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Il viaggio di notte di Claudio Visentin

Pubblicato: 04 mar 2009 da debora

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…Partenza ovviamente un poco prima del tramonto. Avverto l’albergatore dove risiedo che questa sera non tornerò. Pago un quattro stelle per dormire per terra e all’aperto: è un’idiozia, ma mi mette di buonumore….Al tramonto lo spettacolo è talmente romantico da essere quasi insostenibile: impossibile raccontarlo o fotografarlo, ogni foto sarebbe una cartolina….Ci si mette in cerchio, seduti per terra, alla luce delle torce….Il buio intorno compatta il gruppo, fa cadere le maschere quotidiane e scioglie le reticenze. Una conversazione sincera, merce rara. …

La vista non è l’unica risorsa, udito e olfatto vengono in aiuto. Un passaggio pericoloso sopra un canale è segnalato prima di vederlo dal rumore dell’acqua che scorre impetuosa; e nell’imminenza dell’arrivo il mare si annuncia da lontano col suo vento che sa di sale, e si mescola all’odore buono del bosco…..Ho promesso a me stesso di dormire all’aria aperta almeno una volta all’anno. Per ricordarmi che il mondo ci appartiene, che non è un ambiente ostile da cui difendersi rinchiudendoci nelle nostre case, e che Dio è anche un grande albergatore per le sue creature…..

D’altronde questa, verso le due di notte, quando il giorno sembra non dover tornare mai, è l’ora dei dubbi, delle paure: “l’ora del lupo”….Mi sveglio poco prima dell’alba, da quanto tempo non vedevo sorgere il sole: prendo nota mentalmente, un’altra esperienza da concedersi più spesso. ….

Non aggiungo niente, solo il link allo splendido pezzo di Claudio Visentin, e il consiglio di leggerlo solo quando avete 5 minuti per voi, per leggerlo con l’attenzione che merita.

Foto | Japokskee.

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