Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno

Ascolanodoc, che ha caricato questo video su Youtube, introduce la Piazza del Popolo di Ascoli Piceno con una inquadratura piuttosto originale: piedi che passeggiano su un acciottolato qualunque, forse anche un po' brutto, fino ad entrare in una delle piazze più belle d'Italia. Un vero gioiello, incastonato tra edifici medievali e rinascimentali, che le fanno degna cornice.

Tra portici e logge, trovano spazio la chiesa di San Francesco ed il Palazzo dei Capitani del Popolo, il Caffè Meletti, da consumare e da visitare per le sue splendide decorazioni in stile liberty, tanto belle che nel 1981 il ministero dei beni culturali e ambientali lo ha dichiarato “locale di interesse storico e artistico".

Veramente "gustoso" il sito del celebre Caffè che, con le cronache che trovate nella sezione Salotto-I racconti di ieri, ci riporta indietro nel tempo, in un'epoca quando si incontravano ancora cavalieri che correvano in aiuto di donzelle in pericolo. Nel seguito una di queste storie tratte dal sito.

Dal giornale “Il Corriere di Ascoli” del 10 settembre 1907

“Indecenze!

In Ascoli ne avvengono davvero di tutti i colori con danno del buon nome della città.
Giorni fa due forastieri, un uomo e una donna, trovavansi tranquillamente a sorbire una bibita sotto il portico del nuovo Caffè Meletti.
La donna vestiva con una foggia un po’ diversa da quella delle nostre signore, ciò valse ad attirare l’attenzione di monellacci i quali non solo disturbavano i forastieri, ma si presero l’ardire di accostarsi e colpire lo strano cappello della signora.
Il compagno allora si alzò, naturalmente indispettito, e rincorse i monellacci fino alla via del Forno, ove assestò un colpo d’ombrello ad una ragazzina che era una tra i maleducati.
Una guardia di città, invece di condurre in questura i disturbatori cui si doveva dare una ben meritata lezione, trasse in arresto il signore.
In questura egli dichiarò di essere il Professor Dottor Biehringer di Braunschweig di Germania.
Il vice-segretario comunale signor Marini Cesare, che aveva assistito a tutta la scena indecente, cavallerescamente rassicurò la signora straniera e recatosi con lei in questura fece le sue brave dichiarazioni spiegando il fatto.
Lo straniero fu tosto rilasciato in libertà.”

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