
Arrivano le prime risposte alla domanda Perché calano i visitatori dei musei italiani?. Il sito del ministero, riprendendo un articolo del Velino basate sulle denunce di Legambiente, si occupa della Sicilia e dello stato in cui versano musei, opere d’arte e aree archeologiche dell’Isola.
Opere esposte in locali surriscaldati dall’assenza dell’impianto di climatizzazione. Situazione simile al Baglio Florio di Selinunte, il parco archeologico più grande d’Europa. La storica struttura che dovrebbe accogliere i reperti trovati negli scavi è pronta da una decina di anni, mancano solo i finanziamenti per gli arredi interni. Intanto il tempo passa e la costruzione inizia ad andare in rovina, tanto da essere divenuta ricovero abituale di colombi e volatili vari. La gipsoteca del Civico di Caltanissetta è chiusa dal 2002. Mancano i fondi per i gessi che continuano a prendere polvere nei magazzini di enti e istituzioni in cui sono stati frazionati. Il Parco Archeologico di Enna è chiuso da un anno e mezzo in mancanza della messa in sicurezza della struttura. Nel 2008 oltre mezzo milione di visitatori hanno “abbandonato” i siti archeologici siciliani, con una perdita di circa un milione 400 mila euro.
Intanto il ministero dei bei culturali starebbe studiando alcune misure (che dopo aver letto quanto avviene in Sicilia non sembrano però risolutive) per far tornare turisti e cittadini nei musei italiani: ingressi gratis e orari di chiusura prolungati dalle 19 alle 23 ogni ultimo martedì del mese, così da consentire anche a chi lavora di poter dedicare il proprio tempo libero alla visita dei musei. Senza dover attendere il fine settimana e, soprattutto, senza dover incidere sul bilancio familiare. Sono i due pilastri su cui si basa la campagna allo studio del ministero dei Beni culturali per rilanciare le presenze nel sistema museale italiano.
Foto | Flickr
lapo
12 feb 2010 - 13:59 - #1l’organizzazione e la professionalità del turismo e l’integrazione tra le varie forze in campo in Italia fa semplicemnte ridere
erpaolo
03 mar 2010 - 16:06 - #2L’estate scorsa ho visitato i giardini naxos e, nello stesso periodo, Paestum. I Giardini Naxos sarebbero una grande risorsa se solo il visitatore fosse guidato come a Paestum, dove davanti ad ogni costruzione c’è il cartello che spiega cos’è. E poi, il sito siciliano era praticamente abbandonato a se stesso.