L'emergenza rifiuti in Campania peggio del colera del '73 per il nostro turismo


Leggo da Il Messaggero di Roma che il tour operator tedesco TUI, uno dei maggiori a livello mondiale (se non il maggiore), ha stimato che per le prossime feste pasquali, ma il danno si ripercuoterà su tutta la stagione turistica, Napoli e la Campania registreranno una diminuzione turistica del 50%, superiore a quella che si registrò nel 1973 quando nel capoluogo si registrarono i casi di colera e che causò una perdita di volumi turistici intorno al 35%.

Il danno però è maggiore, e ne avevamo già parlato nel post Il Veneto non è come la Campania, visto che quest'emergenza coinvolgerà l'intero settore turistico nazionale. In Veneto hanno già stimato il minor afflusso di presenze turistiche tedesche nei loro campeggi nel periodo della Pentecoste (primo lungo ponte in Germania in primavera) intorno al 20%. Anche gli albergatori del nord, soprattutto quelli che insistono nelle località intorno ai grandi laghi, hanno stimato cali di presenza intorno al 10%. Emblematico è poi il caso di Pompei, che normalmente registra 1 milione e mezzo di presenze all'anno, ma che in questo periodo, chi ci è stato, racconta quasi deserta.

Intorno a questo disastro ovviamente c'è chi ci marcia, soprattutto all'estero, dove la normale e corretta cronaca dei fatti, spesso diventa occasione per criticare un paese intero e spostare le preferenze di viaggio (e il relativo business) dall'Italia verso altre mete turistiche. In questa situazione sarebbe auspicabile un intervento dello Stato, oltre che per risolvere l'emergenza rifiuti, anche per limitare i danni di immagine al sistema Italia, ma a naso vedo che in questo periodo i nostri politici, tutti (a rischio di fare qualunquismo), siano in altre faccende affaccendati.

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