Il ponte dei 33 archi di Esfahan, in Iran

Il ponte dei 33 archi di Esfahan, in Iran

A meno di saper leggere il farsi, da non confondersi l'arabo, preferisco utilizzare la traslitterazione, Si-o-se Pol, all'originale سی و سه پل.

Ponte dei 33 archi è il significato del nome di questo ponte, uno degli undici ponti della città di Esfahan, oltre un milione e mezzo di abitanti nell'Iran centrale, gemellata con Firenze.

Il ponte viene spesso preso ad esempio dell'architettura in voga quando in Iran regnava la dinastia Safavidi, quella che stabilì lo sciismo quale religione di Stato.

Il progetto iniziale prevedeva che l'interno degli archi posti a livello pedonale, fossero affrescati, ma poi non se ne fece niente a causa di resistenze di tipo religioso.

Costruito tra il 1599 e il 1602, il ponte dei 33 archi, lungo quasi 300 metri, largo 13 metri, permette il passaggio sopra le acque dello Zayanderud, che corre per 400 chilometri, prima di gettarsi nel lago salato di Gavkhouni.

Sui basamenti su cui si sorreggono gli archi del ponte, si trovano dei locali all'aperto, dove si può mangiare, bere del tè e fumare il Galyan, la versione persiana del nargileh.

Vedi anche il deserto del Kavir in Iran, la moschea di Isfahan e il villaggio di legno in Iran.

Il ponte dei 33 archi di Esfahan, in Iran
Il ponte dei 33 archi di Esfahan, in Iran
Il ponte dei 33 archi di Esfahan, in Iran

Foto Wikimedia Commons

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