I buoni vacanze? Boh!

Quando si parla di fondi pubblici e sovvenzioni occorre prepararsi al burocratese, a strumenti di comunicazione che tanto sanno di soldi spesi tanto per essere spesi. E' così per il discorso che riguarda i cosiddetti buoni vacanza.

In pratica: nel 2000 venne approvata una legge con la quale si creavano dei fondi pubblici da utilizzare per sostenere anche finanziariamente le vacanze delle fasce sociali deboli come i giovani, gli anziani e le persone a basso reddito in generale. Naturalmente, e su questo nulla da dire, la legge voleva favorire sia le persone a basso reddito sia gli operatori turistici che con questa iniziativa hanno la possibilità di accogliere turisti che vengono sovvenzionati per andare in vacanza in bassa stagione.

Nasce da questa legge e dalle sue risorse l'iniziativa della Federazione Italiana Turismo Sociale (Fitus), Buonivacanze.it. Per ora quelli della Fitus sono alla ricerca di operatori turistici interessati ad essere inseriti nel catalogo vacanze che verrà distribuito. Poi cercheremo di capire come, quando e dove i cittadini potranno beneficiare di questi fantomatici Buoni.

Insomma l'iniziativa è interessante ma come al solito quando si parla di finanziamenti pubblici tutto diventa poco chiaro e da l'impressione di soldi spesi perché dovevano essere spesi. Non capite quello che voglio dire? Date allora un'occhiata al sito Buonivacanze.it e cercate di capirci qualcosa.

Nella foto, un bel convegno dal titolo: "Nuovi strumenti per il turismo sociale: i Buoni Vacanze e gli altri servizi di rete". Tanto per non farsi mancare nulla.

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