Una buona notizia per i turisti che vogliono partire alla scoperta dei Balcani e percorrere quella che un tempo era una delle direttrici principali della ex Jugoslavia. Da ieri è stato riattivato il collegamento ferroviario tra Belgrado (capitale della Serbia) e Sarajevo (capitale della Federazione Bosniaca).
Quei binari, quando vennero inaugurati negli anni’ 80, brillavano di modernità ed erano un vanto per la rete jugoslava. Poi sono venute le olimpiadi invernali di Sarajevo e i treni vennero addobbati e abbelliti con tappeti rossi e hostess per accogliere i visitatori. Le guerre balcaniche dei primi anni ‘90 hanno interrotto ogni forma di collaborazione e dialogo, nonché di turismo, tra le città di Serbia, Montenegro, Slovenia, Croazia, Bosnia, Kosovo e Macedonia.
Il biglietto per coprire, senza troppe pretese in fatto di lussi e comfort, i circa 500 chilometri del tragitto costa 31 euro.
Via | Nj.com
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Ciò che non hanno potuto la guerra civile e le cannonate sta per essere realizzato dai costruttori: lo Stari Most di Mostar, in Bosnia, rischia di essere cancellato dai monumenti tutelati dall’Unesco a causo di uno scempio edilizio in corso di realizzazione nei pressi dell’antica struttura in pietra.
I rappresentanti dell’Unesco avevano avvertito l’amministrazione di Mostar che l’inserimento del centro storico della cittadina nell’elenco dei luoghi posti sotto tutela sarebbe avvenuta a patto che fossero rispettai i consigli degli esperti dell’agenzia delle Nazioni Unite.
Indicazioni disattese anche, ma non solo, con la ricostruzione di un albergo, l’hotel Ruza, che un uomo d’affari sta portando avanti e che si dovrebbe concludere con la realizzazione di un palazzone enorme, tutto di cemento e senza nessun appiglio con l’architettura della zona, a pochi passi dal ponte vecchio.
Non c’è proprio pace per Mostar…
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