adatta a voi, che amate scoprire dettagli e ‘chicche’ poco conosciute ai più. Per godere in modo veramente originale i panorami e le strade della città noi vi consigliamo di approfittare dei giri turistici in auto d’epoca. Le trovate nei dintorni di Starometske namesti, la piazza della celebre Torre dell’Orologio.
L’atmosfera vagamente gotica e surreale della città è resa in pieno dalle opere di David Cerny. Per darvene un’idea, basta che vi citi i suoi pinguini illuminati sulla riva del fiume, o i neonati giganti nell’isola di Kampa, per non parlare della statua di san Venceslao in sella a un cavallo morto, sospesa al soffitto della galleria Lucerna (Lucerna pasaz). Basta alzare lo sguardo e…
Dal punto di vista architettonico, vi aspetta una costruzione davvero bizzarra: viene soprannominata Ginger e Fred, la Casa danzante (Rasinovo nabrezi 80). E non perdetevi neanche l’unico lampione cubista del mondo, che ha sede proprio in questa città (Jungmannovo namesti).
Foto | Sara Regimenti
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Sarà presentata questa mattina la nuova guida “Le Vie del Sacro” al Museo Diocesano di Genova presenti il governatore della regione Claudio Burlando e l’assessore regionale al turismo Margherita Bozzano. Una guida che ripercorre le orme dei pellegrini lungo il tratto ligure della via Francigena alla scoperta di santuari, abbazie, monumenti e chiese, immersi in uno stupendo paesaggio sospeso tra i monti e il mare.
La guida, già presentata a Roma durante il Festival Internazionale degli Itinerari dello Spirito, si compone di 11 itinerari da percorrere in auto, in bicicletta o a piedi, tra Sarzana a Ventimiglia, descritti anche attraverso carte stradali, itinerari, cartine monografiche, foto, notizie storiche e informazioni che allargano l’orizzonte turistico da quello di carattere prettamente religioso.
La Regione Liguria nei mesi scorsi è diventata socio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene. Scopo dell’iniziativa promuovere i territori attraversati sotto il profilo storico, culturale e turistico , scambi e cooperazione fra i vari paesi europei e l’offerta turistica collegata all’antico itinerario storico e giubilare.
Foto | francesco sgroi.

Tutta la parete di roccia che affaccia sulla foce del Huécar era punteggiata da Casas Colgadas (case sospese), di cui se ne conservano solo tre, molto ben restaurate all’inizio di questo secolo. Si tratta di edifici di origine gotica popolare. Se ne conservano alcuni elementi originali nella parte che accoglie il Museo di Arte Astratta Spagnola. All’interno, abbondano gli elementi lignei. La facciata esterna, rinascimentale, proviene da un vecchio palazzo di Villarejo de la Peñuela. La casa sulla sinistra (cucina del Mesón) prese il nome di Casa della Sirena. Spain.Info
Le Case Sospese si trovano a Conca, se la vogliamo chiamare con il nome con cui fu fondata dai romani, Cuenca se parliamo spagnolo, una importante città nella regione della Castiglia- La Mancia (la stessa di Toledo e Don Chisciotte per intenderci). Più o meno a metà strada tra Madrid (distante 170 chilometri) e Valencia (a 200 chilometri), la Città storica fortificata di Cuenca è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1996.
A Cuenca, che tra le altre cose è gemellata con L’Aquila, oltre per le case sospese (compreso il museo dell’arte astratta al loro interno) ci si va per visitare la cattedrale, costruita sopra una moschea araba dopo che la città fu strappata ai mori di Spagna, il palazzo vescovile e il museo di arte sacra ospitato al suo interno, l’alcazar arabo, riconvertito per alcuni secoli in sede della Inquisizione e la torre Mangana, che è quanto resta di una fortezza araba.
Foto | javier.losa.

Su tutte le mappe, il Castello di Mazzarino è definito Castelvecchio. Anzi, in qualcuna, con superflua e sgradevole ripetizione, Castello Castelvecchio. A tutti i Mazzarinesi, però, il Castello è noto come “U CANNUNI”, con l’unica torre cilindrica, quasi “cannone”, che si erge impettita verso il cielo. Sorge a nord dell’abitato e, tuttavia, tanto vicino a questo da dare l’illusione di poterlo toccare, allungando la mano dallo spiazzale dell’Immacolata. E’ rimasto ancora ad esso l’aspetto di nobile decaduto e continua a dominare la cittadina, in posa di sfida e di protezione. Il Castello è stato e continua ad essere il cordone ombelicale che lega i Mazzarinesi al proprio paese. Comune di Mazzarino.
Il Paese è stato dichiarato città d’arte ed al turista può offrire diversi spunti per una visita, come i resti del castello, il Palazzo Branciforte, diverse basiliche e chiese, partendo dall’incompiuta Santa Maria della Neve e la barocca Basilica Maria SS. del Mazzaro; poi in contrada Sofiana si trova Philosophiana, un abitato romano-bizantino, e sul monte Disueri sono stati rinvenuti resti di una necropoli preistorica.
Mazzarino si trova in provincia di Caltannissetta, da cui dista 25 chilometri, la stessa distanza (più o meno) che la separa da Piazza Armerina (dove hanno inventato i bikini), ed è ad una cinquantina di chilometri dall’autostrada A 19, la Palermo - Catania (uscita Caltannissetta) . Il prossimo 8 dicembre i mazzarinesi festeggeranno l’Immacolata Concezione, dalle 15 fino a tarda serata, con una processione durante la quale la statua dell’Immacolata viene portata per le strade del paese. La festa si concluderà con una breve funzione religiosa di ringraziamento e con uno spettacolo di fuochi di artificio. Durante l’Immacolata, nei panifici del paese è possibile acquistare “le muffolette”, forme di pane, con aggiunta di zucchero e semi di finocchio “a cimina duci”.
Foto | Giuseppe Bognanni.