
Un Natale speciale nelle dimore aristocratiche della Repubblica Ceca: antiche dimore e castelli d’altri tempi aprono le loro porte a tutti per ospitare i mercatini, gli spettacoli, le mostre/mercato di artigianato con i prodotti della tradizioni e gli affascinanti presepi viventi.
E’ un mondo di feste ed eventi, fermo nel tempo, che comprende anche laboratori artistici e esperienze gastronomiche; prime date a novembre, il 12 e 13 e il 19 e 20 al castello di Kuks. Poi dicembre a Horovice nella Boemia centrale, nelle date 3-4, 10-11 e 17-18 con le rappresentazioni in costume tipiche del periodo dell’Avvento.
Poi in Boemia orientale, al castello di Horsovsky Tyn sul fiume fiume Radbuza, a vedere le bellezze architettoniche barocche, dove il 18 e il 19 dicembre si terrà il mercatino di Natale nella piena tradizione boema. Ci si sposta infine nella Boemia settentrionale vicino a Turnov, ecco le visite guidate al castello di Hruby Rohozec, per andare a una vera festa nobile, ricostruita esattamente come si usava un tempo.
Immagini | CzechTurism

Siamo sul Mar Nero in Crimea, più vicini a Jalta che a Sebastopoli, ed il castello, il Nido di Rondine, si deve all’idea di un barone tedesco, il barone von Steingel, antesignano degli attuali signori del petrolio russi, visto che anche il barone aveva fatto fortuna grazie al petrolio del mar Caspio.
Così innamorato del posto, grazie ai proventi dell’oro nero, comprò il cottage, fatto costruire una venti di anni prima da un generale russo, e lo trasformò in quest’edificio che oggi domina questa scogliera (quelli bravi sanno che si parla di gotico scozzese). Peccato che non sia più stato ripristinato il giardino che circondava l’edificio, andato distrutto nel 1927 a causa di un terremoto.
Inutile dire che il Nido di Rondine oggi è una delle maggiori attrazioni della Crimea, anche se le moderne costruzioni costruite nei dintorni, gli hanno fatto perdere parte del fascino. L’ingresso è a pagamento, e se vi piace sappiate che potete anche fermarmi a mangiare qualcosa nel ristorante italiano che ne occupa la parte anteriore.
Foto di MeRyan | Argenberg | pixie_bebe | Tanya.K..
Il Castello di Ashford è già stato citato su questo blog come uno dei dieci migliori castelli d’Europa dove è possibile alloggiare. In questo post cerco di descriverlo brevemente, iniziando dalla posizione: siamo in Irlanda, vicini alla costa ovest, a circa 30 km a nord di Galway (mappa) e dal suo aeroporto. Non dimentichiamo poi che Galway è il punto di partenza ideale per chi vuole visitare le Cliffs of Moher, quindi è possibile abbinare queste due splendide opportunità.
Ma veniamo al castello: guardando le numerosissime foto sul sito dell’hotel converrete con me che è davvero spettacolare per architettura e posizione, e che le camere, dalla “base” fino alla suite passando per due livelli intermedi, sono altrettanto belle. Ovviamente non mancano un ristorante ed un centro benessere e la possibilità di partecipare a crociere fluviali, sortite di pesca, o di godersi una bella partita a golf nel campo privato dell’hotel.
Il costo del soggiorno è anch’esso interessante, con costi per camera doppia che oscillano dai 90 ai 180 euro a notte in base al periodo scelto e varie offerte promozionali per la primavera, weekend, eccetera.
Foto | Ashford.ie

