
Whereuwant è un sito semplice ed efficace che offre la possibilità di raccontare ciò che avviene nei propri viaggi. Una volta registrati, dalla nostra home possiamo creare quello che viene chiamato Travelogue (New Travelogue). Da qui arriviamo in una nuova finestra, dove cominciamo ad inserire i dati del nostro viaggio.
Interessante la modalità di visualizzazione a calendario: inseriremo i nostri eventi selezionando una data, o più date, e un orario. Nel testo inoltre possiamo scrivere direttamente codice html, e quindi aggiungere risorse esterne, come ad ad esempio un video da YouTube. Poi possiamo caricare una bella foto ed il gioco è fatto.
Dal nostro pannello, trascinando degli appositi riquadri, decidiamo quali viaggi rendere pubblici e quali no. Una pecca è nel fatto che non esiste un terza via, cioè la possibilità di renderli visibili solo a certi nostri amici. E’ un servizio abbastanza simile a Tripntale, di cui abbiamo già parlato tempo fa. La semplicità d’uso è notevole, anche se questo può tradursi in un numero non elevato di funzioni.
Utile per chi vuole partire magari lasciando solo un link nel proprio blog (perché non ha voglia di inserire post per ogni spostamento) e raccogliere tutti i propri viaggi su un’unica piattaforma, Whereuwant non è invece adatto per chi cerca un servizio più evoluto per quanto riguarda la gestione delle foto e delle risorse multimediali.

Immagine di wili_hybrid, testi di Irlandando.it
Temple Bar è davvero da non perdere, è il vero cuore artistico di Dublino, il centro nevralgico di ogni divertimento. Qui si concentra attualmente un numero impressionante di pub alla moda, di ristoranti di tendenza, di gallerie d’arte di avanguardia, di centri di esposizioni, di vivaci luoghi culturali, il tutto squadrato da una rete di strade strette e di stradine tortuose dove è piacevole girovagare a notte fonda.
Ancora una volta dobbiamo ringraziare la segnalazione di un nostro lettore, The Elf, che ci ha segnalato Irlando.it, un blog dalla grafica molto accattivante dove gli innamorati dell’isola di smeraldo, possono trovare un sacco di informazioni e per giunta in italiano.

Ho un’amica tedesca, letteralmente innamorata dell’Italia, delle sue città, dei suoi paesaggi, dei panorami, del cibo, del cappuccino e cornetto, degli italiani. Non perdere occasione per venire giù da noi, e quando capita a Roma, mi chiama e mi trascina per i suoi “giretti”, al termine dei quali, dopo aver scarpinato per ore, mentre lei felice e contenta ripassa i luoghi che abbiamo visitato, io cerco di riprendermi dalla fatica e dalla vergogna. Vergogna per tutti quei luoghi che non conoscevo, per tutte le storie che ignoravo, per tutti i vicoli e strade a cui non ho mai dato più di un’occhiata, vergogna per essermi fatta raccontare la mia città da una foresta.
Non solo vergogna però, ma anche divertimento, ascoltando i suoi racconti, ma anche quelli di tutti gli stranieri con cui ho occasione di parlare, che mi raccontano come noi non ci vediamo, ridendo per i nostri difetti, e godendo delle nostre virtù. E questo ascolto dell’Italia, quella vista con gli occhi dello straniero è diventato il mio hobby, la mia ricerca sul web dei blog, degli amici, che italiani non sono, ma che forse amano l’Italia più di noi, ricerca che questa volta mi ha condotto sulle pagine di WhyGoItaly, dove Jessica, con uno stile fresco ed immediato, racconta e consiglia, scrivendo delle 20 cose da fare assolutamente quando si è in viaggio in Italia, almeno secondo lei.
Di seguito trovate la sua lista, mentre il caffè l’offre WTL photos.

Tripntale è un servizio che permette di creare schede di viaggio, e successivamente aggiungere materiale audiovisivo legato a quel viaggio, nonché note in forma di blog.
Si ha poi la possibilità di condividere ogni scheda con i propri contatti, senza dovergli far vedere un lungo elenco di sole foto e video, o, peggio, inviarli via mail, e personalizzare ogni scheda anche grazie a sfondi e musica, tenendo il tutto online. Da segnalare inoltre che viene offerto uno spazio illimitato per il caricamento del materiale.
Suggerirei però un altro utilizzo del mezzo, legato in particolare alla possibilità di avere un piccolo blog interno: sfruttare l’inserimento di post e commenti non tanto per la fase successiva al viaggio, ma anche per la fase di organizzazione. Creando anche un solo post, potremo ad esempio lasciare aperti i commenti per avviare una discussione su cosa portare, cosa cucinare, dove andare eccetera. Per questo può risultare utile anche l’utilizzo di un wiki, come peraltro suggerito in questo simpatico video di Common Craft.
Inoltre, il servizio potrebbe essere utilizzato anche durante un viaggio, per chi non avesse voglia di “sporcare” il proprio blog personale, o di aprirne uno ex-novo, ma soprattutto volesse crearsi su un’unica piattaforma i blog, o mini-blog che siano, di tutti i propri viaggi.
Matt è un bel paragnosta, ma molto simpatico. Con il suo blog, Where the Hell is Matt? (Dove diavolo sta Matt?), ma soprattutto con i suoi balletti, ha creato un marchio inconfondibile, molto, molto simpatico però.
Ho notato che dai primi viaggi si è molto dimagrito, confermando che viaggiare fa bene. Tra tutti i balletti, quello che a mio avviso è il più bello è quello che ha fatto in Papua Nuova Guinea, anche se poi nel video manca un balletto qui con noi in Italia.
Il sito web di Matt.

