
Last second per partire per il Kenya e rilassarsi al Barracuda In, un 4 stelle, a Watamu, immergersi nelle acque della sua barriera corallina o partire per un mini safari. Partenza da Roma Fiumicino martedì 8 settembre, soggiorno di 7 notti in pensione completa con prezzi che partono da 670 euro.
Il Barracuda è un villaggio a gestione italiana, vicino al paesino di Watamu, che con i piccoli bar caratteristici ed i mercatini all´aria aperta, garantisce una perfetta “full immersion” con l´atmosfera del luogo e non fa rimpiangere Malindi che dista circa 24 km. Il villaggio sorge direttamente sulla splendida spiaggia di Watamu e gode la vista della splendida “Blue Lagoon”. La spiaggia bianchissima è attrezzata con lettini, ombrelloni e teli mare per un relax perfetto, così come la piscina, situata all´interno del complesso, a pochi metri dalla spiaggia e vicino al bar.
Si dorme in uno dei 33 cottages indipendenti, spaziosissimi, che vi accoglieranno ogni giorno con i colori e profumi dei fiori del luogo, tutti dotati di bagni e aria condizionata, distanti il giusto dai servizi, in modo da poter godere di un’adeguata privacy. Ricordate che per entrare in Kenya occorre il passaporto con validità residua minima di 6 mesi, e che alla dogana si paga la tassa di entrata che si dovrebbe aggirare sui 25 dollari.
Foto | smudger888.

Le Florida Keys sono un arcipelago di circa 1.700 isole del sud-est degli Stati Uniti. Iniziano a sud-est della punta della penisola della Florida, a circa 15 miglia a sud di Miami, e si estendono in un dolce arco da sud-ovest a sud-ovest fino a Key West, la più occidentale delle isole abitate. Wikipedia.
Tra queste la più grande è Key Largo, resa famosa da Humphrey Bogart e Lauren Bacall nel drammone L’Isola di Corallo (Key Largo nell’originale) di John Huston, ed oggi conosciuta anche perchè qui è stata istituita la prima riserva naturale marina degli states, il John Pennekamp Coral Reef State Park, che oggi fa parte del più vasto Florida Keys National Marine Sanctuary.
Il John Pennekamp offre ai suoi visitatori oltre 55 varietà di coralli, tra cui sguazzano oltre 600 specie di pesci, a cui si aggiungono i tanti visitatori. Anche se si tratta di una riserva, in alcune aree è anche permesso pescare, ma i più vengono per fare snorkeling e nuotare nelle sue acque; a Canon Beach è poi possibile osservare un relitto spagnolo .poco distante dalla riva. Gli amanti del camping e del pic-nicking (ganzo l’inglese, basta aggiungere ing per esprimere un intero concetto) sono i benvenuti, e a loro sono dedicate speciale aree del parco.
Foto | pdxjeff .
Playa del Carmen è rapidamente diventata una delle mete turistiche preferite dagli italiani in Messico, che frequentemente collegano questa destinazione, a tour più impegnativi nell’entroterra messicano, per regalarsi alcuni giorni di relax assoluto prima di rientrare dal viaggio.
Cosa si fa a Playa? Ci si riposa sula spiaggia che costeggia tutta la cittadina, si va a zonzo per la Quinta Avenida, che con un pizzico di ironia è stata ribattezza 5th avenue, la strada pedonale dove si concentrano tutti i bar, ristoranti, club e negozi della città, si prende un bici a nolo per allargare il giro alle zone abitate dai locali, o si programma un’immersione sulle barriere coralline (meglio la tortuga o quella del barracuda?).
Ma forse l’aspetto più divertente è che a Playa arrivano da tutte le parti del mondo; “scoperta” dagli statunitensi, la cittadina è diventata il punto di incontro di turisti, molti sono i giovani, provenienti dal Nord America e dall’Europa; basta tirartardi la notte al Blue Parrot o al Alux per rendersene conto, e per immergersi in un “melting pot godereccio”.
Una donna si è tatuata sul braccio un annuncio (10 centimetri di tatuaggio) per pubblicizzare la Grande barriera Corallina nel Queensland, questo è quanto riporta il News.com.au. L’ha fatto per convincere la commissione dell’ufficio turistico dello stato australiano, a scegliere lei come vincitrice del concorso “The best job in the world“, e ottenere quindi il contratto per 6 mesi di lavoro, pagati 150.000 dollari australiani, che impegnerà il vincitore a pulire la piscina, dar da mangiare ai pesci, prendere la posta, e postare con regolarità sul blog dell’isola corallina, l’isola di Hamilton, “sede” di lavoro del Caretaker.
Per ora circa 200.000 persone hanno fatto domanda per questo posto di lavoro, e tante altre potranno farlo, postando un video di 60 secondi sul sito, entro il 22 febbraio, date ultima per presentare le domande. Dopo questa prima fase, verranno selezionati i primi 50 candidati tra cui sarà scelto, il 6 maggio, colui che andrà a lavorare sull’isola australiana dal 1 luglio al 31 dicembre del 2009. Foto | Erathic Eric.
Magari se sapesse che si tratta di un patrimonio dell’umanità, questo polipo fai da te, la casa non se la sarebbe costruita nella Grande barriera corallina australiana. Scherzi a parte, rimango sempre a bocca aperta guardando questo genere di video, che riportano a terra (o sott’acqua) il mio ego di Homo Sapiens Sapiens.
Il simpatico protagonista di questo video di poco più di 30 secondi, intanto sguazza allegramente da qualche parte tra questi 2.000 chilometri di barriera visibili anche dallo spazio. Da dove partire per immergersi tra queste acque? Magari da Port Douglas, come ci suggerisce il sito Barrier Reef Australia.