Il castello di Bodiam, costruito a difesa delle coste meridionali dell’isola dai tentativi di invasione dei francesi durante la guerra dei 100 anni, si trova a circa 90 chilometri a sud di Londra, da dove può essere facilmente raggiunto seguendo la A20 prima e la A21 dopo.
Se chiedeste ai bambini di disegnare un castello, probabilmente vi disegnerebbero un castello bianco, con guglie e tetti a spiovere, costruito in cima alle montagne, Neuschwanstein style, od un castello, circondato da un fossato, con un ponte per passare sopra le acque, quattro torri ai lati e passaggi merlati, lungo tutto il perimetro, insomma il prototipo utilizzato per costruire il castello di Bodiam.
Esternamente il castello si presenta in tutta la sua imponenza, ed è facile immaginarlo immerso ai tempi della sua costruzione; internamente la costruzione non è altrettanto ben conservata, ma vale comunque la pena pagare le 6 sterline e mezza per entrare, ascoltare i 15 minuti del filmato che raccontano la storia del castello, e salire sulle torri, per godersi la vista sulla campagna circostante. Dal 13 febbraio, fino a tutto ottobre, è aperto tutti i giorni dalle 10:30 alle 5 del pomeriggio.
Foto | James Byrum.

Di ragioni per fermarsi a Saumur mentre si compie l’imperdibile giro della Valle della Loira in Francia, ce ne sono molte: i castelli, i mulini, i siti archeologici, le chiese, il bioparco, i giardini, i villaggi trogloditici. Ma anche i vigneti, le cantine sotterranee, le campagne e i tanti prodotti tipici.
Nel dettaglio, Saumur è una piccola città (di circa 30 mila abitanti) dominata da un bel castello del XII secolo che guarda il fiume e controlla il ponte dall’alto di una collina. Altri 11 manieri puntellano il territorio circostante, offrendo numerosi spunti agli appassionati delle fortificazioni e delle antiche ville turrite. Particolari e degni di visita anche i 3 mulini a vento - funzionanti - di Gasté, Goure e Sarre.
Gli appassionati di cavalli troveranno a Saumur qualcosa di loro interesse, dato che qui si trova la Scuola nazionale di equitazione, famosa per il Cadre Noir e gli spettacoli equestri.
Foto | Flickr

Il Comune di Bardi, dopo l’assegnazione della nuova gestione della Fortezza di Bardi, comunica che quest’ultima riaprirà i battenti in occasione del weekend di Pasqua e Pasquetta, dopo una sorta di “anteprima” che la renderà visitabile già in questo fine settimana (27-28 marzo).
La Fortezza risale al IX secolo, e venne ampliata significativamente alla fine del ‘400. Cento anni dopo divenne dimora del Principe Federico Landi, e successivamente presidio militare e sede del municipio. Oltre ad una passeggiata alla scoperta degli angoli più suggestivi, sono di rilievo gli interni, adibiti a musei.
Il Castello è situato a circa 60 km a sud-ovest di Parma, più o meno a metà strada tra la città emiliana e Genova, e potrebbe rivelarsi una interessante meta per una “gita” di un giorno. Per ulteriori informazioni potete fare riferimento, oltre che al link qui sopra, al Sito del Turismo di Parma oppure a Diaspro Rosso, sito dedicato alla fortezza che prende nome dall’omonimo minerale di cui è composto lo sperone roccioso che “ospita” il castello.

Nella vostra prossima visita a Berlino (ottima meta da frequentare per un break di Primavera), non dimenticate di passare in rassegna i castelli e i giardini di Potsdam, città tedesca a 30 chilometri dalla capitale, conosciuta come la Versailles tedesca per il gran numero di palazzi e parchi che furono usati come residenze dai re di Prussia.
E di queste meraviglie floreali e architettoniche potete trovare una agile quanto chiara descrizione, completa di mappa, nella brochure che trovate qui: in essa sono elencati i luoghi da vedere, le singole attrazioni, gli orari di apertura e chiusura, i prezzi dei biglietti e le informazioni su come arrivare utilizzando i mezzi pubblici.
Sono ben 30 i siti segnalati, tra l’Isola dei Pavoni, il castello di Charlottenburg, il Parco di Sanssouci, il castello dell’Aranciera, i Bagni romani, il Mulino a vento storico, la Casa delle macchine a vapore, il Palazzo di marmo, la torre di Flatow…

