Bologna sotterranea, quasi subacquea

Non molti sanno che la città di Bologna, intorno al XV secolo, era attraversata da chilometri di canali, che venivano navigati per trasportare merci verso Venezia e per azionare i telai idraulici della seta. Di questo passato “lagunare” non rimane molto, dato che molte vie d'acqua sono state coperte e soltanto da una finestrella in via Piella (nella foto) si può ancora vedere un tratto del canale delle Moline, che continua a scorrere sotto la città.

Per scoprire un passato curioso e affascinante da qualche anno l’Associazione Amici delle Vie d’Acqua e dei Sotterranei di Bologna, organizza visite attraverso i passaggi dei corsi d’acqua, restaurati e consolidati, resi accessibili anche ai turisti.

Si può così scegliere, fra gli altri, di percorrere il torrente Aposa, (l'unico corso d'acqua cittadino), che attraverso un tragitto di 800 metri ci porta dalla Bologna romana del I secolo avanti Cristo alla Bologna della Seconda Guerra Mondiale, attraverso storie e leggende che coinvolgono in un viaggio fantastico; visitare i Bagni di Mario, una grande cisterna sotterranea con decori rinascimentali e affascinanti cunicoli con volte a sesto acuto, costruita nel 1500 per la captazione delle acque per l'alimentazione della Fontana del Nettuno e della Fontana Vecchia; o allontanarsi di qualche chilometro dal centro cittadino per immergersi in un'incantevole cornice naturale fatta di boschi e falesie e ammirare un acquedotto romano del 30 a.C.

L'associazione organizza visite guidate ai siti sotterranei: bisogna prenotarsi (051.6232255 - 333.9347122) e il prezzo del biglietto va da 6 a 15 euro a seconda del pacchetto scelto (“un sito”, “tre siti” o “itinerario”).

Foto - www.bulgnais.com

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