Parte da sabato 18 giugno il Treno del Mare di Arenaways, la società ferroviaria privata di Alessandria fondata nel 2006 da Giuseppe Arena, nota per aver lanciato il primo servizio concorrenziale a Trenitalia sulla tratta Milano - Torino.
Ma mentre sulla Milano - Torino il signor Arena non è ancora riuscito ad ottenere il permesso per effettuare fermate intermedie, il Treno del Mare parte subito con fermate intermedie programmate.
Infatti il Torino - Livorno fermerà ad Asti, Alessandria, Genova, Levanto, Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore, La Spezia e Pisa. Si parte molto presto, alle 6:20, per arrivare a Livorno alle 11, ma con la possibilità di scendere a Levanto già alle 9:20.
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Tempo di grandi cambiamenti nei trasporti ferroviari italiani ed europei: si parla tanto di Arenaways e del suo positivo debutto, la gente comincia a conoscere ed apprezzare i servizi delle ferrovie austriache e tedesche nel nord Italia, la NTV è ormai prossima al lancio…
Ovviamente neanche Trenitalia resta a guardare, e mette in cantiere nuovi collegamenti internazionali sulle tratte Parigi - Milano - Venezia, Parigi - Firenze - Roma e Torino - Lione. I nuovi collegamenti andranno quindi a concorrere con quelli del colosso Sncf, ovvero le ferrovie francesi che con i loro TGV hanno il predominio sulle tratte internazionali europee.
Guarda caso Sncf è partner di NTV, mentre Trenitalia per questa nuova avventura si è alleata con la Veolia Transport, anch’essa francese. Due assi italo-francesi quindi in diretta concorrenza, altro segno che l’era del monopolio sul trasporto ferroviario è finito. Viva la concorrenza!
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Ieri il viaggio inaugurale del convoglio giallo-arancione della Arenaways, lungo la tratta Milano-Torino, la prima volta che un vettore privato corre lungo le strade ferrate d’Italia; la concorrenza che arriva anche in casa di Trenitalia. E come la concorrenza di Trenitalia ha portato vantaggi ai pendolari dei cieli sulla tratta Milano-Roma, la speranza è che anche questa sfida porti vantaggi ai pendolari della ferrata tra Milano e Torino.
Al momento è una speranza, perchè il regionale di Trenitalia costa 9 euro (l’Intercity di 2° classe di euro ne costa 14.50), mentre il biglietto della Arenaways costa 17, una differenza che probabilmente i pendolari non possono affrontare, anche sapendo di poter contare su una maggior qualità del servizio; come la passeggera intervistata nel video dal reporter di C6.tv anche noi speriamo che in futuro i prezzi calino (a breve dovrebbero essere pubblicati i prezzi degli abbonamenti).
Intanto la concorrenza, oltre che sul servizio e sui tempi di percorrenza (1 ora e 35 minuti il tempo impiegato dai treni del signor Arena per viaggiare da Milano a Torino), si sposta anche su altri tavoli, quelli giudiziari, perchè Arenaways ha già inoltrato ricorso al Ministero contro Trenitalia accusata di “porre ostacoli di ogni tipo”.
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Parità il primo settembre il nuovo servizio per tutti coloro che vogliono, od hanno necessità di spostarsi tra Milano e Torino con il treno. Il servizio è gestito da Arenaways, una società a capitale interamente privato (si tratta di una S.rl.), che punta a sviluppare il proprio business a partire dalle regioni del nord Italia.
Il servizio debutterà lungo la linea che passa da Torino, Santhià, Vercelli, Novara, Rho Fiera (dove si trova la nuova stazione collegata direttamente con la metropolitana milanese), fino a Milano, ma il progetto è quello di svilupparsi creando una sorta di anello che, in senso inverso, collegherà i due capoluoghi di regione, passando per Asti, Alessandria e Pavia. Durata prevista per il tragitto di un’ora e mezza.
Tante le idee per entrare in concorrenza con Trenitalia, con i pendolari che sperano che tante promesse si realizzino. Tanti biglietti quanti posti a sedere, nessun posto in piedi (come era anche all’inizio per il Frecciarossa), treni moderni nel progetto e nei materiali, un sistema di bigliettazione elettronico con carte a ricarica, come per le schede telefoniche. Si parte con 17 euro per il prezzo del biglietto (la società sostiene di esssere obbligata da una norma che impone ai privati di praticare tariffe “non inferiori” a quelle praticate dal pubblico), ma se concorrenza deve essere, che sia a tutto campo.