
L’Italia porta il segno della civiltà romana in tanti aspetti del nostro vivere quotidiano, che o non ne siamo più coscienti o tendiamo a appiattire il nostro retaggio solo su questi segni; ma l’Italia è tante altre cose, portate da altre civiltà, alcune molto note come quella Etrusca, altre meno come quella del Sannio.
Guardate la fotografia; siamo a Pietrabbondante, oggi Molise, ma in un’epoca lontana, terra del Sannio, di popolazioni che la tradizione romana ci ha tramandato come bellicosa e poco civilizzata. Ora immaginiamoci una città sannitica, forse Bojano, e la sua gente andare a teatro, magari scendendo le scalinate del tempio sovrastante, e godersi lo splendido panorama aspettando l’inizio dello spettacolo. Forse partendo da queste piccole scoperte che si possono rileggere pezzi della nostra storia, depurandola della propaganda di chi alla fine ha vinto.
E se poi non siamo appassionati storici o archeologi, niente paura, perchè basta seguire le indicazioni che Stefano ha lasciato sul suo bel Blog, per scoprire cosa altro può offrire, una passeggiata in un piccolo paese del Molise.
Foto | P1etro.
E’ difficile girare per le strade di Tuscania senza imbattersi nell’imponente profilo della chiesa di San Pietro, che con la sua imponente abside, sta impettita come signora d’altri tempi sopra l’acropoli degli etruschi; bisogna girarsi verso l’altro orizzonte o perdersi per le vie della città per non vederla.
Gita fuori porta a Tuscania, nella Tuscia viterbese, passando per la strada che da Tarquinia sull’Aurelia si addentra per meno di trenta chilometri all’interno di una bellissima campagna, povera di tracce di “civiltà”, tanto da suggerire di passarci un week-end in agriturismo o B&B, dividendo le giornate in visita per le due città etrusche.
Una giornata piena a Tuscania, tra le strade (passate per via degli Archi), le chiese (più Santa Maria delle Rose che il Duomo), il bellissimo parco di Lavello, dove ci si riposa, godendo della vista di San Pietro e Santa Maria Maggiore (da visitare entrambe) magari dopo aver mangiato nella trattoria da Alfreda.
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Immersa nel parco regionale dei Castelli Romani, e favorita da un micro clima particolare, Nemi è conosciuta come il paese delle fragole che, raccolte nei boschi circostanti, danno ai paesani il pretesto per la sagra delle fragole (prima domenica di giugno), ai turisti l’occasione di assistere al corteo delle fragolare, e agli orafi l’idea per la loro creazione più originale, la Fragola d’Oro, un gioiello d’oro e d’argento, realizzato a partire da una vera pianta di fragole (per tacere poi del Fragolino di Nemi).
A poco più di 10 chilometri da Castel Gandolfo, la residenza estiva del Papa, percorrendo la panoramica via dei Laghi (obbligatoria la deviazione per strada in salita-discesa muniti di bottiglia d’acqua…), Nemi sui Colli Albani sa come si accolgono gli ospiti, tanto da essersi meritata la bandiera arancione del TCI.
D’obbligo una passeggiata per il centro storico, da dove si gode di una splendida vista sull’omonimo lago, magari gustando una coppa di fragole alla panna, e una puntata in basso fino al lago, dove ha sede il Museo delle Navi di Nemi, recentemente arricchito con reperti recuperati nella zona dei colli.
Foto Deblu68 | Kleuske | sunshinecity .




A poco più di venti chilometri da Roma, lungo la via Appia, Castello, come quelli dei colli chiamano Castel Gandolfo, è nota più per essere la residenza estiva del Papa, che per le sue bellezze, che le hanno meritato l’ingresso nel club dei Borghi più belli d’Italia.
Il Palazzo pontificio che si affaccia sulla piazza dove si trova la fontana del Bernini, le ville della nobiltà romana che qui si ritrovava; villa Torlonia, villa Cybo, villa Barberini. Le chiese, tra le quali la Chiesa di San Tommaso di Villanova, il borgo medievale e il belvedere sul lago, che da solo per noi romani è motivo per una passeggiata fino a Castello.
Feste ed eventi religiosi a parte, a Castello, come su tutti i colli, ci si viene per prendere il fresco per sfuggire alle torride giornate estive, ma a giugno c’è un motivo in più per salire qui, ed è la sagra del lattarino che viene offerto fritto, accompagnato dal bianco Doc dei castelli.
Foto | luigig | Guido_961 | Mikuzz | spettacolopuro
Una passeggiata accompagnati da Sandro, a Noci, in Puglia, che parte e si conclude a via Porta Basento, attraversando le gnostre di questo paese della Murgia, abbarbicato su di una collina, a metà strada dall’Adriatico e dallo Ionio. Tanti esempi dell’arte così detta minore, per una passeggiata fuori dal tempo.
Le gnostre sono piccoli spazi che si aprono nel centro antico di Noci tra le viuzze che lo caratterizzano. La loro peculiarità è la presenza di tre lati chiusi e di un solo lato aperto verso la strada principale. Sono dei vicoli chiusi che sfruttano l’interspazio tra le abitazioni circostanti per determinare un’area che è al tempo stesso semi-pubblica e semi-privata. wikipedia.
