Dove andare vicino Roma, il lago di Vico nella Tuscia viterbese

La Tuscia non ha niente da invidiare alla Toscana. E' solo che in Toscana ci sanno fare, mentre qui nel Lazio, Roma a parte, siamo ancora indietro per quanto riguarda il turismo. Un frammento di discorso che ho carpito, e che nella sostanza condivido.

Lago di Vico
Per festeggiare l'arrivo delle belle giornate, mai così in ritardo come quest'anno, abbiamo deciso di puntare ancora una volta alla Tuscia, il brand turistico che dovrebbe qualificare il meglio dell'ospitalità nella provincia di Viterbo, nel Lazio.

E' relativamente vicino a Roma, è bella, per noi ancora da scoprire, non così cara come Roma (almeno speriamo), e ancora ci ricordiamo della bella scampagnata a Tuscania, di due anni fa. Quindi Tuscia sia, ma questa volta vogliamo fare anche una passeggiata per i boschi.

Decidiamo per il lago di Vico, colpiti dalla belle fotografie dall'alto del lago, che si possono trovare un po' dovunque sul web. Aiutati nella scelta anche dal sito ufficiale del Parco, ben fatto, con tanto di mappa con indicati i percorsi e i punti di sosta.

Arrivare al lago è facile; si prende la Cassia e si arriva sotto al parco. Ma a noi non piacciono le cose troppe facili, e decidiamo di salire verso il lago di Vico, passando da Cerveteri, Manziana ed Olevano Romano. Facciamolo strano ci diciamo.

Se poi guardiamo alla scelta fatta, per la bellezza del paesaggio, campagna che si alterna a fitti ed ombrosi boschi, posso dire che abbiamo fatto un buona scelta; ma se guardiamo al tempo occorso, strade strette e trattori in agguato, devo avvertire che l'abbiamo pagata con 40 minuti di viaggio in più.

Vejano

Viaggio più lungo per arrivare, ma la scoperta di un paese, Vejano, che ci ha ricordato Pitigliano, in Toscana. Più piccola di quella toscana, ma anche qui una rupe tufacea, sulla quale si abbarbicano le ultime (o le prime?) case del paese. Decidiamo che potrebbe essere la tappa di una prossima passeggiata fuori porta.

Arrivati sul lago, con l'intenzione di arrivare sotto il monte Venere, per fare il sentiero del pozzo del Diavolo, ovviamente, prendiamo la direzione sbagliata. Poco male, non abbiamo fretta, il lago non è poi così grande, e in questo modo ci imbattiamo nel posto dove si possono scattare delle bellissime fotografie panoramiche sul lago di Vico e su Monte Venere (cercate l'icona verde con la macchina fotografica, sulla sinistra della mappa).

Lago di Vico
Fatta la fotografia di rito, con altri 10 minuti, e grazie alle indicazioni di due viandanti, arriviamo con l'auto al punto di partenza del sentiero. Poche auto, una zona ombreggiata con delle panche e tavoli di legno, alcuni barbeque in pietra,dei ragazzi che stanno portando due banchi chimici, la stagione è iniziata solo adesso, una cannella che getta acqua fresca, e il bosco davanti a noi. Perfetto pensiamo.

La camminata è stata piacevole; il sentiero che porta al pozzo del diavolo, una scusa per fare una bella passeggiata, è largo ed ombreggiato per tutta la sua lunghezza. Il bosco è aperto e arioso, per cui nessun senso di claustrofobia, ma molto fitto, per cui non abbiamo trovato alcun punto dove avere una vista panoramica, neppure una volta arrivati in cima.

La difficoltà dipende poi dal grado di allenamento; se si è abituati alle camminate, non presenta alcuna difficoltà; buono per la prima sgambata di inizio stagione. Ma se siete camminatori della domenica, potreste accusare la pendenza dell'ascesa. Comunque niente di drammatico; alla fine una bella passeggiata nel bosco, che per i meno allenati, può durare, tra salita e discesa, dalle due alle tre ore.

