L'Eroica in bicicletta pieghevole: il viaggio di Caro e Cami

Due ragazze, due compagne di viaggio. Un'avventura in bicicletta. Attraverso la Toscana. Sull'Eroica, che già dal nome fa capire che occorre un imperativo categorico per completarla. Per di più Camilla e Carolina hanno scelto di fare tutto con la biciclette pieghevoli, quelle "urbane" insomma.

Abbiamo deciso di fare una chiacchierata con loro e di conoscere più da vicino questa piccola, curiosa impresa. Che potete sfogliare sui tanti profili social delle protagoniste.


Ciao ragazze, raccontatemi meglio la vostra storia.

L'idea è nata quest'estate, avevamo voglia di una vacanza diversa dal solito, lontana dalla folla, ma essendo entrambe (in modi diversi) appassionate di tecnologia e del web (Carolina è web developer, Camilla lavora in radio e creo stampe artistiche disegnando con l'Ipad) abbiamo cercato un possibile punto d'incontro.

Una vacanza in mezzo alla natura, assieme alle nostre bici, spesso in mezzo al nulla, ma nel contempo, comunicando in tempo reale con gli utenti che hanno voluto seguirci. Dai parenti più ansiosi, agli amici lontani, chiunque può sapere se stiamo bene, quando abbiamo caricato l'ultimo video e quale tappa stiamo affrontando quel giorno.


Avete scritto: una "vacanza social", in che senso?

Esatto. Su un'unica pagina web sviluppata ad hoc tutti gli status dei social (foto, video e testo) abbiamo caricato dal nostro mobile in tempo reale. Una vera e propria "vacanza social".

Lo sappiamo che di solito in vacanza si "stacca la spina" dai social e dal web. Noi non lo abbiamo fatto, perché l'importante è farne un uso intelligente. Con il nostro diario on line possiamo dare a qualcuno l'idea per un viaggio ed è incredibile come la gente si mobiliti quando chiedi un consiglio (è bastato chiedere consigli su posticini carini dove mangiare nei piccoli paesini della Toscana dove facevamo tappa, essendo io vegetariana temevo di morire di fame...) anche questa è una vacanza social.

Non c'è intrusione, non c'è "spam", c'è solo un volontario e reciproco scambio di esperienze, una piccola possibilità di portare avanti il concetto di sostenibilità.


Perché L'Eroica?

La scelta dell'Eroica è quasi una sfida. Soprattutto per il tipo di bici che abbiamo usato: le nostre btwin pieghevoli, modificate per l'occasione. Forse c'è da dire che eravamo anche un pò stanche del "vintage" e delle bici d'epoca che sono diventate più importanti della bellezza che c'è nel gesto di una pedalata.

Le nostre sono bici più "pop", comprate con semplicità da Decathlon e con le quali, con fatica, attraversiamo durante tutto l'anno la città di Roma, a nostro rischio e pericolo. Il messaggio che vogliamo lanciare, se di messaggio si può parlare, è che prima di tutto la bici può essere un mezzo alternativo alla macchina e può permetterci di coprire anche distanze considerevoli, basta volerlo.



Come è andata?

La Toscana è una regione splendida e abbiamo goduto di paesaggi meravigliosi. Con le bici è stata dura, ci siamo armate di pazienza e km dopo km "portavamo a casa" ogni giorno una nuova tappa, una piccola conquista. Sono i momenti in cui ti rendi conto che il tuo corpo può fare molto di più di quello che pensi.

Il ricordo migliore?

Ne abbiamo diversi...Il silenzio assoluto, il cibo e quando scoprivamo che mancavano pochi chilometri alla meta. E poi le risate, quelle che ti fai quando sei esausto, non c'è nessuno in giro, il sole picchia e le gambe non si fermano!



Quello peggiore?

Il terzo giono. Abbiamo avuto un momento di down fisico. Erano le due e trenta del pomeriggio. Un caldo pazzesco. Afa. Pe trovare un bar avremmo dovuto deviare di parecchio. Ci siamo sentite perse, siamo scese dalla bici e abbiamo dovuto aspettare un pò...dopo mezz'ora era tutto passato. E' un percorso che mette a dura prova non solo il corpo, anche la mente.

Come è andata l'esperienza social?

E' andata bene, i più "fedeli" sonostati gli amici e i parenti, ma a giorni alterni abbiamo incuriosito perecchie persone che ci hanno seguito e sostenuto.

Rifareste tutto?

Se fin dall'inizio avessimo consociuto esattamente il percorso che ci aspettava, penso che non saremmo partite. A volte è meglio non sapere e sperare che dietro l'angolo ci sia una discesa.


Grazie mille ragazze, e complimenti dagli amici di Travelblog!

by @RondoneR

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