Video di Sandro Montinaro.

Su tutte le mappe, il Castello di Mazzarino è definito Castelvecchio. Anzi, in qualcuna, con superflua e sgradevole ripetizione, Castello Castelvecchio. A tutti i Mazzarinesi, però, il Castello è noto come “U CANNUNI”, con l’unica torre cilindrica, quasi “cannone”, che si erge impettita verso il cielo. Sorge a nord dell’abitato e, tuttavia, tanto vicino a questo da dare l’illusione di poterlo toccare, allungando la mano dallo spiazzale dell’Immacolata. E’ rimasto ancora ad esso l’aspetto di nobile decaduto e continua a dominare la cittadina, in posa di sfida e di protezione. Il Castello è stato e continua ad essere il cordone ombelicale che lega i Mazzarinesi al proprio paese. Comune di Mazzarino.
Il Paese è stato dichiarato città d’arte ed al turista può offrire diversi spunti per una visita, come i resti del castello, il Palazzo Branciforte, diverse basiliche e chiese, partendo dall’incompiuta Santa Maria della Neve e la barocca Basilica Maria SS. del Mazzaro; poi in contrada Sofiana si trova Philosophiana, un abitato romano-bizantino, e sul monte Disueri sono stati rinvenuti resti di una necropoli preistorica.
Mazzarino si trova in provincia di Caltannissetta, da cui dista 25 chilometri, la stessa distanza (più o meno) che la separa da Piazza Armerina (dove hanno inventato i bikini), ed è ad una cinquantina di chilometri dall’autostrada A 19, la Palermo - Catania (uscita Caltannissetta) . Il prossimo 8 dicembre i mazzarinesi festeggeranno l’Immacolata Concezione, dalle 15 fino a tarda serata, con una processione durante la quale la statua dell’Immacolata viene portata per le strade del paese. La festa si concluderà con una breve funzione religiosa di ringraziamento e con uno spettacolo di fuochi di artificio. Durante l’Immacolata, nei panifici del paese è possibile acquistare “le muffolette”, forme di pane, con aggiunta di zucchero e semi di finocchio “a cimina duci”.
Foto | Giuseppe Bognanni.

Dal 4 al 6 settembre il Festival dei Borghi più belli d’Italia celebrerà per la quarta volta gli angoli più suggestivi della nostra penisola. Il festival, che promuove i 183 borghi più belli della penisola, sparsi lungo tutto lo stivale, quest’anno si svolgerà in Trentino, tra Rango e San Lorenzo in Banale, ai piedi delle Dolomiti di Brenta.
Si parte venerdì 4 settembre a San Lorenzo dove, dopo i saluti ufficiali, ci si incontrerà in piazza per l’aperitivo, per continuare il 5 e il 6 a Rango, dove tra stand ed offerte culinarie, seminari e spettacoli per le famiglie, si potrà assistere ad un concerto di Niccolò Fabi.
Una curiosità: dei 183 borghi ben 22 si trovano in Umbria, mentre solo per il Molise non è citato alcun centro tra i Borghi più belli d’Italia. Dimenticanza? Nel caso lasciate qua le vostre segnalazioni.
Foto | del frate claudio.
Tra il mare e i piedi del Monte Tuttavista, sorge Orosei, adagiato sulla piana bonificata del fiume Cedrino. Ci troviamo nel territorio delle Baronie, nella Sardegna centro orientale, di cui Orosei (facilmente raggiungibile tramite l’orientale sarda (S.S. 125) che la collega al porto e all’aeroporto di Olbia) è il capoluogo storico.
Il mare è certamente l’elemento che domina i paesaggi di Orosei e si contraddistingue per i suoi colori variegati e le sue incantevoli trasparenze. Magnifici gli scorci di questa costa, ora alta, con falesie a strapiombo sul mare (nel confinante territorio di Dorgali), ora bassa, sabbiosa e incorniciata da pinete, macchia mediterranea e scogli di granito rosa e basalto. La sua qualità è stata riconosciuta dal conferimento delle cinque vele da parte di Legambiente. E non si può dimenticare che ci troviamo in un’area protetta di altissimo interesse naturalistico: Il parco nazionale del Gennargentu - Golfo di Orosei.
Ma grazie ad una posizione privilegiata, Orosei consente inoltre di affiancare al mare splendide escursioni nell’entroterra della Baronia alla scoperta dei borghi, su tutti Galtellì, pittoreschi paesaggi naturali e monumenti storici. Dal paese partono numerose e varie escursioni naturalistiche nel territorio circostante che permettono di conoscere ed apprezzare l’interno.
Un buon punto per iniziare la ricerca di una struttura per soggiornare nel comprensorio di Orosei è Sardegne.com, dove sono presentati molti hotel, come l’hotel Baia Marina, un 3 stelle con prezzi che partono da 80 euro, o l’hotel Alba Dorata Beach Club Resort, un 4 stelle, ma anche diversi residence e case vacanze.
Slideshow | Il Giramondo.net.
