Un paradiso nascosto nella nuova Caporetto

Sullo Herald Tribune ho letto un inno alla cucina di Tadej Krzisnik, rivelazione ventiduenne della cucina slovena che lavora allo Hiša Franko di Kobarid: a Staro Selo (che in epoca italiana si chiamava Sella di Caporetto), dove in un vecchio edificio rurale, costruito nell’Ottocento sotto la dominazione asburgica, e oggi sapientemente restaurato in modo da cancellare i segni del mortificante grigio del periodo jugoslavo, sorge uno dei ristoranti sloveni che più testimoniano il nuovo corso della gastronomia locale. (parola di Papageno).

Lì vicino si trova Nebesa, che in sloveno vuol dire paradiso. Al posto della vecchia stazione di sci chiusa nel 1997, sono state costruite secondo i principi della bioarchitettura quattro casette di design in pietra, acciaio e legno, con grandi vetrate che guardano lo storico Monte Nero e la cima del Canin. Alle spalle delle abitazioni, tutte con camino, si intravedono la laguna di Grado e le colline del Friuli. (parola del Corriere). Glory of Carniola ne parlava nel lontano 2004.

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