Budapest: il castello di Vajdahunyad


A Budapest, "la perla del Danubio", mille anni di architettura ungherese sono riuniti in un unico complesso di edifici: il castello di Vajdahunyad, realizzato nel 1896 in legno e cartapesta in occasione delle celebrazioni del millenario della nascita dell'Ungheria per presentare la storia dell'architettura magiara. Gli elementi che lo compongono infatti sono tutti copie di particolari di 21 edifici sparsi nel Paese, mentre l'idea della forma venne copiata dal progettista Alpár Ignác dal castello originale Vajdahunyad, che si trova in Transilvania. La costruzione riscosse un successo tale che successivamente si decise di ricostruirlo in muratura.

Vajdahunyad è circondato da un lago che dà un tocco fiabesco al quadro d'insieme e che, nella stagione invernale, si trasforma in una pista da pattinaggio artificiale tra le più estesi del nostro continente. Al suo interno ha sede il Museo dell'Agricoltura, il più grande d'Europa nel suo genere, che dal 24 aprile al 30 giugno ospiterà la mostra "Il vino Tokaj nel Rinascimento - Il Rinascimento del vino Tokaj" che ripercorre la storia del più celebre vino ungherese. Il museo offre un ampio panorama di allevamento, pesca, meccanizzazione agricola ed enologia, produzione della lana, del vino, coltivazione dei cereali e dei prodotti ortofrutticoli. Si possono ammirare ricostruzioni e miniature di villaggi e case contadine risalenti ad epoche diverse, inclusi alcuni resti di epoca preistorica, che fanno rivivere il lavoro e la vita di tutti i giorni degli agricoltori.

Per dormire nella zona del castello si può provare l'elegante locanda d'epoca Szent György Fogadó, inaugurata l'estate scorsa. Realizzata in un bellissimo palazzo barocco completamente ristrutturato dispone di 26 suite (bronzo, argento, oro e diamante) e di un favoloso ristorante che assicura prelibatezze di cucina ungherese e internazionale. I prezzi delle suite vanno da 270 a 520 euro a notte.

Una curiosità: davanti al museo si trova la statua di un anonimo cronista del XIII secolo, il cui volto è coperto da un cappuccio, che tiene una penna nella mano destra e un grande libro nella sinistra. Dicono che toccare la penna porti fortuna!

Foto|Bruno Girin

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