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Sondaggio: ha senso boicottare i viaggi in Tibet?

Pubblicato: 06 mar 2008 da debora

Commenti dei lettori

Lago Nam Tso in Tibet
Leggo dal sito Quotidiano.net:

Shanghai, 4 marzo 2008 - La cantante islandese Bjork ha sfidato i suoi fans cinesi gridando “Tibet! Tibet!” dopo un’appassionata interpretazione della canzone “Declare Independence” al termine di un concerto domenica sera a Shanghai.

e subito mi tornano in mente le diverse iniziative che nel tempo, iniziando dalle olimpiadi di Mosca, hanno cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi legati ai temi della democrazia, fame e indipendenza, che toccano diverse popolazione nel mondo. Rispetto a queste ho dei grossi dubbi, soprattutto per i boicottaggi, anche spontanei, quelli per intendersi del tipo “non andiamo più in Tibet per sostenere la causa dell’indipendenza dalla Cina.”

Se da un lato io come viaggiatore, andando in Tibet, potrei accelerarne (anche non volendo) l’omologazione allo stato cinese, non andandoci perdo l’occasione di verificare in prima persona la reale situazione, precludendomi così anche l’opportunità di dare un piccolissimo ma concreto aiuto a quelle popolazioni. Il discorso è molto più complesso di come l’ho posto io ovviamente, ma una domanda, semplicissima, me la voglio comunque rischiare.

La fotografia di chenines è stata fatta nei pressi del lago Nam Tso.
La news l’ho presa dal Quotidiano.net

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Ginxi

    06 mar 2008 - 12:45 - #1
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    Up Down

    Non è una questione semplice, perchè andare in Tibet vuol dire dare credito al governo cinese e soprattutto andare a vedere luoghi di culto ormai gestiti dai cinesi o tibetani che hanno abbracciato la posizione cinese. Non andarci vuol dire perdere l’opportunità di capire cosa succede davvero laggiù. Ma se il governo di Pechino crea problemi per il rilascio dei visti vuol dire che vuole tenere la situazione il più nascosta possibile, ed allora forse è il caso di andarci e portare a casa delle testimonianze. Senza dimenticare che il Dalai bLa Ma sostiene che non bisogna ghettizzare la Cina.
    Alla fine molto dipende da cosa si vuole, se si cerca un viaggio nella Storia del Tibet bisogna andare in Tibet, se si vuole un viaggio “politico” allora è il caso di andare a Dharamsala, in India.

  • simona

    19 mar 2008 - 12:19 - #2
    0 punti
    Up Down

    Mi sembra ingiusto, che per darla vinta al governo Cinese si debba decidere di non visitare una terra. E’ un pericoloso attentato alla libertà di OGNUNO, dal momento che viaggiare è un diritto e ancor più se lo si fà per motivi spirituali. Non capisco chi mette in giro queste voci, ho paura che ci sia qualche nostrano interesse politico, ma meglio stare zitti, non si sà mai…
    Evviva la fiaccola olimpica a Lhasa.