Simona: a Luang Prabang

Parto per il Laos alle 17 dalla stazione dei pullman di Kunming. Il viaggio durerà un giorno e mezzo e la stazione d’arrivo prevista sarà la città di Luang Prabang.

Il pullman con le cuccette è gremito di persone; le prime ore trascorrono lente e indisturbate tra la lettura di un buon libro e un sonno leggero, verso le 22 viene fatta una sosta che ci consente di cenare…poi si riparte e la notte prende il sopravvento.

Il giorno successivo alle 14 siamo alla frontiera e ci lasciamo alle spalle la Cina…non trascorre troppo tempo che il paesaggio si presenta diverso, mutando il suo aspetto lentamente…il territorio è sempre più verde e rigoglioso, numerosi i corsi d’acqua e le montagne. Attraversiamo villaggi di terra e fango, bambini bellissimi ci osservano incuriositi, carnagione scura bruciata dal sole, occhi grandi e neri, la Cina è già davvero lontana.

Arriviamo a Luang Prabang alle 1 di notte, è troppo tardi per farsi un’idea della città, mi faccio portare in taxi al Rama Hotel e rimando tutto al giorno dopo.

La città si sveglia presto ed è piacevole godersi la mattina; lascio l’albergo e dopo pochi metri incontro il primo sito da visitare, il Wat Wisunalat; il tempio è in muratura e stucco, il tetto si abbassa lateralmente, fino quasi a toccare terra, seguendo lo stile tipicamente laotiano. Il complesso è in un bel giardino, dinanzi al wat è collocato uno stupa dalla forma tondeggiante, è il That Pathum.

Nello stesso giardino è possibile visitare un altro tempio, apparentemente più modesto, ma considerato un luogo tra i più sacri della città, si tratta del Wat Aham, nascosto tra gli alberi di baniano secolari.

Proseguo a piedi per il centro, lungo il cammino incontro altri templi bellissimi, la città è letteralmente incastrata tra le montagne e abbracciata da due fiumi, il Mekong e il Nam Kham, brilla dei sim dorati e ogni angolo testimonia la sua storia. Gli edifici abbracciano lo stile laotiano e quello dell’antica dominazione francese, testimoniato ovunque si volga lo sguardo, la miscela da vita ad un’architettura vivace e particolare.

A metà anni ’90 Luang Prabang è stata dichiarata patrimonio dell’umanità da difendere e conservare, questo ha consentito alla città di preservare le sue bellezze, costituite non solo da una trentina di magnifici templi, ma anche da edifici che raccontano una storia passata, residenze dell’antica nobiltà e aristocrazia mercantile.

Mi avvicino alla confluenza dei due fiumi, cuore storico e culturale della città, è qui che sono situati i siti religiosi più importanti ed è qui che riconosco le abitazioni tradizionali, costruite con tralicci di bambù e ricoperte di malta. Nel fiume numerose imbarcazioni permettono ai turisti di attraversare le acque e, lungo la riva, mi diverto ad osservare la vita che scorre…bambini sorridenti nuotano, donne curve sui panni fanno il bucato, i monaci meditano colorando di macchie arancio il paesaggio.

Salgo una scala ripida e visito il monastero chiamato Wat Thammothayalan, godendo di un panorama incantevole che offre uno scorcio di quasi tutta la città; proprio di fronte c’è il Museo del Palazzo reale, antica dimora del sovrano Sisavang Vong.

La via principale di Luang Prabang è Thanon SisavangVong, una lunga strada corredata di alberghi, ristoranti, caffetterie, agenzie di viaggi e altri servizi turistici, le scritte francesi si confondono alla scrittura arricciolata laotiana e continua ad essere evidente la mescolanza tra edifici coloniali francesi e le antiche case della città…dando vita ad un’architettura ibrida bella a vedersi.

Arrivo fino alla punta della penisola, dove i due fiumi si incontrano e si trova il tempio più spettacolare del posto, il Wat Xieng Thong; ancora una volta l’elemento che mi colpisce di più è il tetto del sim che tocca quasi terra e che da vita ad un effetto visivo molto suggestivo, ma mi lasciano senza parole anche gli esterni dorati, i raffinati rilievi sulle porte e le pareti, il mosaico porpora e oro sul retro dell’edificio religioso.

A parte il sim, il complesso è abbastanza ampio, ci sono numerose cappelle e stupa contenenti le immancabili immagini e statue del buddha.

La sera la trascorro nel mercato serale, una matassa aggrovigliata di vicoli dove si distribuiscono banchetti di specialità culinarie cucinate sul posto, pesce e carne alla griglia, tagliolini e riso alle verdure, zampe di pollo marinate, il tutto servito in foglie di banano e mangiato su tavoli di legno appoggiati su mura scalcinate. L’atmosfera è vivace e i profumi che invadono l’aria deliziosi.

NOTIZIE INTERESSANTI:

• Il biglietto da Kunming a Luang Prabang costa 300 y (30 € circa), il viaggio è lungo (32 ore) ma le cuccette sono abbastanza comode (sempre meglio scegliere quelle che si trovano in alto per una maggiore circolazione dell’aria);
• E’ possibile fermarsi anche lungo alcune città di confine, per riposarsi dal viaggio, ma non ce n’è nessuna particolarmente interessante da visitare;
• Ricordarsi di portare un po’ di dollari per pagare il visto alla frontiera;
• L’entrata ai templi si aggira sempre intorno ai 6.000 kip (0,50 € circa), trane per il Museo del Palazzo reale che costa leggermente di più (2 € circa);
• Non è consentito portare all’interno del Museo macchine fotografiche e telecamere, inoltre non è possibile indossare calzatura, il tutto viene lasciato in custodia all’entrata;
• Per dormire un’ottima soluzione è l’Hotel Rama, in Thanon Wisunalat, le camere sono pulite e economiche, la colazione nella terrazza compresa nel prezzo e, per chi ha con sé il portatile, la connessione è gratuita (basta solo chiedere la password alla reception);
• Per mangiare in centro ci sono numerosi ristoranti e caffetterie, ma questa è la zona più cara, se si cerca una soluzione più economica può essere un’ottima scelta provare uno dei ristoranti presenti lungo il fiume, l’atmosfera è caratteristica e i piatti molto buoni;
• Il mercato serale può essere un posto divertente dove trascorrere la serata e assaggiare le specialità del posto; un altro bel mercato è il Talat Dala, all’incrocio di Thanon Setthathilat e Thanon Chao Sisuphon, cuore commerciale della città, in questo brulicante traffico ambulante si può trovare e comprare di tutto;

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