
Vi siete mai accorti di quante brutture macchiano la nostra bella Italia? Scheletri di cemento abbandonati, selve di cartelli nei centri storici, manifesti che deturpano il paesaggio, piazzette trasformate in parcheggi: spesso siamo talmente abituati alle brutture che rovinano il nostro bel Paese che quasi non ci facciamo più caso.
Si apre con queste parole l’invito del Fai (Fondo per l’ambiente italiano) a votare i luoghi che ci stanno a cuore e sollecitare così interventi che li riportino al loro stato originario (nella foto Villa Durazzo-Bombrini, Cornigliano-Genova). Purtroppo non si possono sanare tutti gli scempi ma nelle edizioni passate (2003, 2004 e 2006) sono stati raggiunti risultati importanti come nel caso degli ulivi secolari di Puglia che dallo scorso anno sono tutelati da una legge regionale, o in quello del Parco della Rocca Borromea ad Arona che, chiuso ormai da anni, dovrebbe riaprire al pubblico la primavera prossima.
Le segnalazioni delle brutture che si vorrebbero cancellare da un luogo amato possono essere fatte, fino al 30 ottobre di quest’anno, compilando la cartolina distribuita presso le filiali del Gruppo Intesa Sanpaolo, i Beni del FAI aperti al pubblico, le delegazioni del FAI distribuite su tutto il territorio italiano, i punti vendita la Feltrinelli e RicordiMediaStores; utilizzando l’apposito coupon pubblicato su quotidiani e riviste; su www.iluoghidelcuore.it o http://iluoghidelcuore.it.msn.com.
Il FAI interverrà su uno o più beni tra quelli che riceveranno il maggior numero di segnalazioni, attivandosi per sostenere le azioni di recupero, tutela e valorizzazione promosse sul territorio e mettendo a disposizione eventuali contributi economici per casi specifici, individuati tra i “Luoghi del Cuore” che avranno ricevuto il maggior numero di segnalazioni e per un massimo di dieci beni per ogni censimento.
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