Un piccolo borgo medievale in provincia de L’Aquila ha resistito al terremoto: ricostruito con materiali antichi e solai leggeri fatti di legno non ha subito “nessun tipo di danno”. Ma altre costruzioni ristrutturate con il cemento non ce l’hanno fatta, sono crollate. Santo Stefano di Sessanio, posto a 1.250 metri di altitudine, ha conosciuto il dramma dei crolli soltanto per una parte del suo patrimonio di roccia calcarea: quella ristrutturata negli annì60-’70, come la Torre Medicea che se non avesse subito l’installazione di “un tappo di cemento” sarebbe “rimasta ancora in piedi”. Il Sussidiario.Net.
E’ crollata la Torre Medicea a Santo Stefano, ma il borgo, che conobbe il suo periodo di massimo splendore sotto la signoria dei Medici, che controllavano il ricco commercio della lana “carfagna”, qui prodotta e poi lavorata in Toscana e venduta in tutta Europa , è rimasto su, molto probabilmente grazie all’intelligente opera di una coppia di imprese ( quella di un imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren e quella dello studio associato Di Zio-Di Clemente,Di Clemente) , che qui hanno ricostruito diverse abitazioni, per creare un albergo diffuso, il tutto con 5 milioni di euro.
L’albergo diffuso di Sextantio offre la possibilità di pernottare in diverse camere sparse tra 5 case ed un palazzo, che si è cercato di restaurare ed arredare rispettandone la storia, attraverso un importante opera di ricerca; al Sextantio fa capo anche il ristorante la Locanda sotto gli archi. Quando tutto sarà finito, soggiornare da queste parti potrebbe essere un modo per capire come sia possibile pensare e realizzare un altro modello di sviluppo.
Foto di qualche tempo fa di kruder396 e di wolfango, qui nella gallery di Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo.
L’intervallo RAI; chissà quanti saremo a ricordarlo. Io me lo ricordo, e ricordo anche che, bambina, mi chiedevo dove mai si trovassero quelle cartoline che scorrevano in bianco e nero.
Ai più bravi propongo un gioco: indovinare da quale regione sono spedite le cartoline che compaiono nel video. In ordine di comparizione: Gratteri, Apecchio, Caccamo, Visso, Sortino, San Ginesio, Sutri, Civitanova Marche, Pozza di Fassa , Matelica, Montecavallo. Potete controllare il vostro risultato con il video; se poi avete “preso” anche le province, siete proprio dei Folco Quilici.

A qualcuno questo post potrà sembrare un’anticipazione di stagione, circondato com’è da settimane bianche, offerte per san Valentino, viaggi ai tropici, ma se si è abituati ad avere contatti con l’estero (tipo la Germania) si sa che da quelle parti le prenotazioni per l’estate iniziano a gennaio, per cui io me la cavo dicendo che mi sto adeguando agli standard europei. E poi non è colpa mia, ma di Laura, che ci ha mandato questo pezzo, così pieno di passione, che ho pensato di riportarlo per intero, corredandolo con la mappa e delle fotografie (basta cliccare sulle puntine o visitare la gallery) che trovate qui di sotto.
Se vi viene voglia di affittare una casa, un appartamento o una villa, un buon punto di partenza è consultare il sito Siciliae.com, ma ora lascio parlare Laura:
Tra Palermo e Milazzo si estende la costa settentrionale della Sicilia, quella che si affaccia sul Mar Tirreno. Durante la stagione estiva le strade costiere sono affollatissime di viaggiatori, attratti qui dal bellissimo litorale e da un altrettanto ricca zona interna. Tutta la fascia costiera è un susseguirsi di località balneari, spiagge e paesini quasi esclusivamente dediti al turismo.
Di buone ragioni per visitare il nord della Sicilia ce ne sono tante. E una di queste è passare le proprie ferie in una località della costa tirrenica o delle vicine zone interne.
Cefalù con la bella spiaggia a mezzaluna su cui si affaccia è la meta più frequentata di tutta la costa.
Continua a leggere: Alla scoperta della costa tirrenica della Sicilia, accompagnati da Laura
Il video si riferisce al presepe dell’edizione 2007, ma la prima edizione del Presepe Vivente di Lugnano in Teverina risale al 1978, per cui quest’anno si arriva a 30, trenta edizioni di un evento costruito con la passione e dedizione dei lugnanesi che da allora ad oggi si sono avvicendati nell’allestimento di quest’evento.
Lugnano in Teverina, provincia di Terni, si inerpica su di un colle da dove lo sguardo spaziare lungo tutta la valle del Tevere fino ai Monti Cimini; il borgo è facilmente raggiungibile da Roma, da cui dista circa 110 km, tramite l’A1 uscita Attigliano.
Il programma prevede tre date, mercoledì 24 dicembre ore 22, domenica 28 dicembre ore 17:30, domenica 04 gennaio ore 17,30 (sul sito del comune tutto il dettaglio), quando oltre allo spettacolo del presepe si potranno gustare le specialità locali: bruschette, salsicce locali, formaggi locali, arrosticini di pecora, pizzarelle, il tutto annaffiato dal vino locale.