Laos: Luang Prabang e i monaci buddisti


Luang Prabang stupisce per le sue ricchezze culturali e la sua splendida architettura franco-laotiana, dunque visito la visito in angolo, rimanendo stupita di tanta bellezza e preparandomi ad uno degli spettacoli più suggestivi che questa città è pronta ad offrire a chi la visita.

Un’esperienza irrinunciabile per chi si trova in questa città laotiana è la cerimonia mattutina dei monaci buddisti, conosciuta come Tak Bat.

Alle 5 e mezzo, quando la città è sempre avvolta nel buio della notte e la foschia abbraccia l’intero paesaggio, lascio l’albergo e mi dirigo verso la strada principale di Luang Prabang.
Le vie sono deserte e il silenzio rende ancora più suggestiva l’immagine nuova che mi si offre di questa città; alla confusione diurna si sostituisce un silenzio quasi desolante e irreale.

Costeggio la riva del Mekong, scorre placido, spinto dalla nebbia che ne confonde i tratti e la vegetazione rigogliosa che lo circonda, e raggiungo lentamente il centro deserto.


Quando arrivo mi accorgo che molti ambulanti hanno già preso posto agli angoli dei marciapiedi, alcuni parlano animatamente tra loro, altri sono avvolti su se stessi e dormono di un sonno leggero, in attesa di prendere a lavorare. Sono giovani donne per lo più, stendono vecchie stuoie consunte dal tempo e dall’uso ai margini della strada e le imbandiscono con offerte, seguendo gesti rituali ripetuti giornalmente. Cesti colmi di riso, frutta e fiori profumati è quanto gli ambulanti vendono ai turisti e a coloro che sono intenzionati a rendere omaggio ai monaci.

Da ogni angolo nuove ombre compaiono, sono turisti interessati al cerimoniale ormai noto. Il tempo scorre, la folla aumenta silenziosa, il cielo si schiarisce e la nebbia si dirada lasciando spazio alle prime luci del giorno.


Da lontano inizio a scorgere alcune macchie arancio...i monaci si avvicinano lentamente, alcuni scalzi, altri con vecchi sandali logori, il passo è veloce e ordinato, lo sguardo serio.


Riuniti in fila indiana sfilano dinanzi a noi, turisti e locali inginocchiati sulle stoie sono pronti a rendergli omaggio…nessuno parla ed è solo un continuo muoversi di mani che danno e mani che ricevono. Non ci sono sguardi ne parole, i monaci, alcuni giovanissimi, sono avvolti nelle loro tuniche arancio, non lasciano trasparire emozioni, non incontrano mai lo sguardo di chi offre loro qualcosa.


I recipienti dorati si riempiono lentamente, il passo veloce degli uomini in fila è cadenzato da una preghiera, una nenia continua e dolce che si diffonde nell’aria; bambini sporchi e di una magrezza inaudita tengono grossi sacchi neri aperti e chiedono ai religiosi di spartire con loro l’offerta, che subito viene condivisa.

Le giovani ambulanti si muovono sicure in mezzo allo spettacolo per loro ormai noto, fornendo a tutti coloro che non ne hanno nuovi doni da offrire.

I monaci si allontanano, percorrendo nuove strade per poi scomparire veloci come sono apparsi, rientrando nelle loro stanze e riprendendo la loro vita.


Il giorno è ormai alto, la folla si disperde, ognuno continua il proprio cammino.

Odori di carne grigliata e colori di frutta riempiono le strade, la città ha preso vita e il giorno scandisce lento il suo abituale susseguirsi di eventi.


Mi fermo ad osservare ancora una volta il fiume, ora nitido, accoglie nelle sue acque bambini che giocano tuffandosi da un vecchio ponte di legno, donne che fanno il bucato, pescatori fiduciosi…riesco a scorgere in lontananza tuniche arancio muoversi leggere, ombre risolute protagoniste di una processione unica e toccante.


NOTIZIE INTERESSANTI:

  • La processione dei monaci ha luogo ogni mattina all’alba, basta dirigersi nel centro e attendere;
  • Per chi è intenzionato ad offrire ai monaci qualcosa ci sono numerosi ambulanti che vendono riso e frutta; per chi invece vuole limitarsi ad osservare è bene rimanere a rispettosa distanza durante la processione;
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