Sembra proprio che il vulcano dal nome impronunciabile, Eyjafjallajokull, abbia fatto perdere la pazienza alle compagnie aeree: nell’arco di pochi giorni ecco che vengono cambiate procedure, standard di sicurezza e compaiono le prime dichiarazioni in merito a “allarmismi esagerati”.
Da dove iniziare? L’amministratore delegato di British Airways ha bollato come “esagerate” le misure di sicurezza attuate oggi e ieri in Gran Bretagna, la CAA (Civil Aviation Authority) inglese sta valutando di aumentare la quantità di cenere (misurata in microgrammi al metro cubo) necessaria a far scattare lo stop dei voli - e non di poco, da 200 a 2000 - , la International Air Transport Association più pacatamente richiede all’Unione Europea “maggior precisione nell’identificazione degli spazi aerei contaminati”.
Insomma il vulcano colpisce duro ed al portafoglio: ovviamente si spera che tutti mettano in primo piano la sicurezza dei passeggeri e non la solidità economica di compagnie aeree ed aeroporti…
Foto | plasmastik

Fare le previsioni meteorologiche diventa sempre più difficile; se fino a qualche anno fa ci si poteva limitare ai venti ed ai mari, piano, piano, abbiamo bisogno di più informazioni dai centri di controllo meteorologici, che ora ci informano anche sui percorsi dei cicloni, dei tassi di umidità, del buco dell’ozono, della consistenza delle nevi, e da ultimo anche dello spostamento delle nubi di cenere, a dimostrazione di come la nostra vita sia fortemente influenzata dagli eventi che interessano madre natura.
E se da ieri pomeriggio i nostri cieli sono stati riaperti completamente, dopo il blocco che aveva interessato tutti gli aeroporti del nord (esclusi Rimini, Venezia e Trieste), le previsioni per questa settimana non sono delle più confortanti, visto che i venti che trasportano le ceneri del vulcano Eyjafjallajokull, tirano verso sud-est, cioè verso l’Italia.
E questa volta i venti, con l’indesiderato codazzo di ceneri, volano a quote più basse (sotto i 6.500 metri, quando fino a questo momento erano comprese tra i 6.500 ed 11 metri), venti e ceneri che, si stima, dovrebbero interessare la nostra penisola da mercoledì (la prima regione ad essere interessata da questo ramo dovrebbe essere la Sardegna), per 3- 5 giorni. Insomma secondo le previsioni è possibile uno stop dei voli in Italia fino a domenica prossima.

L’emergenza dovuta alle ceneri sparate in cielo dal vulcano islandese Eyjafjallajokull, che rendono pericolosi i voli aerei, non è ancora terminata, visto che il combinato dell’eruzione e dei venti stanno nuovamente spingendo la nuvola di cenere verso le isole britanniche.
L’autorità di controllo dei voli britannica ha disposto la chiusura degli aeroporti scozzesi di Glasgow, Prestwick, Inverness, Stornoway, Benbecula, Tiree, Islay, Barra e Campbeltown, e di quello di Derry, in Nord Irdalnda, che non potranno operare oggi dalle 7 alle 15. L’aeroporto di Edimburgo per ora non verrà chiuso, ma la situazione è continuamente monitorata dalla CAA.
A seguire è intervenuta una uguale decisione dell’autorità di controllo dei voli irlandese, che ha disposto la chiusura di tutti i maggiori aeroporti dell’isola del trifoglio a partire dalle 8 di questa mattina; diversamente dalla CAA la IAA non ha però ancora comunicato quando saranno ripristinati i voli.
Foto | plasmastik.
Mentre l’Enac comunica la completa riapertura dei cieli italiani, che stanno tornando verso la normalità, con l’ovvia eccezione dei voli diretti verso gli aeroporti non ancora riaperti, ieri l’Eyjafjallajokull ha continuato ad eruttare materiale nell’atmosfera, con un pennacchio, che per la maggior parte del tempo, ha raggiunto un’altezza compresa tra i 4 e i 5 chilometri, il che non fa ben sperare per il futuro.
Che il pericolo rappresentato da questa seconda nuvola di cenere sia reale, lo dimostra il fatto che l’aeroporto britannico di Bristol sia rimasto chiuso, nonostante la CAA, l’ENAC britannico, abbia aumentato i limiti di tolleranza per i motori degli aerei in presenza di ceneri nell’aria.
In questo frangente, se le condizioni meteo permanessero stazionarie, con ogni probabilità si assisterebbe ad un nuovo blocco dei voli nei cieli europei; la speranza è che questa volta forse Eolo ci venga in soccorso. Le previsioni meteo per il fine settimana parlano di venti che ruotano verso nord est e che, se confermate, spingerebbero la nube di cenere verso il nord Europa (la penisola scandinava per la precisione), risparmiando l’Europa continentale e l’Italia.
Foto | jheon.lee.

Era inevitabile che il blocco del traffico aereo arrivasse anche da noi, visto che Eolo soffia i venti , e con questi le ceneri dell’eruzione vulcanica, verso sud-est. E così, uno dopo l’altro, dalla Gran Bretagna fino all’Italia, i centri di controllo del traffico aereo hanno visto spegnersi le luci dei monitor, ad indicare che in cielo non volava più nessuno.
Blocco aereo in tutta l’Italia del nord deciso dall’Enac, da questa mattina alle 6 fino alle 2 del pomeriggio, e poi si vedrà se le condizioni atmosferiche permetteranno agli aerei di riprendere il volo senza correre il rischio che le ceneri finiscano nei motori danneggiandoli, con grave pericolo per la sicurezza dei passeggeri e del personale di bordo. Gli unici voli autorizzati saranno quelli di emergenza.
In questo frangente, con tanti passeggeri rimasti a terra l’Enac sul suo sito ricorda i diritti dei passeggeri in casi come questi.
Foto | NASA Goddard Photo and Video e video dell’eruizone del vulcano Eyjafjallajokull.
Io sinceramente non avrei mai pensato che l’eruzione di un vulcano in una zona sperduta dell’Islanda, lontana dai grossi centri e circondata solo da ghiacciai, potesse avere ripercussioni fino qui da noi in Italia; un evento spettacolare, che non aveva causato nessuna vittima (se non qualche turista imprudente scivolato tra i ghiacci), ma con nessuna conseguenza per noi italiani. E invece mi sbagliavo.
E invece caos negli aeroporti di tutta Europa, con centinaia di voli cancellati (particolarmente colpita la Gran Bretagna) a causa del pericolo rappresentato dalle ceneri del vulcano trasportate dai venti verso le coste europee (grosso modo nel tratto di cielo compreso tra la Gran Bretagna e la Danimarca), che più grandi e pesanti delle polveri normali, potrebbero danneggiare i reattori degli aerei. E allora, per la sicurezza di chi vola, gli aerei rimangono a terra.
E così capita che a Fiumicino siano stati cancellati oltre 50 voli (e con questi le vacanze di tanti passeggeri), oltre 100 tra Linate, Malpensa e Orio Al Serio, 13 da Bologna, per una contabilità delle vacanze rovinate (speriamo solo rimandate) che rischia di allungarsi.
Video zizzomagic su Youtube.
p.s. Se poi l’aeroporto di Reykjavik rimane aperto perché sopravento rispetto l’eruzione, più che con Vulcano dobbiamo prendercela con Eolo.