
Probabilmente a Todd comprare la canna da zucchero da dare all’elefante sarà costato qualcosa come 20 bath, meno di 50 centesimi al cambio attuale; da ieri è ancora possibile dare da mangiare agli elefanti, canna da zucchero o banane, solo che vi potrebbe costare un po’ di più, visto che vi potreste trovare a pagare circa 10.000 bath di multa, circa 245 euro, che per un sacchetto di zucchero, mi pare decisamente troppo.
La misura non è tanto diretta a salvaguardare la salute degli elefanti, quanto per prevenire gli occasionali disordini e danni alle proprietà che di quando in quando si registrano nella capitale asiatica per questa “pratica” turistica. Chi si preoccupa degli animali e della loro salute, si dice contento (non è il massimo ma è un inizio…), ma avverte che i mahout, i “conducenti dell’elefante”, si stanno già organizzando, battendo con i loro animali le vie meno turistiche di Bangkok.
Foto | Todd Huffman.
Nakuru nella lingua Masai significa posto polveroso. Così è stata sempre indicata tutta la zona intorno al lago Nakuru, apparentemente destinato a scomparire, ma che invece ha recuperato gran parte delle sue acque, così abbondanti di alghe e nutrimenti, da aver attratto una gran quantità di uccelli, soprattutto fenicotteri rosa. Ora il lago e una gran parte della savana che lo circonda sono diventati un parco protetto, dove sono stati re-introdotti i grandi mammiferi, come facoceri, babbuini, i rinoceronti e i felini, come lo splendido leopardo fotografato da Chandru durante un safari.
E’ piacevole anche passeggiare e osservare, da lontano, come il lago Nakuru si tinga di rosa. Un’estesa macchia color confetto che, avvicinandosi, si trasforma in innumerevoli fenicotteri. E quando, poi prendono il volo, in cielo sembra volare un gigantesco aquilone. La camminata, però può diventare meno gradevole se, invece di spettacolari uccelli, si incontrano altrettanto spettacolari rinoceronti. Imponenti e dalle lunga corna. Una vera e propria mandria, ma a bordo della propria vettura si prosegue senza problemi. Monica su Il reporter.
Non sono molti i tour operator che si spingono in questa parte del Kenya centrale, uno di questi è Naar, che propone un tour dal nome un po’ scontato, Classico Kenya, che però tanto scontato non è, visto che in 6 giorni e 5 notti si copre l’itinerario Nairobi-Aberdare Park-Nakuru Park-Masai Mara Park - Nairobi. Si tratta di un tour guidato, per un minimo di due persone, con partenze dalla capitale di lunedì e giovedì, su dei fuoristrada coperti (posto finestrino garantito per tutti i partecipanti), pernottamenti in hotel o lodge, pasti, ingresso ai parchi, tutti i trasferimenti, facchinaggio in aeroporti e hotel; insomma occorre pensare solo al volo. Prezzi a partire da 1.178 euro per la doppia.
Fotografie di lensbug.chandru (5), Lip Kee, MysteryBee, gillespav.

Dici Patagonia e pensi ad orizzonti sconfinati, interrotti da monumenti naturali, come cordigliere, ghiacciai e freddi oceani antartici. In questi spazi la presenza dell’uomo è ancora un particolare, che spesso non si nota, e che quando si nota si perdona più facilmente pensando a quello che si è lasciato a casa nostra, in Europa. Qui si può ancora provare il gusto “dell’avventura“, e sentire come la natura e i nostri compagni di viaggio non sono poi così distanti da noi.
Planet Team Viaggi, un piccolo tour operator specializzato nell’organizzazione di Viaggi di Turismo Responsabile ( hanno come obiettivo quello di rispettare culture e tradizioni dei popoli visitati e creare relazioni economiche paritarie con i partners del Sud e del Nord del mondo), propongono un tour con destinazione Patagonia di due settimane con 4 partenze già programmate (minimo 8 persone); 3 ottobre, 7 novembre, 5 dicembre e 26 dicembre. Prezzi a partire da 3.800 euro.
Da Buenos Aires ad Ushuaia, passando per la penisola di Valdes e Calafate, con un coordinatore locale, trasporti interni con pulmini privati, collegamenti aerei interni con voli di linea (a parte), alloggio in piccoli alberghi, vitto con fondo personale. Per partire, oltre il passaporto, tanta, tanta curiosità e la mente aperta e pronta ad accogliere un altro mondo.
Foto | R I O M A N S O | nestor galina | magical-world | payayita | Vandelizer | Tetsumo | reurinkjan.
Ho già ri - visto uno dei soliti commercial italiani che (di solito all’inizio della stagione estiva) ci ricordano che i nostri animali non sono oggetti buoni per una stagione, e un problema d’estate quando organizziamo le nostre vacanze. Che differenza con questo spot, con cui si reclamizza una nuova linea aerea negli States, la Pet Airways, dedicata esclusivamente ai nostri amici animali.
L’idea, dedicare dei voli aerei esclusivamente a cani e gatti (ma presto sarà possibile imbarcare uccelli, rettili e anche maiali..), è venuta a Dan e Alysa, amanti dei viaggi e degli animali, stanchi che al momento di imbarcarsi la loro piccola Zoe, un cagnolino di piccola taglia, fosse trattata come una Samnsonite.
Dopo due anni di preparativi il loro progetto vedrà la luce il prossimo luglio, quando i primi voli collegheranno New York, Baltimora, Chicago, Denver e Los Angeles ( Chicago - Los Angeles a partire da 149 dollari, New York - Los Angeles da 299 dollari) con a bordo solo animali e l’equipaggio viaggiante.
Animali trattati con tutti i riguardi che si devono ai comuni viaggiatori, con qualche attenzione in più, come quella di un assistente dedicato, con il compito di controllare la salute dei viaggiatori ogni 15 minuti, avendo cura di verificare anche le loro necessità fisiologiche; potty break si chiama il servizio, che possiamo tradurre con “intervallo vasino”, da espletare ogni 2 ore.