Siamo intorno al 1.500, il figlio illegittimo di un colonnello decide di lasciare di nascosto il proprio paese natale perché desideroso di emulare le gesta del padre, o forse perché gli era scappato uno degli animali che governava. C’era un nuovo mondo da scoprire oltre l’oceano, dove trovare fortuna e guadagnare quello chela sorte gli aveva negato. Il ragazzo diventò un soldato e poi un condottiero, quello che conquistò l’impero Inca e fondò la città di Lima; si chiamava Francisco Pizarro, ed il suo paese era Trujillo, nell’Estremadura.
Trujillo, circa 9.000 abitanti, si trova nella regione dell’Estremadura, una tra le più occidentali della Spagna al confine con il Portogallo. Le sue origini affondano all’epoca romana, passando poi per la dominazione araba, ma la sua struttura è tipicamente medievale, quando la città raggiunse il suo massimo splendore.
La città si è sviluppata intorno alla monumentale Plaza Mayor, dominata da una statua equestre bronzea di Pizarro, nata come centro mercantile per i mercati, trasformatasi poi in centro signorile, grazie ai tesori riportati in patria dai Conquistadores. Oltre ai palazzi signorili, due magnifiche chiese medievali, Santa María la Mayor e Santiago, anche queste nel centro storico del paese, ed il castello, da dove il califfo, per 5 secoli, ha dominato la città.
Foto | javier.losa.

La storia, quella importante dei Re e Governanti, e quella piccola-piccola, fatta di storie semplici e straordinarie, ha attraversato l’Italia tutta, lasciando qua e là briciole di ricordi e tradizioni, che hanno contaminato città e paesi, lasciandoci in eredità l’amore per il nostro passato. Così accade che si restaurino antichi borghi medioevali, come se ne costruiscano di “nuovi”, non solo nelle città come Torino, ma anche nei paesi, come a Grazzano Visconti.
Il Castello ed il Borgo di Grazzano Visconti si trovano in quel di Vigolzone, a 30 chilometri da Piacenza e 90 da Milano. Al 1400 risale il Castello, mentre la nascita del borgo, che lo circonda, si deve alla fantasia di Giuseppe Visconti di Modrone che nei primi anni del 1900 decise di trasformare alcune case coloniche in edifici, che del medioevo conservavano il fascino. Ma il Visconti non sognava di ricostruire la scenografica per le sue fantasie, ma un borgo vivo e vitale, e per questo vi fondò una scuola di arti e mestieri, e vi fece aprire laboratori e botteghe.
E’ sempre possibile fare una passeggiata per il borgo e per il parco che circonda il Castello, ultimo baluardo ancora inaccessibile, per catturare uno scorcio del passato nel mirino di una macchina fotografica, o per fare shopping nelle botteghe ancora aperte. E poi, grande appuntamento per il 30 e 31 maggio prossimi, quando dame e signori sfileranno nei costumi d’epoca, nel corteo che apre la Giostra de lo Biscione.
Foto | Freed73.

La città di marmo, anche se poi di marmo non è che se ne veda poi troppo in giro; la città dove dove parlando dei suoi abitanti si dice dei “gatti di Kilkenny“, così litigiosi da essere tramandati negli stornelli e nei detti popolari, ma capace di prendersi in giro ogni giugno al “Cat Laughs Comedy”, dove si rischia di morire dal ridere (o annegati nella birra).
Kilkenny, nel sud est dell’isola, è una delle mete turistiche più popolari d’Irlanda, famosa per le tante costruzioni medievali, a cui negli ultimi anni, si è aggiunta una ricca, vibrante ed innovativa vita notturna, capace di attrarre turisti da tutte le parti d’Europa. La città si gira facilmente a piedi, ed il punto giusto per iniziare il tour turistico è sicuramente la Shee Arms House, dove si trova anche l’ufficio turistico. Il Castello con i suoi giardini, la Cattedrale, la Rothe House e la Butler House, sono le principali attrazioni cittadine.
Negli ultimi anni in città sono state costruite diverse piste ciclabili, per cui affittare una bicicletta può essere l’idea giusta per girare anche fuori dal centro cittadino. Trovare dove dormire, mangiare o bere una pinta della locale birra non è un problema (wikitravel per le prime informazioni) a Kilkenny, a 120 chilometri e due ore di viaggio, dall’aeroporto di Dublino.
Foto | steven.lloyd@sbcglobal. net.

