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Parigi ricorda, nelle banlieue, Django Reinhardt

Pubblicato: 09 mar 2010 da giovanni molaschi



Esiste anche un turismo della memoria la cui crescita non è certa agevolata da alcune gite scolastiche organizzate solo per far capire agli adolescenti che esiste un passato triste. Tremendamente triste. Si è soliti associare il turismo della memoria ai campi utilizzati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale o, tutt’al più, ai luoghi statunitensi costruiti per ospitare gli immigrati europei prima del boom economico.

Eppure non esistono solo mete storiche cupe da visitare. A Parigi, ad esempio, il 18° arrondissement (situato vicino alla banlieue di Saint-Ouen) è stato creato un festival per omaggiare Django Reinhardt, musicista di origini zingare che sì stabilì nella capitale francese solo dopo aver vissuto da nomade.

Gli eventi organizzati per ricordare il centenario della nascita partiranno il prossimo 14 marzo, quando al teatro degli Champs-Elysées sarà eseguito un concerto in sua memoria, e termineranno a giugno nella periferia sud di Parigi.

Le banlieue francesi, spesso al centro della cronaca per gli scontri che ricordano quelli successi a Milano negli ultimi anni, per una volta rappresentano i lati positivi del melting pot metropolitano. E non solo quelli negativi.

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