I lettori che ci seguono da qualche tempo sanno che il sottoscritto ha una particolare predilezione per un’isola spagnola sulla quale ha lasciato un pezzo di cuore e di anima. Un’isola che adoro a tal punto da averla scelta anche per trascorrerci parte delle mia luna di miele. In realtà, più che per la luna, Formentera è da sempre famosa per l’azzurro dei suoi mari e per i fantastici colori dei suoi tramonti, immortalati in molte splendide fotografie e nei ricordi dei vari turisti che nel periodo estivo scelgono di visitarla attratti dalla sua bellezza.
Tra tutti questi turisti, innamorati di Formentera, uno in particolare, Stefania Campanella, ha scelto di dedicare un libro ed un sito web all’isola del Frumento, o Frumentaria, come la chiamavano gli antichi Romani. Noi di travelblog l’abbiamo contattata e le abbiamo fatto qualche domanda sul suo progetto, Formentera non esiste, che ha trasformato un piccolo punto del Mediterraneo in un libro da sfogliare, possibilmente accompagnati dal rumore del mare.
Travelblog: Ciao Stefania, innanzitutto grazie mille per l’intervista. Raccontaci un po’ di te. Di cosa ti occupi nella vita e come è nata la tua passione per i viaggi e per Formentera?
Stefania Campanelli: Ciao. Sono una copywriter e mi occupo di comunicazione e la passione per i viaggi… be’, quella è nata con me. Oltre ad adorare Formentera, scrivo anche su www.zenandthecity.com, per la parte dedicata a New York. Formentera? Formentera per me è un luogo speciale, un luogo dell’anima, piccolo ma sempre mutevole e sempre capace, dopo 12 anni che la visito, di sorprendermi con un angolo, uno scorcio, una storia nuovi. E’ per questo che ho scelto di raccontare le mie esperienze e l’isola in un libro, acquistabile online e che, a partire dal 1 maggio, sarà disponibile anche presso Las Brisas, nella stessa Formentera, che lo ha prodotto.
T: Ti capita spesso di andarci? Anche fuori stagione?
S: Per scrivere il libro ho divuto necessariamente visitarla anche in tempi poco estivi, momenti in cui l’isola cambia moltissimo. Non per niente, nel libro, ho chiesto a persone che la abitano di dirmi 3 diversi aggettivi per ogni mese dell’anno. Ad ogni modo, i miei mesi preferiti sono giugno ed ottobre.
F: Come hai scelto il titolo del libro?
S: Dico che Formentera non esiste perché credo che davvero ognuno possa viverla a modo suo. Non per nulla, nel libro c’è una cartina da ritagliare, proprio perchè ognuno deve costruirsi la propria. E poi, sul blog legato al libro ogni viaggiatore potrà intervenire raccontando la propria Formentera. Per me, questo libro ha rappresentato l’occasione per incontrare musicisti, artisti, miti, personaggi incredibili, ma anche solo persone normalissime. Pensa che sono stata invitata a presentarlo a Radio Illa, la radio ufficiale dell’isola, intervistata da Pep Toni, noto conduttore locale, con cui ho potuto parlare a lungo.
T: Cosa pensano i nativi dell’isola riguardo al turismo e di come è Formentera ora?
S: Le opinioni sono le più varie. Si va da chi apprezza il turismo come fonte di guadagni a chi non fa che parlare di quando l’isola era un paradiso che ora non c’è più. Credo che sia normale, anche a Fregene si stava meglio, 30 anni fa. Purtroppo c’è anche chi la confonde con Ibiza snaturandone, a mio avviso, il ritmo, solo per fare i miliardi (e li fanno). Pensate che quest’anno arriva pure Miss Formentera…
T: Che altro dire? Be sì, non potresti fare un piccolo regalo ai nostri lettori, per invogliarli a leggere il tuo libro?
S: Certo. Ecco una piccola anteprima, tratta dal capitolo “Fino alla fine del mondo”:
…Se a Cap de Barbaria tutto comincia, qui tutto pare volgere alla fine.
La Mola è un luogo trascendentale, poco terreno. Durante le notti estive i delfini urlano dal basso per ricordare che si tratta di un posto incantato. L’energia entra ed esce dalle sue innumerevoli grotte e anima i personaggi delle sue leggende. Pirati uccisi dal fumo dei nemici (Cova de Fum), sagome bianche (come le streghe di Sa Cala) o grotte malefiche (nella Cova Mala si può entrare solo due volte, alla terza si muore). Prima di addentrarsi nella notte delle streghe, vale la pena tornare indietro dal faro per fare ancora un giro. Dopo alcune case abbandonate e un campo con una vecchia sedia, ottima come soggetto per una bella foto al tramonto, si arriva a Cova des Estrips, una grotta che si affaccia sul mare; negli anni 80 qualcuno pensò di costruirci dentro una discoteca. Fortunatamente, i lavori furono bloccati, anche se all’interno è ancora presente la macchina scavatrice. Fuori stagione, si improvvisano dei veri e propri rave presso questa “grande sala”, ritratta anche nella copertina di un cd dei 4 de Copes, ma di loro si parlerà più avanti…
T: Grazie mille. E in bocca al lupo!
S: Crepi il lupo. Un saluto a tutti i lettori!
mava
12 apr 2010 - 09:50 - #1Formentera è morta…..la speculazione edilizia e la brama di denaro da parte dell”uomo ha decretato la sua fine agli inizi degli anni 80…. questa è la verità, chi ha visto formentera negli anni ‘70 può esserne testimone. Certi luoghi vanno vietati all’industria dei viaggi e ai turisti last minute.
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