
Che l’Italia sia il paese dei campanili, e delle guerre tra campanili, è noto a tutti. Regioni contro regioni, città contro città, paesi contro paesi, addirittura borghi contro borghi, sono le rivalità, divertenti o stupide secondo il livello dei contendenti, che ci accompagnano quotidianamente, che in quanto italiani forse riusciamo a superare (e sottolineo il forse) solo quando siamo all’estero.
Ora, anche un po sadicamente, voglio mettere un pò di pepe in queste discussioni, raccontandovi di un post che ho trovato su RoadJungTravel, un sito simpatico, pieno di info utili, soprattutto per quelli che vogliono viaggiare spendendo poco, quelli che si fidano di fare l’autostop insomma. Il post racconta delle 10 peggiori città al mondo da visitare. Tra queste, secondo me a sorpresa, al 9° posto ho trovato Milano, che
L’incipit del post è più o meno questo: l’Italia è un paese pieno di charm, cultura e persone simpatiche. Milano non ha alcuna di queste qualità, a meno che voi non consideriate cultura i ricconi che rimangono a bocca aperta davanti a modelle anoressiche che si pavoneggiano sopra le passarelle vestite con creazioni dai prezzi assurdi. E il post continua, puntando il dito soprattutto sulla presunta attitudine degli abitanti a considerare tutto e tutti in funzione del valore, presunto o reale, economico. “Se non spendi tre quarti del tuo salario in vestiti non sei nessuno” a Milano racconta il post. Il clima è pessimo, la gente icavolata e più preoccupata delle apparenze che dell’essere come persona. Tutto riassunto poi da un titolo, Milan a Chic Shithole, che è piuttosot diretto.
Sarò stata fortunata, sarò stata favorita dall’aver lavorato in una ditta che aveva sedi a Roma e a Milano, ma quando sono stata nel capoluogo meneghino mi sono trovata bene, niente di tutto quanto detto sopra. Ragazzi come tutti i ragazzi del mondo, occasioni di svago che a Roma ancora non avevano preso piede (il mitico aperitivo dopo la dura giornata di lavoro), la scoperta di un centro storico, raccolto e godibilissimo. Ovvio, non faccio paragoni con altri centri, ma alla fine mi trovo più nel post di di Jessica, che in questo dei RoadJunkers.
A questo punto vorrei sentire la vostra, e condividere con tutti quanti conoscono poco Milano, i motivi per cui vale la pena di visitare Milano; intanto possiamo spedire una cartolina di Milano. Per la cronaca le altre città sono Bombay, Dubai, Liverpool e Manchester, ogni sobborgo statunitense, Guatemala City, San Paolo, Beijing, Singapore e Cancun. Foto| francesco sgroi.
Catello
19 nov 2008 - 12:34 - #1Mi piacerebbe capire come, chi ha stilato questa classifica, ha visitato Milano. Sinceramente sembra di leggere i vaneggiamenti di qualcuno che è stato a Milano di passaggio in macchina e neanche si è fermato. Conosco piuttosto bene Milano, e dire che è una pessima città è una bestemmia vera e propria. Ha certamente i suoi problemi, qualcuno anche grosso, ma sicuramente ci sono delle città che sono di gran lunga meno vivibili e meno visitabili. Amo i Blog ed i Blogger, ma a volte diamo troppo peso, a mio modo di vedere alle sparate del primo che ci capita… Nessuno si offenda chiaramente. Questo è un blog fatto veramente bene, sempre pieno di informazioni utili. Ciao a tutti
dagon75
19 nov 2008 - 18:51 - #2Sono oltre 10 anni che vivo a Milano (dai 18 ai 33 di oggi).
Ho letto il post del blogger anglofono, ma non trovo nulla di sbagliato. Certo ha “dimenticato” le cose bellissime che ci sono puntando tutto su alcune di quelle brutte ma non posso dire che si sbagli.
belzebù
20 nov 2008 - 11:29 - #3Ci sono nato e cresciuto, tra l’altro in una zona anche discreta dal punto di vista degli spazi e del verde.
Ora abito a 15 km, ho 43 anni e la trovo brutta, insopportabile, senza un obiettivo preciso che ne connoti definitivamente il ruolo.
Vuole esser efficiente, ma non è in grado di esserlo per carenze strutturali (tangenziali, raccordi, metropolitane anche circolari, collegamenti con comuni limitrofi ecc) il poco di bello che c’è, non lo si sà valorizzare.
Vorrei che con l’expo 2015 si dia il giusto indirizzo a Milano ( vorrei che si puntasse sul bello e vivibile) ma credo che sarà un altro treno perso. Per la cronaca, la tanto sbandierata riapertura dei navigli, è già stata accantonata.
dani77
22 nov 2008 - 20:52 - #4Ognuno può certamente avere le proprie opinioni e può anche decidere di non venire mai a visitare Milano.
Io però a Milano ci vivo e sono felice di questo. Ho vissuto anche all’estero ed ho visitato molte città in gran parte del mondo. Ogni volta che torno a Milano mi sento a casa.