Scendiamo con la prospettiva di consumare il pranzo a sacco che ci siamo preparati su una delle panche alla partenza del percorso, ma all'ingresso della zona ristoro ci accolgono delle ragazze, molto carine e gentili, che ci informano che la sosta nell'area è a pagamento. 10 euro, che per l'ora di sosta che avevamo programmato, sono decisamente troppo.

10 euro che però possono valere la spesa, se fossimo stati più informati. Perché con quei 10 euro, si può prendere il posto per l'intera giornata, e ci si può organizzare per una bella braciolata con gli amici (l'odore che ci arrivava era dei più invitanti). Ogni tavolo poteva contenere fino ad 8 persone, e se ho capito bene, era compresa anche la legna.

Lago di Vico
Decidiamo di tentare la fortuna, e cercare un altro posto dove fermarci, e così facendo abbiamo l'occasione di passare tra fitti filari di noccioli, vanto di tutta la provincia di Viterbo. E siamo anche fortunati, perché riusciamo a trovare un posto dove fermarci per il nostro pic-nic.

Mezza giornata se ne è andata, ed è arrivata l'ora del caffè per i grandi e del gelato per i piccoli, per cui decidiamo di andare in riva al lago, seguendo l'indicazione per l'Ultima Spiaggia (cosa sarà?). Non sono una grande amante dei laghi, cui preferisco le spiagge battute dall'acqua salata. Ma il lago di Vico mi colpisce favorevolmente.

Sembra ancora ben tenuto, con poche costruzioni sulla costa, se non un piccolo porticciolo, giù in fondo al lago, dall'altra parte rispetto a dove ci trovavamo noi. Alberi ed ombra, quasi fin sulla spiaggia, dove una rada erbetta, solo negli ultimi metri lascia il posto ad una ghiaia grigia, comunque comoda.

Spiaggia libera, cui si affacciano alcuni stabilimenti a pagamento, decisamente originali per chi come me, è abituata alla folla e alla sabbia dei cancelli o di Ostia. Bassi steccati all'inglese a delimitarne l'area, sdraio e ombrelloni posati su un tappeto d'erba, il bosco, che accoglie il bar, le panche, i bbq (ma stanno sempre a mangiare qui?), e un'area attrezzata con i giochi per i bambini. No, decisamente no sono abituata a tutta questa pulizia, ordine e tranquillità. Ma siamo sicuri di essere vicino Roma?

Lago di Vico
Ci piace e molto, per cui decidiamo di fermarci. Un bimbo in acqua, poche coppie che fanno la pennichella, le nostre bimbe che giocano a pallavolo, e noi che ci godiamo un po' di meritato riposo, con gli occhi sul lago e sul monte Venere. Bello. Decidiamo che il lago di Vico ci piace.

E poi andiamo a prendere il caffè all'Ultima Spiaggia, che scopriamo, è un ristorante, che mi fa subito simpatia. Intimo, bianco, affacciato sul lago, lo immagino con il commissario Montalbano in missione a Roma. E forse non mi sbaglio, perché passando tra i tavoli, mi raggiunge un odore di buono, di piatti a base di pesce, che colorati ed abbondanti, fanno bella mostra di se, sui tavoli degli ospiti.

Mmmhhhh, so che è peccato, ma per un attimo ho provato invidia per i commensali. Mi sarei fermata ben volentieri. Prendo il caffè con lo sguardo sul lago, promettendo che sarà per la prossima volta. Ma ora non è cosa; abbiamo un programma da rispettare, e il Palazzo Farnese a Caprarola che ci aspetta.

p.s. lungo la strada per Caprarola, mio marito si è fermato per fare benzina, ed ha casualmente chiesto al gestore, un consiglio per mangiare bene nelle vicinanze del lago. "Io vado sempre all'Ulitma Spiaggia", è stata la risposta. Coincidenze o io che ho naso?
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Foto di Vejano da Wikimedia Commons, le altre sono mie.
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