
Dopo che l’ENAC aveva annunciato la mega multa per la Ryanair, accusata di non aver prestato adeguata assistenza a 178 passeggeri bloccati a terra all’aeroporto romano di Ciampino a causa della nube di cenere che imperversa nei nostri cieli; dopo aver respinto le accuse con un comunicato di questi ultimi giorni, la Ryanair passa al contrattacco, con un comunicato stampa in cui sostiene che l’ente non può essere considerato affidabile nell’applicare le norme in in modo imparziale e giusto.
Ryan sostiene che le azioni proposte dell’ENAC sono sproporzionate, non giustificate (la compagnia di volo non avrebbe ricevuto alcuna documentazione attestante i 178 casi denunciati) e discriminatorie nei suoi confronti; in pratica la compagnia solleva il dubbio che l’ENAC l’abbia “puntata”. In effetti, alla luce di quanto è avvenuto ad inizio anno, con il caso dei documenti di identità accettati dalla compagnia del trifoglio (ricordo comunque che almeno i parlamentari qualcosa l’hanno ottenuto), qualche sospetto ce lo possiamo far venire tutti. Nel seguito le considerazioni della Ryan.
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L’emergenza dovuta alle ceneri sparate in cielo dal vulcano islandese Eyjafjallajokull, che rendono pericolosi i voli aerei, non è ancora terminata, visto che il combinato dell’eruzione e dei venti stanno nuovamente spingendo la nuvola di cenere verso le isole britanniche.
L’autorità di controllo dei voli britannica ha disposto la chiusura degli aeroporti scozzesi di Glasgow, Prestwick, Inverness, Stornoway, Benbecula, Tiree, Islay, Barra e Campbeltown, e di quello di Derry, in Nord Irdalnda, che non potranno operare oggi dalle 7 alle 15. L’aeroporto di Edimburgo per ora non verrà chiuso, ma la situazione è continuamente monitorata dalla CAA.
A seguire è intervenuta una uguale decisione dell’autorità di controllo dei voli irlandese, che ha disposto la chiusura di tutti i maggiori aeroporti dell’isola del trifoglio a partire dalle 8 di questa mattina; diversamente dalla CAA la IAA non ha però ancora comunicato quando saranno ripristinati i voli.
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Mentre l’Enac comunica la completa riapertura dei cieli italiani, che stanno tornando verso la normalità, con l’ovvia eccezione dei voli diretti verso gli aeroporti non ancora riaperti, ieri l’Eyjafjallajokull ha continuato ad eruttare materiale nell’atmosfera, con un pennacchio, che per la maggior parte del tempo, ha raggiunto un’altezza compresa tra i 4 e i 5 chilometri, il che non fa ben sperare per il futuro.
Che il pericolo rappresentato da questa seconda nuvola di cenere sia reale, lo dimostra il fatto che l’aeroporto britannico di Bristol sia rimasto chiuso, nonostante la CAA, l’ENAC britannico, abbia aumentato i limiti di tolleranza per i motori degli aerei in presenza di ceneri nell’aria.
In questo frangente, se le condizioni meteo permanessero stazionarie, con ogni probabilità si assisterebbe ad un nuovo blocco dei voli nei cieli europei; la speranza è che questa volta forse Eolo ci venga in soccorso. Le previsioni meteo per il fine settimana parlano di venti che ruotano verso nord est e che, se confermate, spingerebbero la nube di cenere verso il nord Europa (la penisola scandinava per la precisione), risparmiando l’Europa continentale e l’Italia.
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