Offerta di Expedia per passare il Natale a Budapest; volo e soggiorno per tre notti in strutture a 4 stelle, a partire da 212 euro a persona (offerta valida se si prenota una matrimoniale). Come per tutte le offerte di questo genere, si tratta di offerte soggette a disponibilità limitata, per cui chi primo arriva, primo alloggia.
Si vola con Alitalia, con partenza da Milano Linate il 24 dicembre alle 9 del mattino ed arrivo a Budapest all’una; si ritorna a casa il 27 di buon mattino (alle 7:40) per essere in aeroporto a Milano alle 9:20. Qquindi 2 giorni e 1/2 pieni per visitare Budapest (il Palazzo Reale, il castello di Vajdahunyad, i bagni termali di Rudas, Gellért e Széchenyi, il New York Palace, il Gresham Palace) o più semplicemente trovare qualche regalo nel mercatino in piazza Vörösmarty, e tre notti, compresa quella di Natale, per stare in buona compagnia.
Gli hotel proposti sono il Danubius Hotel Arena (da 212 euro, recensione su Tripadvisor), il Danubius Hotel Budapest (da 212 euro e recensione), l’Hotel Normafa (da 216 euro e l’ottima recensione su Tripadvisor), l’Aquamarina Hotel (da 216 euro e recensione), e il Golden Park Hotell (da 218 euro, recensione).
Foto del Parlamento ungherese di joiseyshowaa.

Su tutte le mappe, il Castello di Mazzarino è definito Castelvecchio. Anzi, in qualcuna, con superflua e sgradevole ripetizione, Castello Castelvecchio. A tutti i Mazzarinesi, però, il Castello è noto come “U CANNUNI”, con l’unica torre cilindrica, quasi “cannone”, che si erge impettita verso il cielo. Sorge a nord dell’abitato e, tuttavia, tanto vicino a questo da dare l’illusione di poterlo toccare, allungando la mano dallo spiazzale dell’Immacolata. E’ rimasto ancora ad esso l’aspetto di nobile decaduto e continua a dominare la cittadina, in posa di sfida e di protezione. Il Castello è stato e continua ad essere il cordone ombelicale che lega i Mazzarinesi al proprio paese. Comune di Mazzarino.
Il Paese è stato dichiarato città d’arte ed al turista può offrire diversi spunti per una visita, come i resti del castello, il Palazzo Branciforte, diverse basiliche e chiese, partendo dall’incompiuta Santa Maria della Neve e la barocca Basilica Maria SS. del Mazzaro; poi in contrada Sofiana si trova Philosophiana, un abitato romano-bizantino, e sul monte Disueri sono stati rinvenuti resti di una necropoli preistorica.
Mazzarino si trova in provincia di Caltannissetta, da cui dista 25 chilometri, la stessa distanza (più o meno) che la separa da Piazza Armerina (dove hanno inventato i bikini), ed è ad una cinquantina di chilometri dall’autostrada A 19, la Palermo - Catania (uscita Caltannissetta) . Il prossimo 8 dicembre i mazzarinesi festeggeranno l’Immacolata Concezione, dalle 15 fino a tarda serata, con una processione durante la quale la statua dell’Immacolata viene portata per le strade del paese. La festa si concluderà con una breve funzione religiosa di ringraziamento e con uno spettacolo di fuochi di artificio. Durante l’Immacolata, nei panifici del paese è possibile acquistare “le muffolette”, forme di pane, con aggiunta di zucchero e semi di finocchio “a cimina duci”.
Foto | Giuseppe Bognanni.