Vardzia in Georgia, baluardo cristiano contro l’invasione Mongola


Anno domini 1185 dopo Cristo, sempre più spesso i demoni arrivavano dalle steppe dell'est, a dorso dei loro cavalli, per razziare nelle fertili valli comprese tra il grande e il piccolo Caucaso, dove da secoli si erano insediati i georgiani, tra i primi a dichiarare il loro regno cristiano.

In quell'anno la regina Tamara, figlia di Girorgio III, re dei re e regina delle regine, castigo dei vicini regni musulmani, decise di costruire la città monastero di Vardzia, baluardo cristiano per resistere alle invasioni dei mongoli. E tale rimase fino a quando nel 1551 fu conquistato e distrutto dai persiani di Tahmasp I.

Quello che rimane oggi è solo un riflesso delle oltre 6.000 stanze disposte su tredici piani, con una chiesa, la sala reale e un sistema di irrigazione che permetteva alla città di sopravvivere grazie ai frutti delle terrazze coltivate. Oggi qui ci vive un manipolo di monaci, che conserva il ricordo di quell'epoca, e accompagna i visitatori per le gallerie segrete di Vardzia.

Galleria fotografica di Vardzia in Georgia. Foto | Lidia Ilona | rogoyski.

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