Il crack di due tour operator lascia a terra i sudditi di Sua Maestà in giro per il mondo

Crack
Crack è il titolo di quest'opera, esposta qualche tempo fa al Tate di Londra. Crack, rompere, incrinare. Crack è il crollo borsistico di una società quotata. Ma non occorre essere un cliente o dipendente di una banca statunitense per sentir parlare di Crack. Basta, per esempio, chiamarsi Terry, abitare a Londra, e programmare con un anno di anticipo le vacanze con moglie e bambini ad Orlando in Florida.

Terry è uno a cui piace programmare le proprie vacanze. Ha anche chiamato il giorno prima della partenza, il proprio tour operator, per verificare che tutto fosse a posto per la partenza del giorno dopo per le proprie vacanze. Tutto ok gli hanno risposto, dorma tranquillo. E tranquillo era Terry, quando si all'aeroporto si è presentato al check in per partire. Crack gli hanno risposto; il tour ha fatto crack e lei non può più partire.

Peggio è andata ai dipendenti dei due tour operator britannici, XL Leisure Group e K&S Holiday, che sono senza lavoro. Peggio è andata a chi era già partito con una delle due società e non sapeva più come rientrare a casa. 1.500 erano i turisti bloccati nelle isole Canarie. Così, per risolvere il problema dei connazionali rimasti bloccati all'estero, il governo di Sua Maestà ha organizzato un ponte aereo (il più grande della storia).

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Foto|judepics.

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