Natale a Oslo, tra Nobel e tradizione



Continua il nostro viaggio tra le nazioni e le città del Nord Europa alla ricerca di tradizioni, eventi e spunti di viaggio in vista delle prossime festività natalizie.

Dopo Finlandia ed Estonia, è ora la volta della Norvegia. Anche qua Natale, o Jul, come lo si chiama da queste parti, è una delle festività più attese dell'anno. Ad anticiparlo, il 13 dicembre, c'è il giorno di Santa Lucia, il Luciadagen, anticamente, ai tempi in cui vigeva ancora il calendario giuliano, il giorno con la notte più lunga dell'anno. Dopo il tramonto, secondo una comune tradizione scandinava, le ragazze si vestono di bianco e percorrono strade e vie delle proprie città cantando carole (una versione con testo norvegese della canzone originale dedicata alla santa, composta a Napoli), mangiando lussekatt (letteralmente, 'gatti di Lucia'), dei buonissimi biscotti allo zafferano decorati con uvetta e glassa, e danzando mano nella mano attorno agli alberi di Natale, che qua sono decisamente giganteschi; per farvi un'idea delle dimensioni, basti pensare che è dal 1947, come ringraziamento per l'aiuto ricevuto durante la II Guerra Mondiale, che gli abeti di Trafalgar Square, a Londra, e di Edimburgo, provengono dalla Norvegia.
I bambini invece preferiscono aspettare che Nisse, ovvero Babbo Natale, porti loro i regali, la notte della vigilia di Natale. Sebbene molti affermino che Nisse altri non sia che un vezzeggiativo per Nils, Nicola, in norvegese Nisse significa anche Gnomo ed infatti, prima di venire scalzata dalla figura del Santa Claus che tutti conosciamo, era questo buffo gnomo a cavallo di una capra a figurare nei vecchi biglietti di auguri. Ma non finisce qui, perchè nei giorni tra il 26 e il 31 dicembre, c'è un altro periodo amatissimo dai bambini, quello del romjula. In questi giorni si prolunga lo spirito del natale, e i bambini spesso fanno il giro delle case del vicinato per chiedere qualche dolce, oppure rompono e mangiano la casa in pan di zenzero che essi stessi hanno costruito in precedenza.

Anche i più grandi aspettano la sera della vigilia, per incontrarsi tutti e cenare assieme ai parenti. A differenza che in Italia, la cena di Natale è infatti il 24 ed inizia verso le 5 del pomeriggio. Il piatto più diffuso è sicuramente costituito dalle svineribbe, costolette di maiale cucinate assieme a crauti e patate. Il periodo del romjula, poi, è considerato alta stagione, dato che quasi tutti ne approfittano per andare a visitare qualche località turistica.

E a proposito di località turistiche, sicuramente l'offerta di eventi maggiore è quella della capitale, Oslo. Tra i mercatini, i più famosi sono quello nella Piazza del Municipio e quello assai curioso dei designer.

Anche gli amanti della musica avranno pane per i propri denti, vista la mole di concerti in programma, compresi quelli della Filarmonica; il balletto Lo Schiaccianoci all'Opera; gli spettacoli dell'Oslo Gospel Choir; e, infine, il Coro delle voci bianche Sølvguttene (i 'giovani d'argento').

Tutto questo senza dimenticare gli spettacoli presenti in tutta la città e soprattutto la serata di gala del 10 dicembre, durante la quale verrà consegnato il premio Nobel per la pace, con due conduttori d'eccezione, Michael Caine e Scarlett Johansson.

Insomma, c'è da che divertirsi (date un'occhiata all'elenco completo degli eventi), anche perchè, come dice il proverbio:

"Tjuende dag Knut jager jula ut" - 20 giorni dopo natale, la festa è finita... ;)

Natale a Oslo
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