Guardando questa fotografia di Hamed Saber ho subito pensato che si trattasse del Sahara, ma mi sbagliavo, ma non di molto, visto che poi qualcuno in Iran lo chiama la piccola Africa, per la struttura e la fauna. Infatti questo deserto, non poi così disabitato, annovera tra i suoi abitatori annovera iene, lupi, gazzelle, leopardi, pantere, oltre al ghepardo asiatico, purtroppo a rischi di estinzione.
Il Kavir si trova a circa 120 chilometri a sud di Theran e 100 chilometri ad est di Qom, ed oggi è un’area protetta dal governo iraniano, che ha qesto scopo ha istituito il Kavir National Park and Wildlife.

Venzone insiste e prepara un grande evento per domenica 17 maggio, inizio alle 10.30, per festeggiare e presentare, le peculiarità naturali, storico – culturali, economiche ma anche di importante richiamo turistico e, perché no, enogastronomico dei parchi che insistono sull’arco Alpino Orientale.
Il programma è molto articolato (sono previste anche attività sportive e per i bambini, e le trovate nel seguito del post) e sarà accompagnato dalla Mostra Permanente Foreste, Uomo, Economia nel Friuli Venezia Giulia e la Mostra internazionale d’illustrazione per l’infanzia “Le Immagini della Fantasia” presso il Palazzo Orgnani Martina.
I parchi che saranno presentanti, oltre quello delle Prealpi Giulie, sono tanti e non tutti italiani: il Parco nazionale del Triglav dalla Slovenia, il Parco nazionale del Risnjak dalla Croazia, il Parco nazionale del Nockberge e il Parco naturale del Dobratsch dall’Austria, il Parco naturale dell’Adamello Brenta, il Parco naturale delle Dolomiti Friulane e la Riserva del Lago di Cornino dall’Italia. Mi sembra una buona occasione per festeggiare la domenica e raccogliere materiale per le prossime passeggiate (Ufficio Stampa Parco Naturale delle Prealpi Giulie 0433 53534).
Foto | Alfo23

All’interno dell’evento organizzato dal WWF italiano Giornata delle Oasi 2009, è inserita anche l’apertura al pubblico dell’oasi che si trova all’interno della tenuta presidenziale di Castelporziano, sul litorale romano, una incredibile macchia di verde intatta, circondata dai palazzi e ville che senza soluzione di continuità si espande tra Roma, Ostia e Torvaianica.
Non solo verde avendo io, da pendolare che ne costeggia i confini lungo il tragitto casa-lavoro, visto dall’esterno cinghiali (una famigliola che grufolava soddisfatta), cavalli, cervidi (ammetto la mia ignoranza al riguardo), rapaci e purtroppo anche animali sacrificati al traffico di noi pendolari, come ricci e volpi. E stiamo a pochi chilometri fuori dal G.R.A.
Insomma è sicuramente una occasione da non perdere, visto che sarà possibile vistare l’oasi dalla 9 alle 3 di domani mattina; l’ingresso si trova sulla litoranea Ostia-Torvaianica al km 9.5, ma se per un giorno volete proprio dimenticarvi della schiavitù dell’auto e del parcheggio, potrete usufruire del servizio navetta predisposto dal comune di Roma con partenza da Piazza Amerigo Vespucci, ad Ostia, stazione Metro C. Colombo (vedi anche 06 il nostro blog dedicato a Roma).
Foto | candido33.
I protagonisti di questo video girato in Australia, il più cliccato su youtube a livello mondiale questa settima, sono Sam, un koala femmina con le zampe ustionate dalle ceneri, e il pompiere, David, che per prima l’ha notata e che poi vediamo mentre la disseta con dell’acqua.
Personalmente sono rimasta colpita dal contrasto tra la distruzione causata dall’incendio (oltre duecento morti), ancora visibile nelle ceneri rimaste per terra e nella fatica dei pompieri (la faccia di David), e la loro felicità (scherzano su quanta sete abbia Sam), per aver ritrovato vivo il koala.