Ecco un elenco di cose per cui sono fiero di Milano e per le quali vorrei continuare a viverci:
- il Duomo di Milano
- la Triennale di Milano
- colazione con cappuccio e brioches in pasticceria
- i tram gialli (che San Francisco ci ha comprato)
- la Rotonda della Besana
- il Cenacolo Vinciano
- il Parco Sempione e il Castello
- Zona Tortona
- il Salone del Mobile e la Design Week
- le architetture di Gio Ponti
- i giardini Indro Montanelli
- via Manzoni
- i Navigli e corso di Porta Ticinese
- le Colonne di San Lorenzo
- la collinetta del Mom al mercoledì sera
- la Galleria
- Palazzo Reale
- la Torre Velasca
- Brera
- la vicinanza con il Lago di Como
- la vicinanza con il mare
- agosto città deserta
- l’aperitivo
- il panettone
- la cucina milanese
- le serate universitarie
- la Bovisa
- l’Arena e l’Arco della Pace
- il cimitero Monumentale
- sant’Ambrogio
- la fiera dell’artigianato
- la giusta quantità di persone che vivono la città.
Ce ne sarebbero altri di motivi e la lista sarebbe forse interminabile. Certo che se chi è milanese vede sempre e solo le cose negative (traffico, politici locali, restrizioni varie, ecc…) sarà sempre una città bruttissima. Ma New York non è uguale? Londra, Rio de Janeiro, Tokio? sono migliori di Milano? certo, hanno altre peculiarità, ma non credo possano dire di essere secoli avanti.
Lo stesso ragionamento vale per tutti coloro i quali vengono a Milano e si lamentano perchè in inverno fa freddo, piove, c’è la nebbia, d’estate fa caldo, ecc… beh ragazzi, se cercate i tropici non dovevate venire qui.
Paulie
13 apr 2009 - 12:47 - #5A Milano ci vivo e ci lavoro.
L’ho scelta quando ho deciso di iscrivermi all’università, perché
era una città che prometteva un futuro, un’apertura al mondo…
Vicina all’Europa molto più di Roma, faceva respirare un clima di internazionalità.
Città del Design e soprattutto della Moda, con un occhio attento alle tendenze e alle novità, Milano è sempre stata un centro ricco di fermenti.
Non è più così. Con dispiacere devo affermare che in questa città non c’è nulla che valga davvero la pena di essere visitato. Sì può vivere senza la Triennale, senza il PAC, senza la Pinacoteca di Brera, il Poldi-Pezzoli, il Duomo, Giò Ponti, etc.
Non si può vivere senza una cultura urbana che produca altra cultura, che promuova la cultura come dinamismo e confronto.
Milano vive di noia e stanchezza tutto ciò che è nuovo e che è fuori da certi stereotipi.
Come mai la città del Design non ha un museo del Design degno di questo nome? Per non parlare della Moda, ferma nel meccanismo stantio di clichés triti e ritriti, dove la ricerca è relegata a una nicchia di mercato talmente piccola che è quasi inesistente e per emergere deve varcare le Alpi…
Io vivo di ricerca, proprio in un campo che è a metà tra l’Arte e il Design, tra la Scultura e la Moda, con una serie di competenze tecniche acquisite in anni di totale dedizione al lavoro. Anche questo non va bene a Milano!
Puoi lavorare 14 ore al giorno, arrivare a risultati più che apprezzabili, ma se poi la sera non vai nei posti “giusti”, non sei “in tiro”, non fai lo show-off di quello che sei e di quello che fai, semplicemente non sei degno di nota. Non esisti!
Sono una di quelle poche persone fortunate, che amano il proprio lavoro, che trovano continuamente un buon motivo per affermare controcorrente le proprie idee, ma una volta chiusa la porta del mio studio, non accenno mai a ciò che faccio, se non dietro espressa richiesta, non ammorbo amici e conoscenti con il mio lavoro e i problemmi annesi e connessi alla mia attività.
Eppure sembra che la tendenza sia questa! Parlare molto di se’, di quello che si fa, di misurare il valore in denaro, di fare a braccio di ferro su chi lavora più ore, di mostrarsi sempre e comunque in atteggiamento competitivo…
Su queste basi, dal punto di vista umano non si costruisce nulla, dal punto di vista lavorativo si finisce con l’essere delle macchine da guerra, pronti a tutto pur di arrivare a trionfare sugli altri, magari più meritevoli. Si capisce che è una lotta all’infinito, senza tregue e senza vincitori.
Sembra trionfare in questa città la standardizzazione a tutti i livelli. Dall’abbigliamento, al look, ai colori, agli accessori tecnologici e non, a Milano pare di vedere donne e uomini in divisa. Il crollo delle frontiere e l’apertura a nuovi orizzonti culturali, non ha prodotto in realtà una visione poliedrica, ma piuttosto un orizzonte appiattito.
La conseguenza di tutto questo è l’ostruzionismo nei confronti del nuovo, delle idee forti portatrici di valori, la mancata ricezione di voci fuori dal coro, che hanno molto da dire a riguardo.
Milano non sente e non vede. Neanche ciò che è buono e giusto. E non parlo solo dal mio punto di vista, perchè ciò che è buono e giusto lo è per tutti!
Io Milano l’ho scelta, ma ho vissuto anche all’estero, in tre paesi diversi e un panorama così deprimente non l’ho mai visto!