Noi romani non siamo famosi per essere gente fine (o fina come direbbimo noartri), e questo nostro carattere “genuino” (a volte troppo genuino) si riflette anche nella cucina, che se può vantare secoli di tradizioni, non è tra quelle più raffinate, ma soprattutto leggere, d’Italia. Ed è per questo motivo, la “pesantezza” della sua cucina che abbonda negli olii, fritti e sughi abbastanza grassi (retaggio di una civiltà nata sull’agricoltura e pastorizia), che sono restia a portare gli amici “non romani” in ristoranti dove si servono piatti della cucina romana.
Ultimamente mi sono concessa un giorno da turista, e sono andata a zonzo nel ghetto, partendo e tornando a via del Portico d’Ottavia, qui ripresa da antmoose, avendo l’accortezza di prenotare per tempo un tavolo da Gigetto al Portico d’Ottavia (leggete le recensioni sul sito Menu di Roma), con l’intenzione di farmi una bella mangiata a base di cucina romana. Dico subito che non sono rimasta del tutto soddisfatta, ma il perchè l’ho capito solo il giorno dopo. I piatti erano buoni, ma mancavano di quella profondità, ricchezza di sapori (altri direbbero pesantezza) che mi aspettavo dalla cucina romana, come se il cuoco non avesse voluto eccedere con i condimenti per venire incontro al gusto dei turisti.
Quindi se da romana non lo consiglieri ad altri romani, perchè un pò leggera come cucina, mi sento di consigliarla tranquillamente ai non romani che volessero avere un approccio più cauto e leggero alla cucina romana. Il ristorante sta proprio accanto al Portico, ha parecchi tavoli all’interno, è meglio prenotare e se andate di fretta, meglio arrivare prima dell’una. Il servizio è del genere amichevole, che se da un lato può far storcere la bocca a qualcuno, dall’altro ha il pregio di ottenere informazioni oneste su quanto vi possono servire. Carciofo alla giudia ( ne servono 1 e questo è un peccato) d’obbligo; io poi sono andata su 1/2 porzione di gricia e coda alla vaccinara: ottima anche se leggera e non abbondante.
Ovviamente scordatevi il pesce, e se vi chiedete il perchè vi rimando al testo de “La società dei magniaccioni” su Italian Folk Music, di cui qui riporto uno stornello.
Ce piacciono li polli, l’abbacchi e le galline,
perchè so senza spine,
nun so come er baccalà.
La società de li magnaccioni,
la società de la gioventù,
a noi ce piace de magna’ e beve,
e nun ce piace de lavora’.
Ai@ce
16 gen 2008 - 11:47 - #1i migliori carciofi alla giudia di Roma.
:-)
Ai@ce
italo
01 feb 2008 - 03:21 - #2Si ma quanto costa 1° 2° e contorno?
grazie!
marco.
04 feb 2008 - 17:57 - #3Quando sono andato io poteva variare tra i 30-50 euro; secondo il sito Menu di Roma il prezzo medio è di 43 euro (loro sono precisi).
case vacanza in abruzzo
05 mar 2008 - 17:29 - #4io ho pagato 50 €…ma ho mangiato benone
case vacanza in abruzzo
05 mar 2008 - 17:30 - #5io ho pagato 50 €…ma ho mangiato benone
manuela p
22 mar 2010 - 19:19 - #6Il peggior locale dove ho mangiato a Roma. Sono Romana. Sono andata al Ghetto per mangiare i carciofi alla giudia (quelli fritti per capirci). Non li facevano.
Partiamo dal servizio. Indecente. Ho aspettato 20 minuti per farmi chiedere cosa volevo da bere. Non hanno mai portato il pane a tavola. Ho chiesto i carciofi come antipasto me li hanno serviti come contorno.
Il vino. Con tutto rispetto dei vini in scatola, che paghi 3 euro ma lo sai che valgono 2-3 euro, il loro chianti era peggio del vinello che bevi dai venditori ambulanti sulla strada per i castelli.
Non abbiamo avuto coraggio di ordinare i primi (la solita lasagna, per cui i turisti americani vanno matti, la amatriciana, l gnocchi, il ragu bolognese… insomma tutti primi per turisti stranieri che conoscono quelle 5 parole di italiano e vanno “sul sicuro”…)
I secondi. abbiamo ordinato uno straccetto con contorno di carciofi e un pollo arrosto con carciofi.
Gli straccetti sembravano macinato congelato.
Il pollo era del giorno prima visto che era rinsecchito.
CI ha accompagnato durante tutto il pranzo, durato il meno possibile, il dolce rumore del microonde con cui riscaldavano i piatti.
Una vera delusione.
Vi sconsiglio vivamente di andarci.
SOno oltretutto cari per quello che propongono.
Meglio la pizzeria al taglio.
O un bel dolce alla pasticceria dell’angolo.