La fotografia di Maria Lladó riprende il tempio di Karni Mata a Deshnoke, nel Rajasthan indiano; se ci fate caso il cortile è protetto da una rete metallica che deve proteggere il prezioso abitante di questo luogo, sacro agli Hindu. In effetti la rete non è stata stesa per prevenire intrusioni umane, quanto animali, almeno di quelli che predano quello sacro che qui viene venerato: il topo.
Il tempio, nella sua struttura portante, risale al XV secolo, anche se le bellissime porte, scolpite in argento, e la facciata in marmo bianco, risalgono solo al XX secolo.
Leggo dal blog Vicino e Lontano che:
Un giorno Karni mata chiese al Dio della morte, Yama, di far resuscitare un bambino, figlio di un cantastorie. Il Dio le rispose che non poteva farlo, perchè il bambino si era già reincarnato. Karni Mata si infuriò e proclamò che ogni cantastorie, dopo la morte, avrebbe abitato temporaneamente in un topo prima di reincarnarsi, privando così il Dio della morte di molte anime umane. Secondo un’altra versione, invece, Karni Mata proclamò che le anime dei bambini avrebbero avuto questa sorte.
I ratti sono venerati ancora oggi da centinaia di fedeli che li nutrono con latte, cerali e cocco, tutti speranzosi di incrociare il passo con un topo bianco, segno sicuro di buona sorte. Foto | zz77.
Chi ha postato il video non ha lasciato alcuna indicazione sul luogo, e secondo me non si è trattato di una dimenticanza. Leggendo i vari commenti, alcuni suggeriscono le coste del Messico, altri quelle di Panama. Rimango con la curiosità, ma anche con la meraviglia che mi prende quando vedo questi splendidi animali. Psss, pssss, gli ultimi 20 secondi sono eccezionali.
Riprendendo il discorso delle strutture alberghiere che accolgono animali (di cui vi avevo parlato poco tempo fa), vi segnalo l’inaugurazione di un hotel di lusso per cani a Freising, città a nord di Monaco di Baviera. Si chiama Canis Resort ed è strutturato come un villaggio, con nove casette riscaldate (dog-lodges) - ciascuna con un piccolo giardino privato - che possono accogliere fino a 45 amici scodinzolanti.
I cani, ai quali è riservato un dog-sitter operativo 24 ore su 24, devono essere sottoposti ad un test di personalità, per essere divisi al meglio nelle varie casette. I padroni più esigenti possono però chiedere che venga riservato al loro Fido un intero alloggio.
Sono disponibili anche servizi aggiuntivi come la toelettatura, l’addestramento, l’esercizio, l’assistenza sanitaria e il “gate-to-gate” che prevede il trasporto dei cani direttamente al terminal aeroportuale di Monaco, a soli nove chilometri di distanza.
Il Canis Resort è nato soprattutto per rispondere alle esigenze di coloro che viaggiano molto per affari, non vogliono lasciare il loro amico a quattro zampe a casa e non hanno problemi finanziari: il costo dell’assistenza giornaliera è di 65 euro, mentre il pernottamento arriva a 80!

Giusto ieri parlavamo degli alberghi che accolgono in vacanza i nostri amici a quattro zampe. Ma se abbiamo intenzione di andarci in treno? Trenitalia ha appena adottato nuove regole che entreranno in vigore dal primo dicembre, eccole:
Innanzitutto i gatti, i cani di piccola taglia e gli altri piccoli animali da compagnia potranno viaggiare gratuitamente, anche nelle carrozze letto e nelle cuccette, ma solo all’interno dell’apposito trasportino.
I cani di altra taglia, muniti di museruola e guinzaglio, potranno salire, a pagamento, sui treni Intercity Plus, Intercity ed Espressi, ma solo nell’ultimo scompartimento (negli ultimi sei posti delle carrozze a salone) dell’ultima carrozza di seconda classe (il posto di fronte al viaggiatore con il cane non sarà prenotabile da parte di altri viaggiatori); sui treni regionali potranno invece stare sulla piattaforma o vestibolo dell’ultima carrozza con la sola esclusione delle ore di punta del mattino, tra le 7 e le 9 dei giorni feriali, a meno che la regione competente non decida diversamente; nelle carrozze letto e nelle cuccette, infine, potranno salire solo in caso di disponibilità dell’intero compartimento.
I cani “reattivi”, ossia quelli appartenenti alle razze ritenute pericolose che sono elencate nell’ordinanza di gennaio del Ministero della Salute, non saranno invece ammessi: quindi niente treno per American Bulldog, Cane da pastore di Charplanina, Cane da pastore dell’Anatolia, Cane da pastore dell’Asia centrale, Cane da pastore del Caucaso, Cane da Serra da Estreilla, Dogo Argentino, Fila brazileiro, Perro da canapo majoero, Perro da presa canario, Perro da presa Mallorquin, Pit bull, Pit bull mastiff, Pit bull terrier, Rafeiro do alentejo, Rottweiler, Tosa inu.
Infine va ricordato che è obbligatorio il certificato di iscrizione all’anagrafe canina per tutti i cani ammessi al trasporto e che i cani guida per non vedenti possono viaggiare gratuitamente su tutti i treni e sono esclusi da queste norme. Tutto chiaro, no?