I viaggi di Erica: Jama‘a el-Fnaa a Marrakech

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Djema el Fnaa a Marrakech
“Ti dico che è un’esperienza da fare. Tu poi che sei ancora così giovane, potresti girare tutto il Marocco, non solo Marrakech. Insomma, giravo per i fatti miei per le bancarelle di questa piazza enorme, giama el fana o come cavolo si chiama, così grande che forse solo Prato della Valle a Padova gli sta dietro, con la speranza di perdermi i miei compagni di viaggio, sai i soliti italiani all’estero, con un unico pensiero in testa. E c’ero riuscito, perché mentre loro stavano davanti alle bancarelle scamuffe ad uso dei turisti (vestiti finti marocchini e incantatori di serpenti), io giravo tra quelle per i locali, sai per capire come vive la gente normale, quella vera che non si traveste per acchiappare l’euro o il dollaro del gonzo di turno. I colori, tanti e diversissimi, le facce cotte dal sole e le mani che mulinano in aria inseme alle parole, non è così poi diverso da tante piazze e mercati da noi qui in Italia. Sono i veli delle donne e gli odori dei cibi e della polvere che ti ricordano dove sei.”

Jamaa el-Fnaa raccontata su Trivago.
L’hotel Riad Chouia Chouia e il Riad Taylor vicini alla piazza di Jamaa el-Fnaa.
La piazza su google map.
Una poesia di chi a Jamaa el-Fnaa ci ha lasciato un pezzo di cuore.
La fotografia è di muesli.
Il bellissimo set fotografico di Laiv che scrive:

Su tutte la magica Piazza Jama’a el Fnaa a Marrakech.
Magica perchè se un visitatore vi fa una visita al mattino ed un’altra la sera corre il rischio di non riconoscerla.
Perchè se al mattino si possono bere succhi d’arancia, comprare uova di struzzo, stoffe, datteri e mille altre cose, di sera questo è probabilmente il più grande self service alimentare marocchino


“Insomma giravo per questa piazza, quando un ragazzino mi urta di corsa. Ti dico è stato un attimo. Io ho una certa esperienza, ma quel figlio di una buona donna era velocissimo. Un furetto. Una sfilza di pardon, scusi ed è filato via con il mio portafoglio. Quando l’ho visto filare via, ho subito capito cos’era successo. Te l’ho detto che sono cresciuto a Napoli no? Comunque mi sono messo a correre per cercare di riprenderlo, ma quando è arrivato nella parte nord della piazza e si è infilato nelle stradine della Kasbah ho capito che mi aveva fregato e ho lasciato perdere.”

Erica, che all’inizio di quel torrente di parole si era maledetta per aver scelto di sedersi nello scompartimento in compagnia di quell’anziano signore ( “Permetta che mi presenti, signorina. Mario Baldinelli, tenente in pensione , ex pilota delle Frecce Azzure”) ora si sorprese a chiedere a Mario di continuare nel suo racconto. “Scusa, ma mi avevi detto che ti era accaduto qualcosa di veramente incredibile. Di borseggiatori e borseggiati è pieno il mondo.”

“Ehi che fretta. Il fatto è accaduto l’altra settimana, mentre giravo per Porta Portese. Tra l’altro era una bella domenica, dopo il derby che avevamo vinto mercoledì sera. Insomma mentre giravo per le bancarelle, cercando il pezzo che mi serviva per la mia Guzzi, mi sento toccare una spalla. Mi giro e vedo davanti a me una bella ragazza con due occhi scuri, profondi che mi sorridevano felici. Lì per lì ho pensato che mi ero veramente invecchiato, se non mi ricordavo più il nome di una così bella ragazza, anzi una bella donna, che mi sorrideva e mi chiamava per nome. Ciao Mario mi ha detto, conosceva il mio nome! Capisci?”

“E io niente. Stavo annaspando tra i miei ricordi ma non mi ricordavo. E lei si era accorta del mio imbarazzo e sorrideva sempre di più. Un sorriso così bianco, solare, bello che alla fine, per non sembrare anche stupido oltre che rimba, gli ho domandato chi fosse. E non ci crederai, ma era il bambino che nella piazza quel giorno mi aveva fregato il portafogli. Pensa, oltre ai soldi si era tenuta la mia fotografia in divisa, perchè le era piaciuta, cioè gli era piaciuta la divisa. Da allora il suo sogno era quello di diventare pilota d’aerei, e invece diventata grandicella, come donna preferì lasciare il paese e venire in Italia, seguendo il sogno di una fotografia.”

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  • nickname Commento numero 1 su I viaggi di Erica: Jama‘a el-Fnaa a Marrakech

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    sono stata un mese fa fantastico,poi la poesia è bellissima complimenti bella idea,mi ha fatto tornare la col pensiero Scritto il Date —