Il parco a tema più strano in Europa: Back in the Ussr nel bunker in Lituania

Tre muse, Vilnius Memoria storica o turismo ultima frontiera? Un'esperienza da sopravvissuti, circondati da attori in divisa militare che vessano chi entra. Si chiama Survival Drama quello che il visitatore, ops, il cittadino della Repubblica Socialista Sovietica della Lituania, è chiamato a rivivere nel parco a tema di Vilnius, intitolato "Back in the Ussr".

Adeguato, quindi, l'appellativo di parco a tema più strano del'Europa che Environmental Graffiti gli ha affibiato. La capitale della Lituania (nella foto di lostajy il monumento alle muse) propone il parco sovietico per un "tour" di due ore e mezzo in un bunker a 5 metri sotto terra per fingere di essere nel 1984, anno orwelliano e di Guerra fredda. Si legge su Repubblica.it:


"Tra il suono ovattato della neve che cade e il ringhiare rabbioso dei cani, i partecipanti vengono scortati fino all'ingresso del bunker dove sono costretti a lasciare soldi, telefoni cellulari e macchine fotografiche e ad indossare delle logore tute da lavoro. Si inizia con l'inno e l'alzabandiera: in fila e a ritmo di marcia scandito dalle voce dei militari il gruppo viene scortato fuori. Non importa se piove o se la temperatura è sotto lo zero. Non sono ammesse risate né battute e chi non è ancora entrato nel clima del bunker viene punito dai militari con una serie di flessioni da fare nel fango".



Non si è più turismi ma sospettati costretti a indossare maschere antigas e subire perquisizioni contro il muro. Quando sembra che sia finita...

"I visitatori corrono verso l'uscita e cercano di aprirla ma improvvisamente si spengono le luci e si accendono le sirene. Resteranno lì, nel buio totale del bunker, per una decina di lunghi minuti prima di accedere all'ultima ala dell'edificio: il refettorio del soviet. Qui, prima di tornare alla vita reale, i cittadini saranno costretti a mangiare un tipico pasto sovietico in scatola, bagnato da un sorso di vodka pura, ma riceveranno anche un attestato di partecipazione e un souvenir originale dell'era sovietica".

Da sottolineare, oltre l'aspetto della spettacolarizzazione, quello sociale (è realizzato da un gruppo di attori insieme a ex ufficiali) e culturale, legato alla candidatura di Vilnius a Capitale della cultura 2009. Non è allora vago sensazionalismo: l'intento è evitare l'oblio del passato. Le prossime visite/rappresentazioni sono programmate per il 6 e il 13 dicembre. Ci chiediamo cosa ne pensino i lettori di Travelblog...

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