Cosa vedere ad Arezzo, la chiesa di San Francesco


Aveva perso cognizione del tempo Erica e non riusciva a ricordarsi da quanto si trova dentro la chiesa, in contemplazione di quelle pitture che gli avevano riportato alla mente gli anni felici del liceo artistico, quando il dubbio più grave riguardava quale giorno fare sega, per evitare di essere interrogata dalla prof d'italiano. Era rimasta così assorta davanti a quegli stupendi affreschi, 12 ne aveva contati, che il commesso aveva esitato a disturbarla, e se alla fine lo aveva fatto, era stato solo perché l'orario di apertura era già passato da un pezzo.
"Mi scusi signorina. L'orario di visita è terminato già da qualche minuto." gli fece addolcendo la g così tanto da nasconderla.
"Certo. Anzi mi scusi lei. Ero così presa che non mi sono accorta che ore fossero." gli aveva risposto Erica mettendo a fuoco il volto e i capelli rasta del commesso.
"Non si preoccupi. Anzi, la posso aiutare in qualche modo?"
Stava per rispondere di no, che non le occorreva aiuto, ma il sorriso furbetto dietro la divisa e la matassa di capelli incolti le aveva fatto cambiare idea.
"Sa mica dove possono trovare un posto economico dove mangiare qualcosa? Prima però mi occorre trovare anche un bancomat."
"Se mi aspetti un attimo fuori di chiesa ti porto in un posto giusto." gli rispose lui, passando velocemente dal lei al tu, quasi avesse già staccato dal turno di lavoro.

La Basilica conserva il ciclo di affreschi della "Leggenda della Vera Croce" di Piero della Francesca. Si tratta di 12 affreschi realizzati intorno alla metà del 1.400 da Piero della Francesca. Questi realizzano un ciclo narrativo, che va dalla morte di Adamo alla Esaltazione della croce, ma non cercate di trovarlo nella sequenza con cui gli affreschi sono disposti tra le pareti e il fondo della Cappella Bacci, perchè l'artista le dispose secondo il criterio del Bello e non quello del Tempo. E questo forse oggi disturba il nostro animo Razionale e concentrato sul Particolare, forse non più capace di cogliere i segni del Bello e del Grande.

La basilica si trova dietro a Piazza Grande, il centro pulsante di Arezzo.
La leggenda della Vera Croce la trovate sul sito dedicato al grande Piero.
Potete acquistare on line il biglietto d'ingresso Cappella Bacci.
La fotografia è di yahti.com.

"Insomma, mi è dispiaciuto veramente fare la figura della barbona con il tenente, con Mario. All'inizio avevo pensato che fosse il solito provolone, con tutte le sue storie sulle Frecce Tricolori, con gli incidenti aerei, con tutti i posti in cui era stato. Manco fosse un'agenzia di viaggio."
"E invece?" gli aveva chiesto Andrea, il commesso rasta che ora stava seduto davanti a lei nella trattoria dove si erano fermati a pranzare.
"E invece era un tipo a posto. Penso che gli piacesse veramente raccontare. Raccontare dei posti, delle avventure e delle persone che aveva incontrato."
"Certo però, la storia del suo incontro con la ragazza marocchina a Roma, mi sta tanto di balla."
"Andrea, non lo so. Magari sarà stato tutto inventato. Però era una bella storia, ed è questo che conta per me. E magari aveva un seguito, se non fosse stato per quel cavolo di controllore. "
"Com'è che ti ha detto? Ah, si...Signorina! E che ho la faccia di un bancomat io? Avrei pagato per sentirti rispondere."
"Ma dai! Se l'è meritata. Per colpa sua sono dovuta scendere dal treno. Senza contare la figura di me... che ho fatto con Mario."
"Ma se non sai neppure come fa di cognome? Cosa ti importa? Piuttosto, pensi di riprendere il viaggio per Firenze? Se vuoi ti accompagno alla stazione."
"No, grazie. Ho cambiato idea. Non vado più a Firenze. Tu piuttosto, ora mi devi dire dei tuoi capelli. Me lo avevi promesso"

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