Napoli - Sul Monte Echia in ascensore. Un piano rilancia la villa di Lucullo

Giovanni Messina, salvato dagli archivi a pagamento di Repubblica grazie a Europa Concorsi:

Da Santa Lucia alle rovine di Palepoli in ascensore. Un modo per avvicinare il Monte Echia, nucleo originario della città greca, a napoletani e turisti. Fra pochi giorni il progetto verrà consegnato agli uffici tecnici di Palazzo San Giacomo.

L'opera sarà scavata nel tufo del Monte Echia, all'altezza dell'incrocio di via Santa Lucia con il Chiatamone. La cabina dell'apparecchio potrà contenere una decina di persone e correrà lungo le pareti di un pozzo verticale profondo 40 metri. «Ma non sarà assolutamente visibile dall'esterno - tiene a precisare Renato Sparacio - Questo ascensore non altererà in alcun modo il paesaggio».

Il viaggio, una manciata di secondi, terminerà proprio in corrispondenza del belvedere del Monte Echia, a pochi passi da quel che resta della villa romana di Lucullo. Un'area che, a dispetto del suo alto valore storico e simbolico, versa in uno stato di grande abbandono. Il progetto mira appunto a rilanciarla e riqualificarla con l'ampliamento dei giardini già esistenti, l'installazione di panchine, di un piccolo chiosco con i tavolini all'aperto.

Il tutto è strettamente collegato al disegno di recupero delle Rampe di Pizzofalcone, la tortuosa strada che conduce al Chiatamone e di Villa Ebe, la residenza dove visse e morì, ai primi del Novecento, l'eclettico ingegnere Lamont Young. La struttura venne acquistata dal Comune sul finire degli anni Novanta. Ma non ebbe molta fortuna: un violento incendio, divampato nel marzo del 2000, ne danneggiò le bellissime sale interne e la scala elicoidale. Il progetto di restauro, affidato anch'esso al gruppo di Gravagnuolo e Sparacio, prevede la creazione di un grande spazio per mostre e convegni con tanto di ristorante e caffè letterario.

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