Natale col torrone e col Niballo, a Faenza

Spesso e volentieri, quando si è costretti a dover convivere con una situazione che ci trova privati di qualcosa che prima era in nostro possesso ed ora non lo è più, in Romagna si usa uno dei pochissimi casi di rhyming slang presenti nella lingua italiana: “Come fare? Fai come a Faenza!” (che fa rima con senza).

Ebbene, non conosco l’origine di questo curioso modo di dire su questa cittadina in provincia di Ravenna, ma posso affermare con sicurezza che non lo si può applicare al caso delle festività natalizie e di Capodanno. La città di Faenza ha infatti dato vita, quest’anno, ad un programma particolarmente ricco di eventi , nei mesi di dicembre e gennaio.

In particolar modo sono due gli avvenimenti da non perdere: l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, per la gioia di tutti i golosi, avrà luogo la Sagra del Torrone, il centro storico della città, famosa in tutto il mondo per i prestigiosi laboratori e negozi di ceramica che in essa hanno sede, si riempirà dei profumi di questo classico dolce della gastronomia italiana e spagnola.

Quasi un mese dopo, invece, il 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, l’atmosfera cambierà profondamente, in occasione de La Nott de Bisò, durante la quale verrà dato fuoco al Niballo, - che deve il proprio nome ad Annibale, antico nemico proveniente da oltre mare –come segno conclusivo dell’anno e simbolo di tutte le avversità e problemi che ognuno vorrebbe “bruciare” per cominciare una nuova vita. E per “riscaldare” ancora di più l’atmosfera, in occasione del rogo si berranno i caratteristici ‘gotti’, ciotole tipiche dell’artigianato faentino decorate ogni anno con motivi differenti e ricolme di ‘bisò’, come viene qua chiamato il vin brulè, bollito con aromi e spezie.

[Foto | Rionerosso.it]
[Video | Youtube]

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