Speriamo che continuino a scrivere, fotografare, viaggiare, e poi postare, perchè il blog di viaggio di Gianluca ed Elisabetta, Frammenti di viaggio, promette bene. I nostri due amici (li chiamo amici visto che ogni tanto passano anche da queste parti) amano viaggiare, e raccontare dei loro viaggi, e lo fanno bene attraverso il loro blog, elengante, di facile consultazione, ben scritto e con informazioni utili per quanti volessero battere le stesse piste. Ho letto con piacere del loro viaggio in Bolivia, sulle sponde del lago Titicaca e li ho invidiati un pò quando ho visto da quale posto si sono goduti il tramonto sul lago (vi invito a cercare la foto….da rosico).
Il Blog è nuovo, ma se avranno la costanza di continuare a postare, è sicuramente uno di quelli da bookmarkare. Mi è piaciuto soprattutto la possibilità di navigare tra testi, foto, mappe e slideshow, azioni che si possono fare con la massima semplicità. Solo un appunto; non ho trovato la possibilità di navigare il diario di viaggio seguendo un ordine cronologico di pubblicazione, che per chi vuole navigare il blog di quando in quando è una funzionalità estremante utile.
Oltre a segnalarvi Frammenti di viaggio, vi lascio un rimando ad un vecchi post di Elena, sulle isole galleggianti degli Uros sul lago Titicaca. Foto di Nebeu.

L’ha chiamato L’Araba Fenice il suo blog dove scrive delle avventure di un’italiana trasferita negli States. Giornalista free lance, questa blogger ha energia e un sacco di ironia nei suoi racconti. Il titolo del blog poi (L.A.F.) ne cattura l’essenza, una risata per ciascun post pubblicato.
Racconti esilaranti sulla sua ricerca di lavoro con le agenzie interinali americane e alcune deliziose foto di Boston in un post dove racconta il perché del suo trasferimento. Buona lettura e in bocca al lupo alla blogger per questa sua nuova avventura.
Foto | Flickr
Uno dei tag più utilizzati qui su Travelblog è Spiagge, adoperato per parlare di bellissime spiagge intorno al mondo, come quella di Marie Galante nelle Guadalupe, quella di S’alga sull’isola di Espalmador o quella di Baia Chia in Sardegna.
Questa volta andiamo in Cornovaglia, dove si trova la splendida spiaggia di Porthemmet (Porthemmet beach). Questa spiaggia, la cui notorietà è in costante e rapida crescita tra gli internauti, offre scorci di natura selvaggia nella parte settentrionale, preservata dal suo status di area protetta, riposo a chi vuole prendere la tintarella nella spiaggia più calda del Regno Unito, e divertimenti ai suoi frequentatori più giovani, che possono divertirsi facendo surf tra le onde o frequentando i molti bar e pub che costellano la parte meridionale della spiaggia.
Per arrivarci un consiglio: seguite la segnaletica ma non chiedete ai locali, che gelosi della bellezza di questi luoghi, vi darebbero indicazioni errate, a meno che non dichiarate di essere “emmet”, che nel dialetto locale significa “amante della Cornovaglia”.
Ma cosa ancora più importante è che non crediate ad alcuna delle cose che ho appena scritto qui sopra, per non fare la fine dei molti turisti (si parla di oltre 6.000 ) , creduloni, convinti di arrivare su di una spiaggia che non c’è. Della serie, tipico humor inglese. Ah, la parola “emmet”, in realtà, è un dipreggiativo utilizzato dai locali per indicare i turisti.
La fotografia è di kryst£n.

Il podcast blog è un genere di Web pubblishing personale meno diffuso in Italia rispetto ad esempio agli Stati Uniti. In pratica si tratta di blog dove l’autore invece di postare degli scritti posta dei video o dei file audio.
Esiste addirittura un premio annuale il Podcast Awards, con tanto di nomination e categorie di ogni genere. Web 2.0 Travel Tools ha estratto la lista delle nomination dei migliori Travel Podcast e devo dire che ne sono rimasto davvero impressionato. In effetti non conoscevo bene il genere.
Negli Usa ci sono prodotti eccezionali. Si tratta di podcast realizzati con criteri editoriali molto professionali e con idee editoriali affascinanti: come ad esempio il travel podcast di un camionista chiamato Tom che attraversa gli States col suo camion e racconta il viaggio nell’America profonda; una guida per turisti, viaggiatori e newcomers in Las vegas; una rassegna di attività e trekking in Alaska. E poi molto altro! Se capite un po’ di inglese c’è davvero da divertirsi.