Un’isola del dodecanneso dove la modernità non è arrivata: Karpathos

L’isola è sperduta tra Creta e Rodi, conosciuta soprattutto per i campionati di windsurf grazie al vento che soffia constante nella baia, nasconde al nord due perle: Diaphani, un porticciolo di pescatori immutato nel tempo e Olymbos, un villaggetto arroccato sulla montagna. Due sono gli avvenimenti che animano la vita di Olymbos: la Pasqua ortodossa ed i festeggiamenti del ferragosto.

Ideale per chi ha in mente un giro nel Dodecanneso, programmare una tappa quest’estate e raggiungere la cittadina di Olymbos, qualche chilometro in taxi dal porto di Diaphani dove la società locale, di stampo matriarcale, si raduna nella piazzetta del paese per una notte di festa: gli anziani suonano e bevono al centro di un cerchio magico fatto di ragazzi e ragazze che incessantemente ballano… ma non è solo di ballo che si parla, infatti in questa notte si suggellano le nozze che le famiglie hanno negoziato durante tutto l’anno, per dare marito alle primogenite femmine, si scelgono i partiti migliori, spesso sono ragazzi i cui genitori sono emigrati ma che ancora si sottopongono al rito dei matrimoni “combinati”.

Il fascino del nord di questa isola sta proprio nel mantenimento di tradizioni, agricole, sociali, riti tramandati da generazione in generazione. L’accoglienza turistica è rustica e, forse per questo, conserva il sapore delle mete nascoste al turismo di massa. Nei mesi di luglio ed agosto Diaphani è soprattutto frequentata dalla buona borghesia intellettuale italiana alla ricerca di uno “stacco” completo; architetti, magistrati, medici, lasciano titoli e responsabilità per immergersi nella natura incontaminata di questi luoghi.

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